Fotografare i fiori: due modi diversi per farlo | Trekking.it

Fotografare i fiori: due modi diversi per farlo

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Fotografare in montagna: la fioritura dipende dalla stagione, dall’innevamento e dalla quota. A seconda della quota, infatti, si trovano diverse specie botaniche.

Quando, alle quote più basse, spuntano i primi fiori, alle quote più alte è ancora presente la neve. Al suo scioglimento anche i prati e i pascoli superiori saranno punteggiati da una vegetazione policroma, in alcuni casi la stessa che era presente più a valle, giorni prima.

Per fotografare i fiori ci sono molti modi e molte regole. In questo articolo vorrei raccontarvi due possibilità: la foto al singolo fiore, o a un ristretto gruppo di fiori, e un’immagine che ritragga un intero prato fiorito.

PER FOTOGRAFARE UN SINGOLO FIORE, O FIORI IN PRIMO PIANO si mette a fuoco il pistillo. Se si vuole avere una profondità di campo estesa, si utilizza un diaframma chiuso, tipo f 11 oppure f 16. Attenzione allo sfondo! Se è troppo nitido, potrebbe dare fastidio e impedire all’occhio dell’osservatore di concentrarsi sul soggetto. È, quindi, giusto scegliere il diaframma di compromesso che consenta di avere il fiore nitido e lo sfondo leggermente sfocato. Il tempo di posa, in genere, sarà abbastanza lungo da richiedere l’uso del treppiede. Si possono alzare gli ISO, ma la qualità di immagine ne risentirebbe. Si usano, quindi, ISO bassi. In alcuni casi è consigliabile l’uso del flash, argomento, però, che tratteremo in altro articolo. Scattando in luce ambiente è necessario che la giornata non sia ventosa, altrimenti si rischia l’effetto mosso che, però, potrebbe essere utilizzato a fini creativi. Come ottiche, in genere, sono da preferire le lenti macro, con focali intorno ai 60 mm, per formato fx, o equivalenti.

 

Nikon D800; Micro Nikkor 60 2,8 afd; f 4; 1/250; iso 320; Misurazione Matrix. Treppiede. Non uso quasi mai la misurazione Matrix. Preferisco la spot o semispot. In questo caso, visto che il matrix di Nikon tende a schiarire leggermente l’immagine, ho utilizzato questo sistema. L’immagine è, infatti, in pieno controluce, situazione che ha reso interessante la foto, evidenziando le trame dei petali e la loro trasparenza. La messa a fuoco, ovviamente, è sui pistilli. Il diaframma aperto porta l’attenzione dell’osservatore sul soggetto a sinistra, rendendo il resto della foto soffuso, a causa della poca profondità di campo.

PER FOTOGRAFARE UN INTERO PRATO FIORITO si utilizzano, in genere, focali grandangolari, tipo 18 o 20 mm, per full frame, o equivalenti. Questo tipo di immagini sono efficaci quando, oltre ai fiori in primo piano, comprendono anche uno sfondo interessante, tipo una montagna, per esempio, oppure una baita o altre strutture architettoniche. Molto importante è il “punto di vista”, ovvero la posizione di scatto. In genere è opportuno piazzare la fotocamera molto vicino al suolo (serve un treppiede molto basso, oppure ci si sdraia sui gomiti, o si utilizza un appoggio di fortuna, come un sasso o lo zaino). Si utilizzano, anche in questo caso, diaframmi chiusi, per avere nitidezza sia sui fiori, in primo piano, sia sullo sfondo.

La Granta Parei dal Rifugio Benevolo, in Val di Rhemes, nel Parco del Gran Paradiso. La posizione di scatto è molto vicina al suolo, in modo da comprendere i fiori e la cima, sullo sfondo. Nikon D700; Sigma 12-24; 4,5 / 5,6

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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