Abbigliamento tecnico per camminare: il peso della farfalla | Trekking.it

Abbigliamento tecnico per camminare: il peso della farfalla

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Sviluppi e innovazioni tecnologiche nell’abbigliamento

La tecnologia dei tessuti e dei sistemi costruttivi nell’abbigliamento ha raggiunto livelli in grado di stupire chiunque, mettendo in difficoltà il concetto stesso di “leggerezza”… tenere in mano alcuni capi, capaci di sopportare tempeste e bufere, è come cercare di definire il peso dell’ala di un lepidottero.

Oggi in uno zaino da 30 litri ci sta, per quanto riguarda abbigliamento, sacchi letto e tende, tutto quello che richiedeva, anche solo due/tre anni fa, un contenitore almeno doppio.

Massima compressione di tessuti e imbottiture e peso piuma sono i must dei capi tecnici per l’escursionismo e le attività sportive in montagna…

Tessuti per abbigliamento, innanzitutto

Bigstockphoto

Nell’abbigliamento da escursionismo, alpinismo e sport outdoor, dopo anni in cui filati e materiali sintetici hanno condotto una pesante offensiva nei confronti delle materie “naturali” come lana e cotone (anche se spesso i trattamenti a cui queste fibre vengono sottoposti fanno perdere molte delle caratteristiche originarie), oggi le due filosofie convivono raccogliendo dalle diverse materie prime le peculiarità più performanti.

A prescindere dagli utilizzi, oggi ognuno può scegliere il proprio abbigliamento in base alle diverse filosofie senza rinunciare alla tecnicità.

Presentiamo una rapida sintesi dei principali tessuti utilizzati per l’abbigliamento outdoor:

Cotone

Confortevole sulla pelle, è ideale per climi temprati, ma assorbe acqua e sudore e asciuga lentamente. È usato per magliette, calze, calzoni, cappelli da sole. Grazie a vari trattamenti, è ancora oggi ottimo per l’abbigliamento “travel”, per viaggiare in climi caldi ma non umidi.

Lana

Ricordate quelle maglie in lana, spesso tragicamente “a costine” che la mamma costringeva a indossare per andare a scuola d’inverno, che “rosicchiavano” la pelle come criceti? Le lane di oggi sembrano velluti preziosi che accarezzano soavemente il corpo regalando sempre una piacevolissima sensazione di calore secco.

La lana è forse il filato che ha subito le maggiori “trasformazioni”, e oggi ci sono sul mercato capi, soprattutto da usare sulla pelle, che non hanno nulla da invidiare ai capi intimi sintetici più tecnici e performanti. Ovviamente non da usare in piena estate!

Seta

Gradevole e leggera, ma trattiene l’umidità. Viene utilizzata per maglieria intima e calze. Un mio piccolo segreto è l’uso di sottilissime calze in seta in alta quota o in condizioni di freddo estremo.

La calza di seta, sottile come una seconda pelle, e sopra un calzetto tecnico e caldo, proteggono dalle temperature più basse.

Un ottimo “effetto collaterale” è che proteggono quasi totalmente anche da eventuali vesciche, perché lo sfregamento naturale tra piede e tomaia viene completamente assorbito dal doppio strato di tessuto.

Per i più freddolosi, ottimi anche i guanti di seta, sempre sottili come una pelle, da indossare sotto i guanti normali.

Polipropilene

Questa fibra mantiene la temperatura corporea, ma soprattutto allontana il sudore dalla pelle, mantenendola asciutta, grazie al principio idrofugo che impedisce al tessuto di assorbire liquidi e umidità, trasferendoli invece verso l’esterno.

Questo principio funziona ovviamente se tutti gli strati di abbigliamento indossato seguono lo stesso meccanismo.

È la base della maglieria intima tecnica e di magliette. Le ultime “release” di questo filato, con opportuni trattamenti, hanno anche ovviato al fastidioso odore di “usato” che le caratterizzava…

Pile, fleece e microfleece

Ha sostituito egregiamente la lana, è un tessuto sintetico leggero che trattiene il calore corporeo anche bagnato. È utilizzato per maglie, berretti, guanti e interno di giacche pesanti. Sempre più leggero, oggi caratterizza anche capi estivi dal peso piuma.

Microfibra

È un tessuto elastico ideale per capi aderenti, protegge da vento e umidità. Ottimo per maglieria tecnica, indumenti da pioggia, asciugamani.

Gore-Tex®

Scoperto quasi per caso, stirando delle fibre di politetrafluoroetilene, è il prodotto che ha cambiato la storia dei capi e delle calzature da montagna, per la sua capacità di respingere l’acqua – anche piogge torrenziali – e al tempo stesso lasciar traspirare il corpo.

Questo è possibile grazie ai micro fori della membrana ptfe, che sono molto più piccoli della molecola d’acqua, che pertanto non può passare da una parte all’altra del tessuto, ma molto più grandi delle particelle di vapor acqueo che compongono il sudore, e possono senza ostacoli uscire verso l’esterno.

Ovviamente anche in questo caso è efficace se tutti i capi indossati – dalla pelle al guscio esterno – sostengono questo principio. La membrana viene accoppiata a molti tessuti diversi, e ognuno potrà scegliere la “mano” che più gradisce.

Soft-shell

È una generazione di tessuti traspiranti per capi da esterno adatti alla protezione dal vento e pioggia leggera, sconsigliati per condizioni di maltempo estremo.

Sempre più leggeri anche questi, si possono “dimenticare” sul fondo dello zaino, e vengono sempre utili in caso di cambio repentino e imprevisto del tempo.

Capilene

A Patagonia si deve “l’invenzione” del capilene per i capi a pelle e intimo. Questo particolare tessuto in poliestere/spandex garantisce all’intimo un’estrema elasticità, comfort, una rapida rimozione dell’umidità e un fattore di protezione dal sole 50. L’unico diffetto? Sicuramente terrete a distanza gli amici escursionisti…

 

I trattamenti

Rain water droplets on fiber waterproof fabric

Come anticipato sopra, qualsiasi tessuto, oltre alle sue caratteristiche intrinseche, ormai subisce anche una serie di trattamenti – più o meno duraturi – che aggiungono prestazioni ai capi, vediamone qualcuno.

Traspirabilità e idrorepellenza

con diversi livelli – da quello minimo alla totale impermeabilità – a seconda delle fasce di utilizzo.

Asciugatura rapida

Altro requisito ormai essenziale per l’abbigliamento, garantito dalle nuove fibre idrofughe che non si imbevono e tendono a trasferire verso l’esterno l’umidità.

Questi tessuti, in particolare quelli da indossare a contatto con la pelle, sono in grado di trasferire il sudore corporeo verso l’esterno, dando la sensazione di fresco e asciutto anche negli sforzi più intensi; tutto questo si traduce in un comfort a cui non si può ormai più rinunciare.

Protezione UV

È una caratteristica dei capi “travel” ideali per il viaggio e trekking in climi caldi, ma anche per alcuni capi idonei all’alta quota; un particolare trattamento difende parzialmente la pelle dall’irraggiamento degli ultravioletti, con fattori protettivi dai raggi UV variabili da 30 a 40.

Protezione insetti a azione antimicrobica

È un’altra interessante caratteristica presente in alcuni capi per viaggiare in climi caldi, imbevuti di sostanze che hanno funzione repellente su molti fastidiosi insetti, a partire dalle zanzare.

Questa caratteristica si affievolisce con i lavaggi. Sui tessuti s’inseriscono anche elementi che attivano l’azione antimicrobica per l’efficace inibizione degli odori.

 

Vestirsi a strati

Tinte mimetiche oppure sgargianti e modaiole? Per una ragione di sicurezza è sempre meglio essere visibili, inoltre i colori nelle foto inserite nei panorami hanno sempre il loro perché (Ph Enrico Bottino)

Come già detto più volte, le caratteristiche tecniche dei tessuti devono essere compatibili tra loro, perché altrimenti i pregi di uno o dell’altro collidono e rendono inutile spendere anche delle belle cifre per avere poi dei prodotti che non funzionano.

Di importanza primaria la filiera dei capi, dalla pelle al guscio esterno, che devono tutti essere in grado di trasferire verso la superficie esterna l’umidità corporea e il sudore.

Altrettanto importante la stratificazione, chiamata “filosofia della cipolla”, che significa preferire più capi leggeri, da indossare uno sull’altro all’occorrenza, piuttosto che singoli capi pesanti.

Questa modularità, favorita oggi dall’estrema leggerezza dei singoli capi, è in grado di far fronte a qualsiasi tipo di “tsunami” in cui doveste incorrere durante le vostre escursioni.

Altro punto fondamentale per l’affardellamento dello zaino è la distanza che si intende percorrere, con una logica inversamente proporzionale alla distanza: più sarà lunga la nostra escursione, maggior attenzione dovremo porre alla scelta degli equipaggiamenti più leggeri a parità di prestazioni.

Qualche chilo in più in una gita giornaliera è tollerabile, ma su un trekking di due settimane può diventare un problemaP.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, tenete presente che, grazie ai moderni tessuti ad asciugatura rapida, in un lungo trekking potete anche lavare magliette e capi intimi in un ruscello!

Il primo segreto è evitare, nei limiti del possibile, di sudare, nonostante il caldo e l’attività fisica. Cercare sempre di partire “leggeri”, accettando l’aria fresca della mattina piuttosto che trovarsi inzuppati di sudore dopo cento metri di cammino.

Capi intimi: la seconda pelle

Fino a qualche tempo fa, l’abbigliamento tecnico per l’outdoor riguardava soprattutto la “carrozzeria” esterna: maglie, pantaloni e giacche dalle prestazioni superlative, che venivano vanificate da mutande, calze e magliette di cotonaccio che si imbevevano di sudore come spugne e ci costringevano ad interrogarci sul motivo dell’acquisto di una giacca himalayana da millanta euro, che non portava alcun sollievo al sentirsi addosso una maglia fradicia.

Oggi anche questo problema è debellato, anche se a costo di qualche decina di euro per avere il privilegio di indossare intimo “tecnico”… ma non si può chiedere tutto, anche che il comfort sia economico!

L’obiettivo dei capi “a pelle” più attuali è quello di mantenere il più possibile le condizioni ottimali del corpo nelle situazioni più diverse: caldo, freddo, secco, umido, etc, comportandosi e reagendo proprio come ulteriori strati di pelle sul corpo.

Mantenendo sempre asciutto il contatto con la pelle, i capi realizzati con queste tecnologie proteggono le parti più delicate, come la schiena, da colpi d’aria e di freddo che, soprattutto in montagna, rappresentano un pericolo per la salute.

Segnaliamo anche tessuti sintetici, come la fibra X-Static (realizzata accoppiando argento puro alla fibra tessile) con funzione antibatterica nel sottomanica, rete sul retro e sui fianchi e materiali Interlock per una rapida asciugatura.

Batteri, ammoniaca e proteine denaturate presenti nel sudore contribuiscono in maniera significativa alla formazione di odori nei prodotti di maglieria e abbigliamento vario; l’argento presente nella fibra provoca la riduzione immediata degli odori.

 

Rispetto per l’ambiente

L’attenzione all’ambiente è un altro punto fermo ormai inderogabile per qualsiasi azienda impegnata nel mondo dell’outdoor.

La mission delle aziende leader nella produzione, importazione e distribuzione di articoli per l’outdoor dovrebbe essere quella d’investire in ricerca, tecnologia e innovazione per realizzare prodotti in grado di garantire comfort, sicurezza e performance.

Nel pieno rispetto della natura e della salute! Infatti, scarpe, pantaloni e giacche, ma anche zaini, sacchi a pelo e tende, sono realizzati e trattati con sostanze chimiche pericolose, come i perfluorocarburi (PFC) e polifluorurati, dichiarati tossici e cancerogeni, e presto banditi dalle proprie produzioni dai maggiori brand di abbigliamento al mondo.

Approfondimenti al seguente articolo:

Ad esempio, tornando alla nostra biancheria intima, ci sono aziende che per le T-Shirt tecniche utilizzano elementi naturali – ad esempio il cotone – provenienti da coltivazioni biologiche controllate, dove sono assolutamente vietati pesticidi, fertilizzanti chimici e defolianti, che potrebbero inquinare l’acqua potabile.

Testo di Michele Dalla Palma

 

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A proposito dell'autore

Michele Dalla Palma

Giornalista e fotografo, esploratore e grande viaggiatore, ho realizzato molte spedizioni e centinaia di reportages, in ogni continente, per la stampa italiana e internazionale; sono Direttore Responsabile della rivista TREKKING&Outdoor, una delle testate più qualificate sul mercato italiano nell’ambito del turismo responsabile.

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