Ciaspole: tutto quello che c’è da sapere | Trekking.it

Ciaspole: tutto quello che c’è da sapere

Le racchette da neve hanno avuto una crescente diffusione negli ultimi anni, pertanto le aziende outdoor sono intervenute nella loro evoluzione tecnica e strutturale.

Ciaspole! Un termine sconosciuto fino a pochi anni fa. Nell’abecedario delle attività outdoor invernali non compariva il termine “ciaspolare”, una azione relegata nella memoria dei ricordi d’infanzia, quando i classici della letteratura per ragazzi, Il richiamo della foresta e Zanna bianca, alimentavano il nostro spirito d’avventura e miti romantici, come quello della frontiera e della natura selvaggia del Grande Nord.

Ricordate il viaggio nello Yukon intrapreso da Jack London durante la corsa all’oro nel Klondike? Raccontava di cani da slitta, canoe, ma anche strumenti particolari, fatti di corda intrecciata e legno che servivano a “galleggiare “ sulla neve abbondante del Nord-Ovest del Canada. A inizio Novecento, quando il viaggiatore e scrittore autodidatta statunitense descriveva i grandi spazi aperti della natura selvaggia, le racchette erano uno strumento per raggiungere sogni di gloria e ricchezza, oggi invece consentono di soddisfare una delle nostre più grandi passioni.

Le ciaspole senza alcuna abilità tecnica e sportiva, consentono di avvicinare sempre più la natura nei mesi che questa sembra silente: sono sensazioni uniche quelle che si provano “ciaspolando” nel bosco, quando i rumori sono assorbiti da un freddo pungente e la neve ovatta il suono dei nostri passi. Ogni anno, mentre la neve offre spazi e orizzonti nuovi, mutevoli nel tempo, continuamente, gli escursionisti si interessano alla scelta e all’acquisto di ciaspole sempre più leggere e colorate, supertecnologiche e resistenti.

La scelta della meta

Ciaspolare è una attività accessibile a tutti, non richiede capacità particolari, se non quella di saper camminare! E naturalmente alcune accortezze legate alla progressione su neve. Utilizzare le racchette è sicuramente il modo migliore per continuare a fare trekking anche nel periodo invernale, senza eccessivo impegno e preparazione tecnica se si scelgono percorsi semplici, privi di dislivello e non pericolosi.

Non c’è età e nulla può impedire agli appassionati delle ciaspole di camminare per creste, alpeggi e boschi, ricordiamoci però che muoversi sulla neve richiede un maggiore dispendio di energie, fino ad un 50% in più rispetto ad un escursione normale (dipende dal tipo di neve, dall’equipaggiamento, ecc). Quindi allenamento, attrezzatura adeguata e l’esperienza sono elementi importanti nella scelta della vostra meta, anche per affrontare la più semplice delle escursioni – questo sempre – oltre a un minimo di documentazione del percorso che si vuole esplorare.

La scelta del percorso deve essere la conseguenza di un’azione di documentazione attraverso siti internet specifici, pubblicazioni cartacee e il più tradizionale “passa parola” con gli amici; prima di mettervi in cammino avrete le idee più chiare sulla difficoltà del percorso, il dislivello, la lunghezza e il tempo di percorrenza.

Pian du Cros, Valle Pesio, Alpi Marittime (CN) (Ph Enrico Bottino)

Nella scelta del percorso ci sono itinerari per l’escursionismo primaverile-estivo che sembrano pensati anche per le racchette da neve, soprattutto quelli che seguono piste forestali e mulattiere (più larghe e con pendenze minori), se non addirittura strade di servizio che nella stagione favorevole sono transitabili da mezzi motorizzati. Una raccomandazione, non camminate sulle piste realizzate appositamente per lo sci di fondo: fareste un dispetto non da poco agli appassionati di questa disciplina invernale.

Dovete anche pensare che nel periodo invernale le ore di luce a disposizione sono poche, quindi è bene prediligere itinerari brevi e prevedere sempre l’orario di rientro.

Una volta scelto il percorso, la seconda cosa da verificare sono le condizioni del manto nevoso: prima di intraprendere qualsiasi escursione, anche la meno impegnativa, informatevi tramite le guide alpine e gli appositi bollettini. Anche per questo motivo, se siete alla vostra prima esperienza evitate tracce impegnative, con pendenza e pericoli oggettivi.

Mettiamo mano al portafoglio

Ph Enrico Bottino

È il momento di mettere mano al portafoglio, in base al budget a disposizione cercheremo di fare la scelta giusta. Non sempre il prezzo è indice di qualità, pertanto cercate di farvi aiutare da amici esperti, professionisti e commessi preparati. Comunque, semplici accorgimenti e piccoli consigli ci consentiranno di partire con il piede giusto.

Italien Südtirol Pustertal Gsieser Tal St. Magdalena Schneeschuhwandern

Il primo strumento da analizzare, nemmeno a dirsi, sono le CIASPOLE: sulla base della forma si distinguono in corte e larghe, indicate per i nostri ambienti alpini più severi e acclivi, oppure lunghe e strette, indicate per traversate in piano e camminate nei boschi, quindi in ambienti più “dolci” e privi di vere pendenze. Anche la corporatura della persona condiziona la scelta della racchetta da neve: larga, lunga e strutturata per adulti di statura superiore al metro e ottanta e peso di 80 kg o più. Una racchetta più corta e stretta, più gestibile e meno stancante, è indicata per i “pesi piuma”.

Oltre alla sagomatura è fondamentale la superficie, per non sprofondare nella neve: maggiore sarà il peso dell’escursionista più grande deve essere l’area di appoggio delle racchette da neve. Il peso complessivo comprende anche gli indumenti e lo zaino “a pieno carico”. Naturalmente l’”ago della bilancia” è basso se tra le fasce di “utilizzatori” abbiamo anche i bambini: quindi anche l’età conta e le aziende lo sanno bene, per questo realizzano modelli pensati per le esigenze dei piccoli “Jack London”!

Forma, dimensione e colore delle ciaspole sono studiate anche in base al sesso: lo sappiamo, ormai le aziende più importanti prevedono modelli differenziati per uomo e donna, come succede per scarponi, zaini, abbigliamento e altri articoli sportivi.

Comunque, tra i requisiti fondamentali che devono avere le ciaspole da indossare c’è l’assoluta semplicità e un attacco facile e rapido (operazioni “impegnative” quando le mani sono infreddolite), che permetta un bloccaggio ottimale di qualsiasi scarpone.

Ph Shutterstock / El Lobo

Prima ancora di acquistare le ciaspole bisogna concentrarsi sui nostri piedi e quindi sulle calzature nate per le attività sulla neve. Gli SCARPONI INVERNALI devono essere resistenti all’usura, essere impermeabili all’acqua e garantire il massimo della protezione. Consigliamo una suola tassellata mediamente rigida che rende il contatto con il suolo più sicuro, anche in condizioni di superfici innevate o ghiacciate. Questa categoria di calzature invernali deve avere la possibilità di usare gli attacchi automatici montati su molti tipi di ramponi e racchette da neve. La scelta degli scarponi è una questione delicata, non va assolutamente sottovalutata, per approfondire l’argomento vi suggeriamo i seguenti articoli:

Abbiamo citato gli scarponi, ma anche il ruolo delle CALZE TERMICHE è fondamentale: sono loro a fare da “cuscinetto” fra la pelle del piede e le scarpe, sono loro a mantenere i piedi caldi in condizioni atmosferiche difficili e con temperature rigide.

Spesso e volentieri sono snobbate, nel negozio scegliamo il primo paio che capita, in realtà le calze sono veri capolavori di tecnica costruttiva per la scelta nella combinazione dei tessuti: ad esempio, fibre naturali come la lana Merino Extrafine (ottimo termoisolante), oppure il Kashmir (che consente di abbinare eccezionali doti di morbidezza, isolamento termico ed elasticità), combinate con fibre sintetiche come poliammide (che migliora la resistenza della calza) e l’elastan rendono la calza perfettamente avvolgente, calda e traspirante. Il tutto combinato con speciali lavorazioni a filato ritorto, che abbinano fra loro diversi filati, trasformandoli in un unico filo più resistente.

Nella scelta della lunghezza della calza, se utilizzate le ghette suggeriamo quella lunga fino al ginocchio. Ricordiamoci anche che comodità e leggerezza non sono sicuramente una prerogativa degli scarponi invernali, quindi calze rinforzate, resistenti ed ammortizzate possono evitare l’insorgere di fastidiose vesciche e escoriazioni.

Non possiamo certo dimenticarci dell’ABBIGLIAMENTO: comfort, funzionalità, leggerezza, protezione dal freddo per affrontare i rigori invernali, prezzo… sono diversi i fattori influiscono nella scelta dei capi tecnici che dobbiamo indossare nella stagione più fredda dell’anno. Fortunatamente la tecnologia offre oggi articoli di abbigliamento quasi “perfetti” nel garantire comfort e performances in ogni condizione climatica.

Suggeriamo di investire soprattutto sulla giacca, infatti durante le escursioni invernali non possiamo fare a meno del nostro guscio, una barriera protettiva contro pioggia, neve e vento. Impermeabilità, isolamento dal vento e traspirabilità sono peculiarità comuni alle giacche per il trekking e per l’alpinismo, la robustezza e la resistenza dei tessuti sono invece fondamentali per attività su roccia o ghiaccio, dove abrasione e sfregamento sono frequenti, mentre la leggerezza è un aspetto che deve interessare soprattutto chi pratica e trekking. L’argomento è vario, pertanto vi rimandiamo alla lettura dei seguenti articoli:

Alcuni ACCESSORI utili al comfort, all’equilibrio e alla sicurezza personale fanno parte degli “indispensabili” per camminare con le racchette da neve, in particolare le ghette, i bastoncini e i ramponi servono per migliorare il grip su neve e ghiaccio. Acquistateli, sono soldi ben spesi!

 

I BASTONCINI aiutano a mantenere equilibrio e ritmo, vanno bene per tutte le stagioni, in inverno l’unica accortezza è quella di montare sull’estremità bassa del bastoncino una rotella larga, così il puntale non può affondare nel manto nevoso. I bastoncini appartengono a fasce di prezzo diverse, va scelto il modello più adatto  alla frequenza e all’uso che vogliamo farne.

Giusto per un piccolo ripasso, vi suggeriamo la lettura dei seguenti articoli:

Ph Shutterstock / My Good Images

Un’associazione spesso obbligata, sicuramente vantaggiosa, di reciproco “mutualismo”, è quella tra ciaspola e GHETTA. Questo accessorio è indispensabile sulla neve perché contribuisce all’impermeabilità generale della calzatura e della parte inferiore dei pantaloni, oltre a proteggere la parte anteriore dello scarpone. La ghetta è realizzata con materiale idrorepellente, resistente alla sfregamento e allo strappo. Scegliete quelle alte fin sotto al ginocchio. Sul mercato trovate anche ghette in materiale traspirante, ma il prezzo si alza e di tanto: a nostro avviso non sarebbe una spesa inutile!

Per gli itinerari più impegnativi possono essere utili un paio di RAMPONI perché durante il nostro trekking basta incontrare un pendio ghiacciato per mettersi in situazioni poco piacevoli…

Ricordiamoci che d’inverno il carico dello zaino è superiore rispetto a un trekking costiero o praticato nella stagione primaverile-estiva (Ph Enrico Bottino)

Veniamo ora al nostro più importante compagno di viaggio: lo ZAINO! Anche in questo caso, come per l’abbigliamento e gli scarponi, argomenti da affrontare ce ne sono, pertanto vi rimandiamo agli approfondimenti pubblicati sul nostro sito. Ricordatevi però che la scelta dello zaino è legata al tipo di attività che andiamo ad affrontare e alla stagione invernale: nel caso specifico gli indumenti invernali sono più voluminosi rispetto a quelli primaverili-estivi, quindi abbiamo bisogno di più “litri”.

Lo zaino invernale deve essere comunque impermeabile, robusto e anti-abrasione (…alle fibbie appendiamo ciaspole, bastoncini se non addirittura ramponi). Fibbie laterali, cordini o reti non sono quindi un optional: quando previsti consentono a bastoncini a ciaspole di restare ben saldi alla nostra “casa mobile” e li rendono facilmente accessibili in caso di bisogno. Tra gli indispensabili nello zaino, sicuramente un thermos con del the caldo e una maglietta di ricambio.

Queste sono solo alcune prerogative dello nostro zaino al top.

Nello zaino, soprattutto se si esce dalle zone boscose, non deve mai mancare l’A.R.V.A. , e per finire, è sempre meglio avere una mappa topografica o un GPS, giusto per non perdere la strada, o meglio, la traccia. Ricordatevi che d’inverno la neve “maschera” il sentiero e sono visibili solo i segnavia posizionati sugli alberi e le paline segnaletiche (tutto cio’ che è a terra è invisibile ai nostri occhi).

 

Muoversi nella neve

Le escursioni con le ciaspole rappresentano il fenomeno più importante degli ultimi anni per il turismo della montagna, ma, come per lo scialpinismo e il freeride, se ci si avventura fuori dai percorsi segnalati, che spesso seguono mulattiere e strade forestali prive di pericoli oggettivi, è necessaria la conoscenza dell’ambiente in cui ci si muove, per poter godere in tutta sicurezza delle straordinarie suggestioni dell’inverno sulla neve 
(Foto Michele Dalla Palma)

Iniziamo col dire cosa non farsi: le falcate lunghe e ampie, sprofondereste in un batter d’occhio nella neve. Dovete invece camminare trovando un ritmo che consenta di fare passi brevi e larghi per non accavallare le ciaspole (rispetto alle nostre scarpe hanno una superficie più ampia). Insomma, bisogna prenderci la mano, o meglio, il piede!

Ciaspolare è un po’ come il nordic walking: braccia e gambe si muovono in modo alternato, per cui quando avanza il piede destro si punta nella neve la bacchetta impugnata con la mano sinistra, e viceversa; inoltre ricordatevi di accorciarli sulle salite e allungarli nei tratti in discesa.

In piano le ciaspole devono mirare leggermente verso l’esterno e bisogna pesare i bordi interni. Nei tratti di ripida salita si puntano entrambi i bastoncini avanti per far leva e aiutare la spinta delle gambe; inoltre, il peso del corpo deve poggiare sulla punta degli scarponi, per applicare maggiore pressione sotto i piedi e ottenere la massima trazione.

In questo caso suggeriamo di fissare l’alza-tacco che accorcia il movimento della caviglia, riducendo la fatica. In discesa occorre piegare le ginocchia e mantenere le ciaspole parallele al suolo, così da utilizzare tutti i punti di contatto con la neve. Nelle discese più ripide e i traversi più impegnativi ricordatevi di bloccare la parte basculante al tallone attraverso il dispositivo che serve ad agganciare lo scarpone.

Nei traversi è buona norma puntare l’appoggio sul bastoncino rivolto a monte, tenendo quello a valle solo per l’equilibrio, mantenendo sempre 3 appoggi su 4 tra ciaspole e bastoncini. Ultimo consiglio: non stringete troppo i laccetti delle racchette da neve perché potrebbero limitare la circolazione e abbassare la temperatura dei piedi.

E lasciate che siano solo i gamberi a indietreggiare…

 

La struttura della ciaspola

Le ciaspole in base alla forma e al materiale hanno pesi diversi: indicativamente devono essere leggere, soprattutto per lunghi percorsi. Sul peso complessivo della ciaspola influiscono i materiali, se di ultima generazione sono anche robusti. L’alluminio è resistente, leggero, ideale per climi molto rigidi. Più versatili sono le ciaspole in materiale composito che consente una sagomatura più precisa essendo più malleabile rispetto all’alluminio. Tutti i modelli indicano la portata massima.

  • Base principale – Permette il galleggiamento sulla neve fresca. Forma e dimensioni dipendono dal modello della ciaspola (se larga e corta, oppure lunga e stretta) e dal peso / statura dell’escursionista (per i “pesi massimi” la superficie è più ampia).
  • Attacco universale per gli scarponi – Il dispositivo è mobile perché si deve poter regolare in lunghezza per adattarsi alla misura degli scarponi; quindi la racchetta da neve viene agganciata sia in punta sia nel tallone. Il dispositivo è basculante e deve essere bloccato nelle discese ripide, altrimenti nella progressione normale in piano e nelle salite si lascia il tallone libero per consentire la flessione del piede durante la deambulazione.
  • Gancio posteriore – In presenza di ripide discese serve a bloccare la parte basculante così da rendere più solidale lo scarpone con la base della ciaspola. In condizioni normali deve essere sganciato.
  • Ramponcini – Sono in punta e aumentano la presa su ghiaccio o neve dura lungo le salite.
  • Puntali in acciaio – Grazie ai puntali la camminata è più sicura e controllata, soprattutto in discesa. I puntali, possibilmente in numero di 6, si trovano nella parte inferiore della ciaspola, disposti  longitudinalmente rispetto al lato più lungo. Consentono una presa migliore su neve consolidata e ghiacciata.
  • Rampanti ­­– Le lame seghettate, o “rampanti”, sostituiscono i puntali in acciaio e anche loro si trovano sul lato più lungo della ciaspola. Più tecnici rispetto ai puntali in acciaio, impediscono di scivolare lateralmente, quindi sono indicati per escursioni dove si prevede il passaggio di traversi pericolosi e lungo piani particolarmente inclinati.
  • Alzatacchi – Questo piccolo rialzo posizionato nella parte posteriore della ciaspola cambia l’inclinazione dello scarpone agevolando il passo in salita, senza affaticare il polpaccio. Se possibile, scegliete quelli facilmente sganciabili con i bastoncini, così evitate di piegarvi sulle ginocchia con il rischio di perdere l’equilibrio, inoltre non sarete costretti ad usare le mani (… che a basse temperature patiscono anche le operazioni più brevi e veloci).

 

Ivo Pecile – www.sentierinatura.it

Prima di tutto la sicurezza

Nell’ambito della sicurezza si richiede una certa preparazione nel prevedere e avvertire il pericolo e altrettanta esperienza nell’affrontarlo. Ecco perché suggeriamo a chi è nuovo a questo tipo di camminate di andare in compagnia di persone più esperte e, comunque, all’inizio di questa esperienza, affrontare tracce su neve che siano sicure, non soggette a valanghe e che non sia necessariamente richiesta la conoscenza dei mutamenti del manto nevoso che spesso sono alla base di incidenti.

Per garantire la massima sicurezza bisognerebbe portare con se un apparecchio ARTVA, con pala e sonda, e meglio ancora uno zaino airbag, perché non bisogna mai sottovalutare il pericolo di valanghe.

Il bollettino meteo è sempre importante, d’inverno però si aggiunge un’altra componente importante: la neve. Quando si programma un’escursione con le ciaspole è importante guardare regolarmente il meteo e quotidianamente l’evoluzione il bollettino della neve tramite i siti delle agenzie regionali per la Protezione Ambientale, quelli delle guide alpine e i siti dei comprensori sciistici. Quindi, ricordatevi che prima di intraprendere qualsiasi escursione con le ciaspole, anche la meno impegnativa, è necessario informarsi sulle condizioni del manto nevoso.

I fenomeni meteorologici rappresentano per noi escursionisti uno tra gli elementi di maggiore rilevanza ai fini della buona riuscita delle nostre uscite. Il monitoraggio e l’azione coordinata di sorveglianza, previsione e prevenzione della Protezione Civile può diminuire il livello di rischio al quale possiamo esporci quando andiamo in montagna. Vi ricordiamo che il Bollettino di Vigilanza Meteorologica Nazionale della Protezione Civile può essere un giusto deterrente in caso di condizioni incerte: viene emesso ogni giorno alle 15.00 sul sito www.protezionecivile.gov.it e segnala fenomeni rilevanti fino alle ore 24.00 del giorno di emissione e nelle 24 ore del giorno seguente, più la tendenza attesa per il giorno ancora successivo. Il nostro consiglio è sempre uno: consultare la rete internet e verificare le condizioni meteo.

Per le escursioni su neve questa attenzione deve essere ancora superiore. Il Bollettino Meteonivologico (www.meteomont.gov.it) viene emesso quotidianamente per 11 settori montani di competenza del Comando Truppe Alpine (Cdo TA) e del Corpo Forestale dello Stato (CFS). Il Bollettino Meteomont ha validità di 24 ore e viene emesso tutti i giorni alle 14.00, festività incluse.

Fondamentale strumento di prevenzione, il bollettino è rivolto a tutti gli operatori e appassionati di montagna e quindi anche agli amanti delle ciaspole. Esso viene elaborato sulla base delle previsioni meteorologiche fornite dal Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare e sulla base dei parametri meteonivologici quotidianamente rilevati dalla rete di monitoraggio Meteomont, costituita da stazioni automatiche, stazioni manuali e nuclei mobili di rilevamento distribuiti su tutto il territorio montano nazionale.

Ph Adalberto Corraro – Guida AIGAE

Riportiamo ora qui di seguito la scala europea del pericolo valanghe, da 1 a 5.

Debole: condizioni favorevoli per la nostra attività outdoor. Il distacco è generalmente possibile solo con forte sovraccarico su pochissimi punti sul terreno ripido estremo. Sono possibili solo piccole valanghe spontanee e scaricamenti. Condizioni generalmente sicure per le gite sciistiche.

Moderato: buone condizioni, attenzione a zone localmente pericolose. Il distacco è possibile soprattutto con un forte sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. Non sono da aspettarsi grandi valanghe spontanee. Condizioni favorevoli per gite sciistiche ma occorre considerare adeguatamente locali zone pericolose.

Marcato: possibilità limitate, si richiede capacità di valutazione. Il distacco è possibile con debole sovraccarico soprattutto sui pendii ripidi indicati. In alcune situazioni sono possibili valanghe spontanee di media grandezza e, in singoli casi, anche grandi valanghe. Le possibilità per le gite sciistiche sono limitate ed è richiesta una buona capacità di valutazione locale.

Forte: possibilità molto limitate, si richiede notevole capacità di valutazione. Il distacco è probabile già con un debole sovraccarico su molti pendii ripidi. In alcune situazioni sono da aspettarsi molte valanghe spontanee di media grandezza e, talvolta, anche grandi valanghe. Le possibilità per gite sciistiche sono fortemente limitate ed è richiesta una grande capacità di valutazione locale.

Molto forte: escursioni non possibili. Sono da aspettarsi molte grandi valanghe spontanee, anche su terreno moderatamente ripido. Le gite sciistiche non sono generalmente possibili.

Testo di Enrico Bottino

 

TSL 325 Expedition Grip

Ciaspole tecniche, stabili, con un’ottima trazione grazie ai grip laterali. Il fissaggio telescopico dotato del sistema «GLOBAL MEMORY BINDING» rispetta la flessibilità del piede. Si indossano velocemente e mantengono le regolazioni dello scarpone. Sono dotate di alzatacco che si inserisce con una semplice spinta del bastoncino. Questo modello ,oltre ad avere i sei puntali in acciaio e i ramponcini anteriori, ha le lame dentate laterali che garantiscono un buon grip anche durante i traversi più lunghi. Ottima la chiusura a cremagliera.  

Scheda tecnica: Peso 2,1 Kg / Dimensioni 39 – 50 

 

Ferrino – Pinter

Pinter è la racchetta da neve che si contraddistingue per le sue dimensioni poco ingombranti, che assicura un eccellente comfort nella camminata, mantenendo comunque un buon galleggiamento in neve fresca. Dotata di un sistema completo di ramponaggio, la ciaspola Pinter è adatta anche a camminate su pendii inclinati ed è inoltre completa di un innovativo sistema di bloccaggio / sbloccaggio attacco integrato al sistema di alzatacco, tutto azionabile con bastoncino. Ha ramponi anteriori con griffa a 3 punte posizionata nella parte frontale dell’attacco e puntuali posizionati nella superficie inferiore della racchetta (6×2). Inoltre il profilo della ciaspola è dentato per un’ottimale presa su pendii inclinati o in contro pendenza. Tutte le ciaspole Ferrino fanno parte della linea Baldas, 100% Made in Italy, progettate e sviluppate presso lo stabilimento di Torino. Scheda tecnica: Peso 1,75 Kg / Dimensioni ridotte 60×20 cm / Galleggiamento ottimale: 90 kg / Attacco Castor Special brevettato

 

Ferrino Pinter Castor

Ciaspole consigliate per pesi leggeri perché nella neve fresca hanno poca tenuta vista la sagomatura della superficie. Buon rapporto qualità prezzo, facile lo sgancio e aggancio degli scarponcini anche l’alzatacco è comodo da aggangiare / sganciare.

 

Alpidex 

Racchette da neve con attacco Double-Traction, ausilio per l’arrampicata e denti anteriori in acciaio al carbonio. Queste ciaspole hanno le lame laterali però l’alza tacchi è duro da movimentare e le varie regolazioni e chiusure del piede sono poco ergonomiche. Scheda tecnica: Peso 3 Kg / Dimensioni 38 – 45

 

Tubbs Flex WLK M24

La racchetta da neve perfetta per iniziare! In materiale plastico leggero, la superficie è stretta, ideale per neve dura e trasformata dal vento. La parte posteriore molto flessibile, FlexTail, è in grado assorbire gli urti che possono affaticare il tallone, mantenendo il piede nella sua posizione naturale. E’ presente l’alzatacco ActiveLift per facilitare le salite. Sulla parte basale ci sono denti e snowbrakes che garantiscono ottima tenuta durante la salita.

Scheda tecnica: Peso 1,6 Kg / Dimensioni 61 x 20 cm / Portata massima consigliata: 120 kg

 

Tubbs Flex Alp

Ciaspola ideale per escursioni ad alta quota grazie a caratteristiche tecniche come l’alzatacco ActiveLift e il sistema posteriore flessibile FLEXTail progettato secondo i criteri della biomeccanica, il quale consente un rullaggio naturale della suola. Per donne e uomini, con attacchi ActiveFlex asimmetrici, telaio flessibile in plastica e ramponcini Viper in acciaio. In altre parole, queste racchette garantiscono una tenuta perfetta su qualsiasi tipo di terreno, anche sulle superfici più difficili, consentendovi di salire un metro dopo l’altro senza affaticarvi. Gli attacchi ActiveFlex con sistema brevettato Control Wings garantiscono massimo comfort e facile utilizzo.  I ramponcini laterali 3D offrono la massima tenuta sui traversi. I ramponcini anteriori Viper 2.0 offrono la massima tenuta sotto carico. Il sistema FlexTail consente un naturale rullaggio della suola. Ulteriori punte posteriori e una conformazione a scalini progressivi garantiscono grande tenuta in discesa.

Scheda tecnica: Peso 2,1 Kg / Dimensioni 71 x 21 x 8 cm 

 

TSL Up&Down Grip

Le ciaspole 418 & 438 UP&DOWN GRIPhanno la clessidra che agevola il passo durante la camminata. Chiusura della talloniera per mezzo del sistema a cremagliera per una calzata rapida e sicura. Questi modelli sono muniti di un alzatacco Up&Down che permette di ridurre gli effetti della pendenza con posizioni specifiche sia per la salita, sia per la discesa. Il sistema di attacco con Memory Lock permette di calzarle in pochissimo tempo e con precisione. Infine, la presa è ottimale grazie agli otto ramponi, all’artiglio anteriore e alle grip situate sotto ciascun piede. Perfette, su pendii e costoni non si perde mai l’aderenza.

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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