Fibre artificiali e sintetiche: le micro-fibre per i capi tecnici outdoor | Trekking.it

Fibre artificiali e sintetiche: le micro-fibre per i capi tecnici outdoor

0

La ricerca scientifica e il progresso tecnologico hanno consentito l’evoluzione delle fibre tessili con l’immissione di quelle artificiali e sintetiche. Prendiamo in esame le micro-fibre dal diametro di pochi micron.

Traspirabilità, impermeabilità all’acqua e al vento sono caratteristiche di un capo tecnico che si possono ottenere dall’unione di membrane microporose (Gore-Tex, Powertex, H2No, DryVent, OutDry, Windstopper, eVent, ecc) laminate al tessuto tessile naturale, artificiale o sintetico di supporto.

Le stesse caratteristiche, seppure con performance diverse per gli indumenti trattati, si possono ottenere spalmando sui tessuti un rivestimento sintetico di natura polimerica (PVC o PVU).

Terza e ultima possibilità per ottenere nei capi tecnici traspirazione e idrorepellenza è data non da una membrana ultrasottile ma dalla compattezza di micro-fibre dal diametro di pochi micron (ottenuti da poliammidi o poliesteri), ad alta densità, che esercitano un’azione puramente tessile. Sono filati morbidi, leggeri che non trattengono l’umidità e permettono la traspirazione.

Un esempio di fibre artificiali è dato dal PrimaLoft, l’alcantara, il tactel, ma non solo.

 

Fibre artificiali: il PrimaLoft®

Questa micro-fibra di poliestere, piccola quanto una frazione del diametro di un capello, nata negli Stati Uniti negli anni ’80, è altamente isolante – anche quando piove è idrorepellente – e consente al corpo di mantenere il proprio calore anche in assenza di attività aerobica.

Per questo motivo il PrimaLoft® viene utilizzato come imbottitura nei gusci, sacchi a pelo, calzature e guanti di Salewa, Adidas, PeakPerformance, The North Face, Odlo, Dainese e altri produttori terzi che hanno sviluppato una partnership con PrimaLoft per avvantaggiarsi di questa tecnologia. È una scelta ideale in caso di basse temperature. 

Altro beneficio che arriva dal PrimaLoft® per le nostre escursioni invernali è la leggerezza e morbidezza: non è azzardato affermare che questa nuova alternativa sintetica imita la sofficità e la comprimibilità della piuma d’oca.

Inoltre, grazie ad una eccellente comprimibilità, gli indumenti che adottano il PrimaLoft® per le lunghe escursioni invernali si prestano ad essere riposti senza problemi in uno zaino poco capiente. Minimo ingombro, minimo peso, massimo risultato!

A ciò si aggiunge la resistenza al vento, superiore alla piuma d’oca che è il materiale che più somiglia al PrimaLoft Sport. Ormai abbiamo instillato sufficiente curiosità per scoprire i segreti di questa microfibra sintetica ultra-sottile e multi-diametro, che crea una struttura eccezionalmente morbida e resistente all’acqua.Il PrimaLoft® è tessuto sintetico che esercita esclusivamente un’azione fisica, ma vediamo come funziona: il PrimaLoft® sfrutta il principio che non c’è maggior isolante dell’aria, quindi la densità delle sue fibre ultra-sottili creano una tensione superficiale compatta, formata da sacche d’aria che intrappolano il calore e lasciano all’esterno il freddo.

Nemmeno l’acqua può intaccare questa struttura perfetta, anzi, l’altro pregio del PrimaLoft® è quello di mantenere l’imbottitura asciutta e conservare intatto il proprio potere isolante anche in caso di pioggia: conserva il 98% del proprio calore anche se bagnato.

Naturalmente,  la struttura del capo tecnico deve essere adeguata alle prerogative di questa magica micro-fibra: finiture e cerniere devono essere idrorepellenti.

Per finire, particolare non certo trascurabile legandosi a indumenti specifici per attività intensa e prolungata come l’escursionismo, il tessuto in PrimaLoft® è traspirante, questo agevola la diffusione del vapore acqueo dall’interno verso l’esterno.

In base alle esigenze di utilizzo si possono scegliere diversi tipi di PrimaLoft®: se vogliamo un prodotto traspirante e impermeabile, ma anche leggero e comprimibile scegliamo Primaloft® Infinity.

Se vogliamo spingerci oltre, desiderando un capo di maggiore leggerezza, traspirazione e velocità di asciugatura allo ci viene in soccorso il Primaloft® Sport.

Di questo tessuto abbiamo anche una versione d’imbottitura ecologica (PrimaLoft® Gold Insulation Eco) ed una che predilige una maggiore vestibilità (Silver Insulation Hi-Loft) grazie a ultra fibre di due diverse dimensioni: un tipo per offrire efficacia termica e comprimibilità (se bagnata conserva l’85% del proprio potere isolante anziché il 98%), la seconda per aumentare la morbidezza.

 

Fibre artificiali: Polarlite

Polarlite è un tipo di pile sintetico sviluppato da SALEWA®, leggero e facilmente comprimibile nello zaino. Questa microfibra sintetica garantisce un isolamento eccezionale, allontanando l’umidità e conservando il corpo caldo.

Salewa integra Polarlite nelle giacche in felpa, come fodera interna per le giacche soft-shell e hard-shell, anche come intimo perché grazie alla sua morbidezza può essere indossato direttamente sulla pelle. Questa micro fibra è anche leggera e veloce da asciugare.

 

Fibre artificiali: Schoeller

Lo Scholler è costituito da fibre sintetiche che trasmettono una elevata e permanente elasticità, un alto livello di comfort, resistenza agli strappi e all’usura, pregi che lo rendono adatto soprattutto nella scelta dei pantaloni, grazie anche al fatto di essere accogliente e morbido sulla pelle. Questo tessuto elastico, idrorepellente e anti-vento consente comunque anche uno scambio d’aria dinamico abbastanza buono dall’interno verso l’esterno.

 

Fibre artificiali: Polartec®

Il capo di abbigliamento più famoso al mondo realizzato con tessuto sintetico Polartec – costituito da un filo di poliestere continuo arricciato con un procedimento che ne determina alcuni vantaggi particolari – è il  pile per le più svariate esigenze e per ogni stagione.

Il pile è leggero, tiene caldo anche se bagnato, si asciuga molto più rapidamente rispetto a qualsiasi fibra naturale, quindi è un capo tecnico per tutte le evenienze, che va bene sia in inverno sia in primavera, differenziandosi per la maggiore o minore protezione dal freddo (protezione 100 per la primavera, protezione 300 per temperature più rigide).

Questi sono prodotti che garantiscono impermeabilità,  protezione e isolamento termico, pur conservando un buon livello di traspirabilità. È utilizzato per maglie, berretti, guanti e interno di giacche pesanti.

Polartec da qualche anno offre anche tessuti laminati per capi d’abbigliamento diversi: Soft Shells, più leggeri e traspiranti ma meno protetti dall’acqua, oppure Hard Shells con la perfetta protezione dalle intemperie, resistenza al vento e all’acqua. In particolare Polartec® NeoShell® ha il suo punto di forza nella eccezionale traspirabilità!

Infatti, mentre gli strati shell tradizionali richiedono la formazione di calore e di pressione all’interno dell’indumento per attivare il funzionamento della membrana, Polartec® NeoShell® traspira attivamente, grazie a una membrana realizzata con fibre pari a un micron.

Nell’ambito dei tessuti Polartec si hanno differenti gradi di impermeabilità, protezione, isolamento termico e livello di traspirabilità. Volendo diversificare possiamo fare questa suddivisione:

  • Polartec® NeoShell® per tessuti Hard Shells adatti per i mesi invernali;
  • Polartec Power Shield® per tessuti Soft Shells adatti anche per i mesi primaverili – estivi o per attività intense.
  • Polartec Power Shield® Pro sviluppato per offrire una maggiore resistenza all’acqua.

Nylon

Braided nylon gray texture.Gray braided nylon background.

Questa fibra sintetica che appartiene alla famiglia dei polimeri sintetici, usata in combinazione con altri tessuti naturali o sintetici trasmette leggerezza, elasticità e al tempo stesso resistenza meccanica all’abrasione e agli strappi; inoltre, seppure in forma ridotta rispetto ad altre membrane tecniche, è idrorepellente, anti-vento e asciuga rapidamente.

La poliammide sintetica ha però il difetto di non essere traspirante, di avere scarsa capacità termoisolante e non è indicato per attività intense che provocano emissione di tanto sudore perché la sua bassa capacità di assorbimento dell’acqua rende i tessuti umidi e inadatti per capi tecnici estivi.

Il Nylon possiamo definirlo il capostipite delle fibre sintetiche: il suo filo, sottile e morbido al tatto, venne ottenuto per la prima volta nel 1935 dalla multinazionale Du Pont come valida alternativa alla seta.

Ufficialmente denominato Nylon tre anni dopo, venne introdotto sul mercato e apprezzato dalle donne per fini estetici (basta nominare le collant…); solo durante il conflitto bellico la produzione venne dirottata per la tessitura dei paracaduti dei soldati americani.

Oggi il Nylon, onnipresente nella maggior parte degli abiti, con le sue varie declinazioni ha monopolizzato l’industria tessile perché abbinato ad altre fibre naturali o sintetiche (classico il connubio nylon-elestan).

In linea generale, per i motivi specificati a inizio testo, il nylon non è indicato per attività intense che provocano emissione di tanto sudore.

Le caratteristiche della Poliammide dipendono comunque da diversi fattori: spessore del materiale, lavorazione e modalità di tessitura, abbinamento ad altre fibre.

Dal punto di vista ecologico va detto che la produzione di Nylon crea ossido di azoto, un gas a effetto serra 310 volte più potente dell’anidride carbonica.

Segnaliamo però l’Econyl, un poliammide ecologico ottenuto dagli scarti dell’industria tessile, oppure l’italianissimo NewLife di nuova generazione, ottenuto dal riciclo delle bottiglie di plastica.

Polipropilene

Questa fibra mantiene la temperatura corporea, ma soprattutto allontana il sudore dalla pelle, mantenendola asciutta, grazie al principio idrofugo che impedisce al tessuto di assorbire liquidi e umidità, trasferendoli invece verso l’esterno.

Questo principio funziona ovviamente se tutti gli strati di abbigliamento indossato seguono lo stesso meccanismo.

È la base della maglieria intima tecnica e di magliette. Le ultime “release” di questo filato, con opportuni trattamenti, hanno anche ovviato al fastidioso odore di “usato” che le caratterizzava…

 

Elastan

 

Un esempio di fibra mista prodotta sinteticamente e utilizzata per gli abiti è l’Elastan che, come indica il nome, ha l’elasticità in altezza tra le sue principali proprietà!

Per questo lo troviamo praticamente ovunque. Soffice e duttile, estensibile ed elastico, forte e ad asciugatura rapida, questa fibra è apprezzata soprattutto per i pantaloni.

Conosciuta anche come Lycre o Spandex, questo filato elastico prodotto e brevettato da Du Pont, può allungarsi fino a sette volte la misura originale. Per attribuire maggiore vestibilità e renderli più confortevoli, gli indumenti vengono miscelati per dare l’elasticità necessaria a rendere l’abbigliamento confortevole.

Questa fibra poliuretanica è usata in quantità minima, dal 2 al 20%, in appoggio ad altre fibre sintetiche (ad esempio, poliestere) o naturali di origine vegetale (cotone, canapa, lino…) o animale (lana e seta).

L’introduzione di questa tecnofibra ha letteralmente rivoluzionato molti settori dell’industria tessile.

Oltre all’Elastan, ci sono altre fibre sintetiche di poliuretano (in genere presente in una quantità dell’85%) utilizzate per elasticizzare i tessuti dei nostri indumenti outdoor, soprattutto i capi attillati.

Dal punto di vista ambientale, l’Elastan contribuisce all’inquinamento poiché fa parte delle tante fibre sintetiche non biodegradabili e come aggravante non è nemmeno riciclabile perché le miscele di tessuti contenenti spandex sono difficili da riciclare!

Purtroppo spesso e volentieri i consumatori vengono ingannati, credono di acquistare un prodotto naturale atossico quando invece non è così.

Testo di Enrico Bottino

Potrebbe interessarti anche:

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento