Calze da escursionismo: uso e caratteristiche | Trekking.it

Calze da escursionismo: uso e caratteristiche

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L’importanza dei calzini, un indumento fra i più bistrattati

Per molto tempo anche gli appassionati di escursionismo non si sono mai dati troppa pena nello sceglierli e solo recentemente case produttrici e clienti hanno cominciato a considerare con attenzione questi prodotti.

Così sono nati tipologie e modelli estremamente diversificati in base alle differenti tipologie di utilizzo.

Il ruolo della calza è essenziale per un’attività come quella escursionistica nella quale i piedi sono sicuramente una delle parti del corpo più soggette a stress.

Cercare di garantire loro il massimo del comfort possibile è il punto di partenza per godere al meglio delle nostre escursioni e le calze tecniche da escursionismo assolvono proprio a questo ruolo, facendo da “cuscinetto” fra la pelle dei piedi, soggetta ad attriti e sfregamenti, e le scarpe. Spetta sempre alle calze il compito di mantenere i piedi a una temperatura confortevole e di fungere da regolatori dell’umidità.

Questo comporta la necessità di utilizzare calze diverse in base alle diverse condizioni di utilizzo.

Calze per escursioni estive leggere

Il loro scopo primario è quello di allontanare dal piede l’umidità generata dalla sudorazione che si genera nel corso di un’escursione con climi caldi.

Si tratta di calze leggere e sottili con una lunghezza che in genere non supera la caviglia, in quanto pensare per un utilizzo abbinato a scarpe abbastanza morbide, confortevoli e “basse” (scarpe da hiking o escursionismo leggero).

È comunque importante che queste calze abbiano una struttura differenziata, con un tessuto più sottile e leggero lungo la pianta del piede e rinforzi sulle dita e sul tallone.

Calze da trekking e alpinismo

Quando le escursioni si fanno più impegnative e gli scarponi più pesanti e rigidi anche le calze si debbono adeguare. Tutta la struttura della calza dunque deve avere maggior consistenza, per accentuare ancor di più l’azione di assorbimento degli sfregamenti e degli urti.

Ai rinforzi in punta e sul tallone è bene che se ne aggiungano altri in punti strategici come i malleoli, il collo del piede e la parte della caviglia a contatto con la linguetta dello scarpone.

In generale, per le camminate impegnative nelle mezze stagioni andranno benissimo calze che arrivano a metà polpaccio, mentre quelle al ginocchio saranno indicate soprattutto per i climi freddi caratteristici dell’escursionismo invernale (gite con le ciaspole) o dell’alpinismo in quota.

Per queste attività a basse temperature sarà importante scegliere calze con caratteristiche specifiche, che alle qualità di morbidezza e traspirazione affianchino una buona coibentazione termica.

Quali materiali scegliere

Tutte le qualità delle calze sopra descritte dipendono in larga parte dai materiali utilizzati per la loro costruzione.

Oggi le aziende specializzate mettono sul mercato prodotti che combinano materiali differenti, in modo da sfruttare al massimo le qualità di ciascuno di essi, compensandone i difetti.

È ormai praticamente impossibile, ad esempio, trovare calze tecniche che utilizzino cotone al 100%.

Questa fibra, infatti, ha una grande capacità di assorbimento dell’umidità che però tende poi a trattenere. Una calza in cotone, una volta impregnata di sudore, diventerebbe quindi fastidiosa e potrebbe incrementare gli sfregamenti, generando arrossamento o addirittura vesciche.

Ecco quindi che, soprattutto per le calze di uso estivo, il cotone viene utilizzato in abbinamento a materiali sintetici che contribuiscono ad espellere l’umidità.

Qualcosa di simile avviene per la lana, materiale ideale per un utilizzo nei trekking impegnativi, viste le sue qualità isolanti che la rendono fresca d’estate, calda d’inverno e che non si alterano neppure quando le calze sono bagnate.

Il problema “storico” delle calze di lana è sempre stata la relativa ruvidità delle sue fibre, che la rende poco piacevole al contatto con la pelle.

Oggi però disponiamo di lavorazioni speciali che consentono di ottenere calze di lana molto morbide e confortevoli e, per quasi tutti i prodotti tecnici presenti sul mercato si utilizza lana di qualità merinos, eccezionale per morbidezza e capacità di isolamento termico.

A parte alcune aziende consacrate al credo della pura lana merinos, in generale le calze da trekking oggi disponibili combinano la lana con altre fibre sintetiche, che migliorano il tempo di asciugatura delle calze e la loro resistenza all’usura.

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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