Fotografare in montagna: reflex o mirrorless? | Trekking.it

Fotografare in montagna: reflex o mirrorless?

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Se la fotocamera è uno strumento per ottenere delle immagini, ad oggi, oltre alle compatte, alle bridge, alle telemetro e alle reflex, si sono aggiunti gli smartphone e, soprattutto, le mirrorless.

I pro e i contro per aiutare nella scelta tra reflex e mirrorless

Tralasciando l’argomento foto – cellulare, mi soffermo sul sempre più atroce dubbio di foto-escursionisti, trekker e alpinisti: REFLEX o MIRRORLESS?

Ovviamente non si tratta di un test tecnico e analitico, ma di alcuni ragionamenti più personali, maturati in esperienze decennali, per la reflex, e recentissime per le mirrorless.

Personalmente, da diversi anni, sono abituato a scattare con la reflex, un pesante corredo Nikon, comprensivo di tutto ciò che serve per ogni genere fotografico, dal paesaggio, alla macro, alla foto panoramica, agli scatti di animali.

Ovviamente le varie ottiche vengono selezionate di volta in volta, a seconda del genere fotografico da affrontare.

Durante AsinaleAlpi 2013, un lungo trekking di 160 km di sentieri, sarebbe stato comodo e più agevole utilizzare un corredo mirrorless, invece della pesante Nikon D800 con relative ottiche: 24 – 70 2,8; 70-200 4; fish eye 15 2,8. (Foto di Cesare Re)

Personalmente ritengo che la reflex rimanga lo strumento fotografico d’elezione, il migliore e il più versatile per chi scatta in montagna o in natura.

Le Mirrorless (conosciute anche come Evil, acronimo di Electronic Viewfinder Interchangeable Lens, mirino elettronico obiettivo intercambiabile), soprattutto alcune, sono macchine fotografiche di qualità, molto più leggere e poco ingombranti, per la maggior parte, dotate di ottiche intercambiabili. Muovendosi in montagna, magari per escursioni o ascensioni impegnative, il minor peso, sicuramente, può fare la differenza.

Durante un’escursione in bicicletta, la trasportabilità e il ridotto ingombro sono elemento essenziale e rendono decisamente preferibile la mirrorless. Un corredo con macchina fotografica e un paio di ottiche si può riporre tranquillamente in una apposita sacca da bicicletta. Parco del Ticino. Fuji XE 1; Fuji 18-55 2,8 / 4 (Foto di Cesare Re)

Una reflex professionale può pesare tranquillamente anche 1,5 kg, solo corpo. In media, possiamo dire che il peso di una fotocamera con sensore di formato FX (circa 36 x 24 mm, maggiore rispetto al formato 24 x 16 mm delle DX) sia di circa 800/900 grammi, ai quali si devono, ovviamente, aggiungere peso e ingombro delle ottiche.

Una mirrorless, di qualità e già di per sé “pesante”, come la mia Fuji X E 1, pesa circa 350 grammi, solo corpo, per un ingombro di 129 x 75 x 38 mm.

Si deve poi aggiungere il peso delle ottiche, ma il concetto di base non cambia: ovvero leggerezza e maneggevolezza rimangono la caratteristica migliore di queste fotocamere. Tra l’altro il sensore Fuji è decisamente grande, ovvero è un formato DX, come quello delle reflex aps-c.

Durante un lungo trekking, come AsinarLeAlpi 2013, 160 km a piedi con gli asini dal Bianco al Rosa, una mirrorless, leggera, ma performante, sarebbe stata una scelta interessante.

Esistono anche mirrorless più leggere, ma hanno un sensore rispettivamente più piccolo, a volte troppo piccolo affinché possano reggere il confronto con una reflex.

Peonia. Per la macrofotografia, a mio avviso, il mirino della reflex è migliore e più luminoso, soprattutto in condizioni di luce non elevatissima. Nikon D800; Nikkor 105 2,8. Micro. (Foto di Cesare Re)

Ovvio, invece, che confrontando sensori delle stesse dimensioni di fotocamere di segmento simile, dal punto di vista qualitativo, il risultato è simile, o meglio non dipende certo dalla presenza dello specchio o meno (non parliamo di test di laboratorio).

Il mirino, a mio avviso, rimane ancora notevolmente ad appannaggio della reflex, ove lo specchio, vince ancora sul mirino elettronico. È più chiaro, luminoso e nitido.

È anche vero che i modelli più recenti di mirrorless sono migliorati parecchio anche da questo punto di vista, soprattutto nella resa in esterni e in controluce, quando i primi soffrivano un po’ in queste condizioni.

In definitiva, confrontando mirrorless di qualità, con reflex di qualità, prodotte negli stessi anni, con sensore delle stesse dimensioni e con ottiche valide, diventa veramente difficile, quasi impossibile, notare differenze dal punto di vista prettamente qualitativo, per lo meno per quello che riguarda l’immagine in sé stessa.

Un cervo maschio fotografato con la reflex e con un teleobiettivo zoom regolato a 400 mm. Nikon D 300; Nikkor Vr 80 -400 4,5 / 5,6. Se avessi usato una fotocamera mirrorless, con un sensore di dimensioni analogo a quello dx della reflex di cui sopra, avrei avuto necessità di utilizzare comunque una focale lunga 400 mm, quindi non proprio leggera. Il vantaggio della leggerezza, quindi, in casi come questi non sarebbe così evidente. (Foto di Cesare Re)

Notevoli sono, invece, le differenze di impostazione, il peso e l’ingombro e l’uso che si intende fare della fotocamera, magari valutando anche il tempo che si intende dedicare alla fotografia, durante un’escursione.

Per una scalata o un trekking impegnativo, potersi muovere più agevolmente diviene un vantaggio determinante, o quasi.

Per ambiti della fotografia più specialistici, come la macro, gli animali o comunque per tutte le sessioni fotografiche ove la parte dedicata all’immagine è preminente rispetto all’escursione, la reflex rimane lo strumento più versatile.

La Roisettaz, in Valtournenche. In una giornata di brutto tempo, a volte si scatta poco o nulla e si preferisce lasciare la reflex a casa. Ci sono momenti, però, in cui il diradarsi delle nubi può creare effetti interessanti. Una maneggevole mirrorless nello zaino, pesa pochissimo e consente di non perdere l’attimo. Fuji XE 1; Fuji 55-200 3,5 / 4,8.  (Foto di Cesare Re)

Anelli adattatori

Quasi tutte le mirrorless possono utilizzare anche ottiche originariamente dedicate alle reflex, tramite appositi anelli adattatori. Ne esistono di vari modelli e costi, in grado di mantenere più o meno automatismi.

È opportuno prestare attenzione, però, al fattore peso e ingombro: montare un 80 – 200 f 2,8 da 1,5 kg su una mirrorless significa perdere una delle caratteristiche basilari della fotocamera, ovvero quella della leggerezza e della trasportabilità.

È anche possibile che si creino problemi di sbilanciamento, tra ottica e corpo macchina. Come sempre, in fotografia, non esiste una risposta univoca, ma è necessario ragionare e scegliere a seconda delle situazioni.

Testo di Cesare Re / Seguilo sul blog:

 

Un moltiplicatore di focale 2 x per Fuji

A dimostrazione che Fuji crede nell’utilizzo delle mirrorless per tutti i campi della fotografia, ecco il nuovo moltiplicatore di focale 2x, siglato “XF2X TC WR”.

L’accessorio mantiene la stabilizzazione e l’autofocus con ottiche luminose, come con il 50 – 140 2,8. Con il superzoom 100 – 400 4,5 / 5,6, invece, funziona in messa a fuoco automatica, solo con l’autofocus a contrasto.

 

Samyang e le ottiche Autofocus

Il noto produttore di ottiche universali ha puntato su obiettivi particolari, come 14 mm, 24 mm decentrabile, ottiche macro, a prezzi concorrenziali. Oggi, alla qualità ottica, aggiunge la presenza dell’autofocus, una caratteristica certo non da poco. Samyang ha presentato, infatti, le sue prime ottiche AF, con innesto E, per le Sony A7. Si tratta di un 50 mm 1,4 e di un 14 mm 2,8, entrambi per full frame, entrambi in metallo.

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A proposito dell'autore

Cesare Re

Cesare Re è fotografo e autore di guide e libri di montagna. Dal 2000, collabora con la Rivista TREKKING&Outdoor. E’ specializzato in fotografia di natura e montagna nei suoi diversi aspetti. Ha pubblicato fotografie su Meridiani, Bell’Italia, National Geographic, Meridiani Montagne, Alp, Viaggi e Sapori e molti altri periodici di viaggio e fotografia.

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