I migliori zaini per il trekking | Trekking.it

I migliori zaini per il trekking

0

Lo zaino il miglior compagno di viaggio del Trekker

Alcuni lettori, molto attenti, mi “accusano”, a volte, di essere ripetitivo nelle indicazioni fornite in questa rubrica… è parzialmente ma inevitabilmente vero, perché le informazioni tecniche non cambiano così rapidamente, e la mia attenzione, innanzitutto, è focalizzata su chi, per la prima volta, si avvicina al mondo e alle attrezzature per l’escursionismo.

In secondo luogo, ritengo che “ripetere” indicazioni, informazioni, consigli e “piccoli segreti” non sia mai sbagliato, neppure nei confronti di chi, a ragion veduta ma a volte anche un po’ presuntuosamente, si ritiene un “esperto”.

Perciò ecco, ancora una volta, i miei consigli per la scelta del vostro più importante compagno di viaggio!

 

Il peso “massimo” del nostro bagaglio a spalla

L’errore più frequente di un “apprendista trekker” è sovraccaricare lo zaino, riempiendolo di materiali e attrezzature inutili; a prescindere però dal tipo di bagaglio scelto, esiste un parametro abbastanza preciso su quanto deve pesare lo zaino: dal 15 al 25% del peso di chi lo porta, a seconda dell’allenamento.

Un uomo di 80 chili in buona forma fisica può trasportare in modo continuativo uno zaino di circa 20 chili; lo stesso individuo, poco allenato e con qualche chilo di troppo, dovrà accontentarsi di una quindicina di chili per non “soffrire” più del necessario.

 

“Litri”, questi sconosciuti…

Il volume (cioè la capienza) di uno zaino si misura in “litri”; si passa dai micro zaini da corsa che hanno un volume interno di 10/12 litri, ai giganti da carico che possono superare i 100 litri.

Il peso rappresenta un’altra caratteristica fondamentale per questo attrezzo: più pesante sarà la struttura “a vuoto” dello zaino, minore sarà il peso del materiale che potremo stivarci dentro senza renderlo troppo pesante!

Il peso di uno zaino è determinato dai materiali impiegati, dal numero di tasche, dalle imbottiture di spallacci e fascia ventrale, ma anche dagli accessori: copri zaino, fondo, cerniere, fettucce, ganci, etc. Ecco perché più sobrio e “spartano” sarà il vostro zaino da carico, e più saranno le soddisfazioni che vi darà nei lunghi trekking sui sentieri del mondo.

Non esistono “regole” precise, tuttavia è possibile stabilire una sorta di “tabella” tra volume e peso di uno zaino tecnico da trekking:

Volume  Volume 
zaino per escursione facile25/35 litrimeno di gr 1.200
zaino per escursione giornaliera35/50 litrigr 1.400/1.700
zaino per trekking plurigiornaliero35/50 litri gr 2.000/2.500

                                               

Come scegliere lo zaino giusto?

Lo zaino altro non è che un “sacco” fissato a un telaio; la grande differenza, a parità di peso e caratteristiche, la fa la struttura del basto e dello schienale. I prodotti tecnici per il trekking e l’alpinismo dispongono di utili accorgimenti per migliorare il comfort e la distribuzione del carico sulla schiena; strutture interne o esterne, rigide o semirigide, consentono di distribuire il peso in modo omogeneo dalle spalle al bacino, sfruttando l’ergonomia di spallacci sagomati e della fascia ventrale, ben imbottiti e in materiali traspiranti.

Zaino da trekking leggero e girnalieroL’importanza del dorso

Nelle ultime stagioni, le aziende all’avanguardia si sono concentrate soprattutto sui dorsi, che sono la “cerniera” tra la nostra schiena e il contenitore col carico.

Realizzati in materiali ipertraspiranti, solitamente a cellula chiusa che non assorbe sudore e umidità, i dorsi si differenziano in base alla capacità di carico dello zaino; in quelli leggeri e per escursioni giornaliere il dorso è solitamente in pezzo unico, curvato in modo da creare una zona libera tra corpo e zaino, in grado di garantire la massima areazione.

Negli zaini per trekking plurigiornalieri, che devono sopportare carichi decisamente più impegnativi, la caratteristica principale è la disposizione di zone di appoggio e ammortizzanti distribuite in base alla fisiologia della schiena, e tra queste si creano delle zone libere dove l’aria può circolare liberamente, evitando il ristagno del sudore.

Un altro dettaglio fondamentale riguarda le dimensioni dello schienale: un marcantonio di due metri ha esigenze diverse da una ragazza alta un metro e sessanta. Gli zaini migliori vengono ormai proposti in diverse misure e con molte possibilità di adattamento alla schiena.

In commercio si trovano anche zaini “modulari”, con il corpo centrale di ampie dimensioni (sempre superiori ai 70 litri) e una parte (solitamente il cappuccio o la tasca centrale) “estraibile” che diventa a sua volta un piccolo zaino da 10/12 litri. Utilizzati come zaini di viaggio, non sono molto pratici per il trekking anche per il peso eccessivo.

Zaino ultraleggero, per trekking di poche ore


Zaino ultraleggero adatto per trekking giornalieri senza particolari necessità o difficolta, anche sotto il profilo climatico

Istruzioni per l’uso

Come per tanti altri prodotti tecnici, spesso i costruttori tendono ad “arricchire” eccessivamente i modelli, dotandoli di dettagli e accessori che spesso vanno poi eliminati per rendere “perfetto” il proprio zaino.

In particolare cinghie, fettucce e altri particolari esterni e sporgenti sono quasi sempre un fastidio; evitate di trasformare lo zaino in un “albero di natale” addobbato all’esterno di oggetti e orpelli vari.

Il carico va sempre e solo compattato all’interno, e nulla deve “penzolare” al di fuori di esso.

Molto più utile, in fase di acquisto, verificare la qualità dei materiali impiegati e dei particolari (cerniere, ganci, imbottiture, telaio, etc); la solidità delle cuciture, soprattutto sull’attacco degli spallacci; tutti gli zaini di marca presenti sul mercato offrono buone garanzie, e a quel punto si potrà anche dedicarsi a scegliere il… colore preferito.

Mai esagerare col volume delle tasche esterne, che se non perfettamente equilibrate possono sbilanciare il carico; meglio quelle a scomparsa, comprimibili, che seguono la sagoma dello zaino.

Leggi l’articolo: “Come si regola lo zaino?”

A mio parere l’unico accessorio importante, strategico in caso di pioggia, è il coprisacco in tessuto impermeabile, di solito integrato in una tasca sul fondo nei modelli di fascia medio/alta.

Molto utile, soprattutto per trekking lunghi ma anche per gite di qualche ora, la separazione della parte superiore da quella inferiore, e la possibilità di accedere ad entrambe dall’esterno; di solito, nello scomparto inferiore vengono messi indumenti e saccoletto, e sopra i viveri, le cose di più frequente utilizzo e l’attrezzatura fotografica.

Per i grossi zaini da carico, utile ma senza esagerare il “prolungamento” che permette un aumento di una decina di litri del volume interno; ricordarsi tuttavia che uno zaino troppo “alto” oltre la linea delle spalle sbilancia e rende più faticosa la progressione, costringendo il busto ad una postura innaturale.

Zaino da trekking plurgiornaliero, adatto per escursioni lunghe

Zaino per trekking plurigiornalieri, adatto per carichi più pesanti e con numerosi accessori utili

Il dilemma del volume

Non esiste uno zaino “universale”, che possa andare bene per tutti e in ogni situazione; meglio poter disporre di almeno due zaini, uno da 40/50 litri per escursioni brevi, e uno da 70/90 litri per i trekking plurigiornalieri. Utilizzare infatti un unico zaino, di grande volume, anche per escursioni brevi, magari semivuoto, può intralciare i movimenti e la progressione.

E anche se si prevede di fare molta strada, diffidare degli zaini enormi, con una miriade di tasche esterne, scomparti, asole, fettucce, e macchinetta del caffè inclusa… così belli da ammirare adagiati nel baule dell’auto, ma impossibili da portare!

Leggi l’articolo: “Due zaini, numero perfetto!”

 

Zaini per escursione giornaliere

Ideali per contenere le poche cose che servono per un’escursione giornaliera: una borraccia d’acqua, qualche cibaria di conforto, una maglietta di ricambio e una giacca anti-pioggia/vento.

Più è essenziale, più ce lo godremo; niente cinghie e fronzoli esterni, inutili le tasche esterne, deve sembrare un “prolungamento” del nostro corpo e consentire di muoversi con la massima agilità, camminando dovremmo addirittura dimenticarci di averlo addosso!

Importante, in ogni caso, il dorso che deve permettere una buona areazione alla schiena.

Il volume può variare da 20 a 45 litri, e il peso a vuoto non dovrebbe superare i 1.000/1.300 grammi.

 

SALEWA ASCENT 42

42 litri, 1,5 kg a vuoto. La tecnologia Motion-Fit consente allo zaino di seguire ogni movimento della schiena, aumentando notevolmente il rendimento del portatore. Comode la tasca e le asole portamateriale applicate sulla cintura a vita. Il comparto di fondo separato, le tasche laterali e la tasca anteriore indipendente offrono ulteriore spazio.

MAMMUT CREON PRO 40L

40 litri, 1,4 kg a vuoto. Questo zaino stabilisce un nuovo riferimento grazie al suo innovative sistema di sospensione. Con un semplice movimento si può passare da uno schienale staccato e perciò molto ventilato ad uno full-contact che offre un miglior controllo in caso di terreni accidentati. Zip laterale di accesso al compartimento principale.

 

LAFUMA MINTAKA

Zaino iperleggero – meno di un chilo per 40 litri di volume – e accessoriato per l’hiking veloce e la camminata ripida in montagna. Scompartimento principale dotato di soffietto impermeabile, tasca frontale con zip e soffietto estendibile.

 

FERRINO 

35 litri, 1,3 kg a vuoto. Dorso con “Ventilazione Aria Aperta” in maglia a rete che favorisce il giro d’aria sulla schiena. Cintura ventrale con scomparti per GPS, chiavi, telefonino e macchina fotografica. La tasca davanti è elastica e può contenere, per esempio, il completo da pioggia.

 

DEUTER ACT TRAIL PRO 40L

40 litri, 1,4 kg a vuoto, sistema Aircomfort FlexLite, con doppia intelaiatura estremamente flessibile e areazione su tre lati, tasca anteriore ampia ed elastica per metterci giacca, imbragatura o simili, spallacci anatomici perforati.

 

COLUMBIA EVECASE 40 L

40 litri. Sistema idrorepellente avanzato Omni-Shield™. Spallacci Everyday Techlite™ L.O.A.D. Pannello posteriore ventilato in Backdraft™. Compatibile con sistemi di idratazione da 3 litri. Fascia pettorale con fischietto di emergenza. Custodia con patta antipioggia integrata.

 

Zaini per trekking plurigiornalieri

Indispensabile lo schienale “personalizzabile”, le cinghie di trazione del carico sulla parte superiore tra struttura e spallacci, che devono essere imbottiti con materiali idrofughi, come la fascia ventrale. Anche se esistono zaini con volumi superiori ai 100 litri, personalmente consiglio di non superare mai gli 80, per il semplice motivo che più è grande il nostro zaino, più cose ci stiperemo dentro, pentendoci della scelta appena partiti.

Il peso a vuoto non dovrebbe superare i due chili, comprensivi di: doppio scomparto interno separabile e accessibile dall’esterno; ampio cappuccio con tasca esterna e interna; due tasche laterali; tasche con cerniera sulla fascia ventrale; copri sacco impermeabile; fondo rinforzato. Tutto il resto è solo peso in più…

SALEWA 50 +10

50/60 litri, 2,5 kg a vuoto. Dorso regolabile Multifit per massimo comfort e controllo ottimale del carico, con struttura in alluminio integrata per adattarlo rapidamente all’anatomia individuale. Tasche laterali a soffietto, comparto sul cappuccio, tasca applicata sulla cintura a vita. Accesso diretto al comparto principale.

MAMMUT HERON PRO 70+15

Un “gigante” da 85 litri in due chili di peso a vuoto, ideale per uscite di più giorni, con materiale Ripstop Tritan ultraresistente e impermeabile con 10000mm in colonna d’acqua; 4 livelli di regolazione dello schienale e sistema “butterfly”.

 

LAFUMA TREKIT EASY 

60 litri per due chili a vuoto, per escursioni plurigiornaliere. Versatile e regolabile grazie anche alle tasche laterali che si possono staccare. Scompartimento principale dotato di soffietto impermeabile. Schienale ergonomico con inserti in gel, tasca frontale con zip e soffietto estendibile, cover antipioggia rimovibile.

 FJALL RAVEN 

75 litri, 3 kg a vuoto, schienale regolabile, vano centrale con divisorio e accesso dall’alto, dal basso e anteriormente. La parte superiore può essere rimossa e indossata come un marsupio. La cintura rinforzata Kajka aumenta il comfort di trasporto su lunghe escursioni. Copertura anti-pioggia inclusa.

FERRINO TRANSALP

80 litri, il limite massimo che ci siamo dati per questo tipo di zaini. Grandi capacità di carico, dorso con “Ventilazione Aria Aperta” in maglia a rete che favorisce il giro d’aria sulla schiena. Cintura ventrale con scomparti, insomma ideale per trekking plurigiornalieri ma assolutamente sconsigliato per un utilizzo per un paio di giorni di trekking, troppo ingombrante e voluminoso.

DEUTER ACTLINE 60L

60 litri, 2,5 kg a vuoto. Apertura frontale per un veloce accesso al bagaglio posto più in fondo; grazie alle alette lombari anatomiche Vari Flex doppiamente rinforzate, che riescono a seguire anche i movimenti più complessi, durante il trasporto si risparmiano le forze. Controllo del carico tramite le cinghie di compressione.

COLUMBIA 45 L

46 litri, 1,75 kg a vuoto. Sistema idrorepellente avanzato Omni-Shield™.Sistema di sospensione aerato in Backdraft™. Spallacci Techlite™ Endurance L.O.A.D. Telaio in alluminio. Tiranti cerniera di facile presa. Custodia con patta antipioggia integrata. Tasca anteriore in tessuto elasticizzato. Zaino a caricamento verticale con patta superiore rimovibile.

di:

Michele Dalla Palma

 

Potrebbe interessarti anche:

A proposito dell'autore

Michele Dalla Palma

Giornalista e fotografo, esploratore e grande viaggiatore, ho realizzato molte spedizioni e centinaia di reportages, in ogni continente, per la stampa italiana e internazionale; sono Direttore Responsabile della rivista TREKKING&Outdoor, una delle testate più qualificate sul mercato italiano nell’ambito del turismo responsabile.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento