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Divertirsi nel Parco Avventura!

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Non siamo nella giungla, non bisogna saltare da una liana all’altra, non dobbiamo superare una palude infestata da coccodrilli e nemmeno superare la valle dei Vulcani. Non vogliamo portar via la parte a Tarzan. Ad aspettarci al Parco Avventura ci sono ponti tibetani, corde e teleferiche sospese, percorsi aerei che consentono alle persone di divertirsi e testare in modo divertente e sicuro le proprie capacità agli sport di montagna.

All’origine impiegati per la formazione psico-fisica di reparti militari e di soccorso, i parchi aerei sono stati “promossi” e portati alla curiosità del grande pubblico da attività sportive e raid estremi, in particolare dal survival, che li hanno presto trasformati in attività divertenti capaci di coniugare il binomio“natura-avventura” a due passi dalle metropoli (addirittura “dentro” i parchi urbani).

La passione per i Parchi Avventura si sta diffondendo a macchia d’olio, sono percorsi all’aperto che consentono di provare l’emozione di arrampicare e destreggiarsi sospesi nel vuoto anche a persone che hanno poca dimestichezza con l’ambiente verticale, coinvolgendo un pubblico più vasto rispetto a quello che va in montagna con le attrezzature adeguate e la preparazione necessaria.

Non stiamo parlando di arrampicata sportiva, free-climbing, bouldering, alpinismo o vie ferrate, ma di un’attività outdoor fatta in un ambiente controllato e sicuro, rivolto a chi ha un minimo di fisicità. Il Parco Avventura può rappresentare il primo passo verso la montagna vera, anche qui siamo immersi nella natura, ma non a stretto contatto con la roccia; i nostri limiti non sono testati sulle pareti di granito o calcaree, il superamento delle difficoltà oscilla sempre dall’alto, ma dai tronchi di alberi importanti, ci spostiamo come acrobati tra rami, corde e foglie, sempre a contatto con l’ambiente. Tutto in massima sicurezza grazie a dispositivi di protezione individuale: casco, longe, imbracatura, moschettoni e carrucola, omologati secondo le specifiche norme di sicurezza.

I frequentatori dei parchi sono obbligati ad indossare casco, imbragature e percorrere i diversi itinerari sempre assicurati da una corda e da uno o più assistenti (Ph Enrico Bottino)

Il Parco Avventura è una moda che coinvolge un pubblico sempre più vasto, ha preso campo in Europa negli anni ’90 e ancora prima negli Stati Uniti, dove oggi si contano più di 15.000 strutture (in alcuni Parchi Nazionali sono stati addirittura sviluppati “campeggi” su tende appese ad alberi secolari, che fungono da “stazioni” per ascensioni acrobatiche tra una pianta e l’altra), veramente tante rispetto ai nostri 150 Parchi Avventura o ai 500 circa dei cugini d’Oltralpe. I francesi sono stati i primi a intuire le grandi potenzialità ludico-sportive dei parchi aerei e oggi la Francia è all’avanguardia sia per numero di parchi aerei sia nella costruzione di queste strutture. In realtà, in Italia esistono, e da molto tempo, strutture antesignane dei moderni Parchi Avventura. Operante fin dal 1986, la Federazione Italiana di Survival Sportivo e Sperimentale da oltre vent’anni installa questi impianti nei corsi e nelle gare di survival, nelle prove di selezione per raid (Camel Trophy e tutti i similari e succedanei) e anche negli addestramenti per i reality show televisivi a carattere avventuroso (L’Isola dei Famosi, etc), ma, soprattutto, nei corsi di didattica antropologica dedicati a scuole, corsi universitari di Scienze Motorie e negli outdoor training per le aziende.

Parco Avventura di Arma di Taggia, presso la pista ciclabile del ponente ligure

Il Tree Climbing (letteralmente “scalate sugli alberi”) consiste nel percorrere su ponti tibetani, funi, reti e altri divertenti ostacoli, itinerari “aerei” collocati ad altezze variabili tra i 10 e i 20 metri che raccordano tra loro grandi alberi – solitamente installati in boschi vicini a città o centri di vacanza – creando una sorta di “parco giochi” sospeso nel vuoto che attira l’entusiasmo di grandi e bambini.

Oggi può sembrare una bizzarria per pochi estrosi sportivi, ma in realtà sono già molte le amministrazioni locali, in ogni regione della nostra penisola, che stanno vagliando preventivi e soluzioni per realizzare strutture permanenti o mobili in grado di offrire al pubblico l’emozione di una “passeggiata” nel vuoto tra gli alberi di boschi e parchi. Naturalmente, nel realizzare i Parchi Avventura bisogna prestare attenzione all’ambiente, soprattutto la vegetazione coinvolta, quasi sempre composta da magnifiche piante pluricentenarie che si trovano “imbrigliate” e a volte “strangolate” da cavi d’acciaio, morsetti, ferite dal taglio di grossi rami o dall’infissione di perni, punte, e altri “strumenti di tortura” per l’ancoraggio di funi e attrezzature. Non devono essere le stesse metodologie impiegate per le vie ferrate su roccia, con poca attenzione per le “pareti” – in questo caso i tronchi degli alberi – dove vengono collocati i punti di sosta e ancorati i cavi che sostengono le strutture sospese.

Alla fine l’attività risulta avere molte affinità con la pratica alpinistica, traslata dalle pareti rocciose ad un “palcoscenico” vegetale (Ph Enrico Bottino)

L’idea di “giocare” tra gli alberi praticando un’attività assolutamente divertente e al tempo stesso “impegnativa” per corpo e spirito ci trova sicuramente favorevoli, a patto che venga innanzitutto rispettato l’ambiente naturale che la ospita e soprattutto gli alberi, “colonne” del cielo e della nostra vita.

Se siete pronti per iniziare e divertirvi in totale sicurezza, potete consultare la lista delle strutture censite da Parchi Avventura Italiani (Associazione che si occupa di norme tecniche, temi fiscali ed aspetti autorizzativi del settore). Le strutture sono elencate per provincia e cliccando sui singoli Parchi Avventura ci si collega al sito, per consultare gli orari di apertura, i contatti ecc.

Prima di passare in rassegna i 10 consigli per iniziare, desideriamo ricordarvi che seppure la parola d’ordine del Parco Avventura sia “sospensione”, anche ad altezze di 15 – 20 metri nei percorsi rossi, seguendo le semplici regole impartite durante il breafing dagli istruttori e grazie all’equipaggiamento di sicurezza, si effettua in condizioni di MASSIMA SICUREZZA.

Ph Enrico Bottino

Dieci consigli per iniziare

  1. Per destreggiarvi sospesi nel vuoto non dovete vestire con eleganza affettata o vistosa, nel caso, non vorremmo essere noi ad accompagnarvi all’ingresso del Parco Avventura 😉 La miglior cosa è indossare un abbigliamento sportivo, scarpe chiuse da ginnastica o meglio ancora scarponcini (evitare suole lisce… e tacchi).
  2. Presentatevi all’ingresso a mani nude, sarà il personale del Parco Avventura ad equipaggiarvi dei dispositivi di protezione individuale e ad assistervi nell’indossarlo; ci riferiamo all’imbracatura, caschetto, guanti, kit comprensivo di moschettoni, longes con moschettoni e carrucola. Dopo che avrete preso in consegna il materiale, sarete affidati ad una guida, quindi passiamo al punto tre…
  3. Presentatevi alla guida umili e vogliosi di ascoltare, i sapientoni sono banditi, seppure esperti alpinisti. Altrimenti l’istruttore cosa ci sta a fare al Parco Avventura? Un breve breefing sarà utile a voi e i vostri amici per imparare le tecniche di progressione sui ponti sospesi, a muovervi correttamente sulle corde e l’uso in sicurezza della carrucola e dei moschettoni. La guida inoltre vi spiegherà le semplici norme di sicurezza, da rispettare anche nei confronti degli altri ospiti del Parco Avventura.
  4. Nessuno vi obbliga a completare tutti i percorsi: siete partiti dalla via Baby ma non volete procedere oltre? Potete sempre dire che si è fatto tardi… Oppure, provateci, al limite potete rinunciare a metà percorso: infatti lungo i vari tratti, dove iniziano e finiscono ci sono le vie di fuga (scalette appese ai tronchi degli alberi, ad esempio) così se venite colti dal panico o siete stanchi… potete mettere i piedi a terra!
  5. I responsabili del parco sono li per assistervi, quindi possono aiutarvi e soccorrervi in caso di necessità, un assistente  vi ricondurrà a terra in caso di qualsiasi necessità.
  6. Mamme e papi, potete assistere direttamente ai vostri bimbi  (età minima: 3 anni) sui percorsi baby (dopo essere stati istruiti dall’istruttore), che normalmente si trovano ad un metro di altezza. I bambini che hanno minimo 8 anni possono fare i percorsi più alti, ma se accompagnati da un adulto.
  7. In caso di pioggia o forte vento… passate al piano B (che non contempla il Parco Avventura)
  8. Siete persone in gamba? Atletiche? Preparate? Non importa, il Parco Avventura potrebbe riempirvi tutta la giornata… dipende dal traffico “aereo” ed eventuali “ingorghi” sugli alberi. Non ci sono scorciatoie sui ponti tibetani e sui “giochi acrobatici” dove la parola d’ordine è “sospensione”. Siete li per divertirvi e non per mettere fretta al vostro vicino d’albero. Mediamente, il divertimento dura dalle 2 alle 3 ore, compreso il breafing iniziale (addestramento).
  9. Anche i nostri amici a 4 zampe sono ben accetti all’interno del parco, dobbiamo però tenerli al guinzaglio ed essere forniti di paletta.
  10. Ultimo consiglio: prima d’indossare l’imbracatura passate dai servizi, vi assicura la vita ma è poco pratica in talune circostanze.

Testo e foto di Enrico Bottino

Parco Avventura di Arma di Taggia, presso la pista ciclabile del ponente ligure

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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