La zaino di Eta Beta dove trovare gli "indispensabili" | Trekking.it

La zaino di Eta Beta dove trovare gli “indispensabili”

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Ci sono alcuni accessori che, pur potendo sembrare “superflui” a una sommaria e superficiale valutazione, si rivelano invece spesso indispensabili nella quotidianità del trekker e dell’escursionista.

Fare lo zaino è un’arte che si apprende con il tempo, ma state certi che vi porterete sempre appresso il solito, ripetitivo dubbio: a cosa posso rinunciare per camminare “leggero”? E se “quella cosa” che ho lasciato nel guardaroba mi tornasse utile durante l’escursione?

Scarponcini da trekking ai piedi, una capiente borraccia d’acqua fresca (sempre dal rubinetto, mi raccomando!), la giacca in Goretex nello zaino e siamo pronti per l’avventura… o quasi! Sicuramente quella elencata fin qui è la dotazione indispensabile per affrontare una gita a piedi, ma ci sono anche altri accessori che, pur potendo sembrare “superflui” a una sommaria e superficiale valutazione, si rivelano invece spesso indispensabili nella quotidianità del trekker e dell’escursionista. Lo zaino non dovrebbe superare i 10 kg di peso.

Comunque sia, se volete un consiglio, non riponete gli “indispensabili” nello zaino man mano che lo preparate, ma posizionate il tutto in bella vista sul tavolo o sul pavimento per poi verificarlo lista alla mano…

Per la biancheria intima e dispositivi elettronici, come anche reflex e video camera, suggeriamo l’uso di sacchetti di plastica (intanto quelli sono leggeri…) che li mantengono al riparo dalla pioggia.

Nello stretto necessario ricordiamoci di mettere sempre le medicine personali e il kit di primo soccorso; garza, cerotti e crema per punture d’insetti non andrebbero mail lasciati a casa.

Ora che tutto è pronto con lo zaino in spalla siete pronti a partire.

Gli indispensabili da avere sempre nello zaino

Foto di Enrico Bottino

Innanzitutto, il coltello, che simbologia e mito dell’outdoor. E, tra i coltelli, qual è più leggendario del serramanico milleusi con la croce svizzera?

Poi la torcia, che ci dimentichiamo spesso nella borsa degli attrezzi per le nostre escursioni e che invece poi invochiamo inutilmente quando ci troviamo a dover esplorare un angolo buio del bosco, una grotta o più semplicemente una malga in quota, dove le finestre sono sempre (per proteggere dal freddo e dalle intemperie) di dimensioni inversamente proporzionali ai panorami esterni? Nel mio zaino la torcia non manca mai, e spesso si è rivelata indispensabile quando la sera, improvvisa, mi ha sorpreso sul sentiero.

Un altro “accessorio” che molti valutano di poco conto, e che invece è “obbligatorio” per un escursionista, sono gli integratori per l’acqua. La buona e fresca acqua dei ruscelli e dei torrenti di montagna è un magnifico momento di pausa durante una gita, ma non basta!

Nella pratica dell’escursionismo, prolungata nel tempo e spesso faticosa, l’organismo perde una notevole quantità di sali minerali e altre sostanze, che solo un buon integratore è in grado di ripristinare. Nello zaino, perciò, non dovrebbero mai mancare alcune buste di questi preziosi aiuti per alleviare la fatica.

Simbologia e mito dell’outdoor: il coltello

Sono due le filosofie di pensiero, per quanto riguarda l’outdoor: quella del coltello multiuso dove la fa da padrone il leggendario serramanico con la croce svizzera, l’altra più essenziale che preferisce il classico coltello a lama fissa, in solido acciaio, con il quale si riescono a fare quasi tutte le azioni promesse dal multilama.

Nella famiglia dei “coltelli tuttofare” ce ne sono anche per utilizzi specifici in operazioni di soccorso: con la base dell’impugnatura è infatti possibile spaccare il parabrezza di un’auto e con un’altra lama dentata togliere competamente il vetro per far uscire in pochi secondi gli occupanti da una vettura incidentata, qualora le portiere siano bloccate.

A prescindere da queste funzioni, per le quali è necessaria l’esperienza di soccorritori addestrati, tornando al coltello multiuso possiamo avere tutto l’occorrente in poco spazio: lame grande e piccola, cavatappi, apriscatole, cacciavite anche per viti a croce, levacapsule, spelafili, punteruolo/alesatore, pinzetta, stuzzicadenti, forbici, lima e sega per legno, penna a sfera, spillo d’acciaio.

E luce sia…

Non manca mai, nel mio zaino, una torcia elettrica, anche se ho programmato una gita di poche ore. Semplicemente, ho preso da molto tempo l’abitudine di lasciarla sempre nella tasca del cappuccio dello zaino, così è sempre a portata di mano, e spesso si è rivelata indispensabile quando la sera, improvvisa, mi ha sorpreso sul sentiero.
Del resto, quante volte, in un angolo buio del bosco, esplorando una grotta o più semplicemente bivaccando in una malga in quota, dove le finestre sono sempre (per proteggere dal freddo e dalle intemperie) di dimensioni inversamente proporzionali ai panorami esterni, avete rimpianto di non aver con voi una torcia elettrica?

Cusna, Appennino Tosco-emiliano – Foto di Enrico Bottino

Anche qui due sono le filosofie, favorite dall’arrivo sul mercato di torce di dimensioni microscopiche con un’efficienza e capacità di illuminazione straordinarie: le pile frontali, da indossare sulla testa con un comodo elastico, e le classiche da tenere in mano o fissare allo spallaccio dello zaino.

Quelle derivate dalla tecnologia militare americana, stupiscono per la potenza di luce che sono in grado di sviluppare, capaci di rischiarare nitidamente a molte decine di metri di distanza, a fronte di dimensioni veramente ridotte. Inoltre sono impermeabile e resistente a tutto o quasi.

L’interuttore della torcia consente di privilegiare la potenza, erogando 80 e più lumen, oppure restare attorno ai 5 lumen ma con una autonomia di batteria decisamente maggiore. Torna utile, soprattutto per le zanzare, anche il led rosso per visione notturna.

Guardare lontano: il binocolo

Perché nello zaino di un trekker o di un appassionato di outdoor dovrebbe trovar posto anche un binocolo? Per due semplici ragioni: la prima, di ordine pratico, è che l’utilizzo di un buon binocolo durante un’escursione, ovunque vi troviate, vi consente una visione allargata del territorio, indispensabile se vi trovate in aree poco antropizzate, inoltre vi offre la possibilità di scoprire entusiasmanti dettagli come animali in libertà, angoli e scorci “nascosti” alla vista, ninfe nude che si abbeverano a una sorgente (evento raro ma teoricamente possibile…).

La seconda è che oggi sul mercato si trovano autentici gioiellini con un rapporto costo/peso/prestazioni ideale per le esigenze di chi è abituato a portarsi “tutto” nello zaino. Uno di questi piccoli grandi binocoli per l’outdoor è il NIKON ACULON T01 che, a dispetto della classificazione come “modello base”, offre caratteristiche di rilievo. Piccolo e leggero, sta anche in una tasca dei pantaloni, e grazie all’obiettivo da 21 millimetri e ingrandimento 10x, è l’ideale per escursioni, viaggi e anche eventi sportivi. Facile da maneggiare, è dotato di lenti con rivestimento multistrato, che garantiscono immagini luminose ad elevato contrasto. I componenti ottici sono realizzati in vetro Eco-glass: lenti e prismi sono totalmente privi di piombo o arsenico. Viene fornito con foderino in tessuto, tappi oculari e cinturino da polso.

Un letto pronto all’uso

Molti potrebbero sorridere, per questo suggerimento, ma qualsiasi escursionista degno di questo nome si troverà, prima o poi, a dover pernottare in un bivacco improvvisato, magari nell’umidità del bosco o chissà dove… bastano due punti d’aggancio (oltre agli alberi, spesso ho usato anche una ganascia del portapacchi dell’automobile e un gancio su un muro) per avere un letto pronto uso. L’amaca è utilissima in un trekking plurigiornaliero, se si decide di lasciare a casa la tenda.

Accessori che aiutano a vivere meglio

Non c’è mai abbastanza spazio nello zaino, in compenso il peso è sempre superiore a quello sperato; tuttavia, soprattutto se ci si organizza per un trekking di qualche giorno, è indispensabile portare con se un paio di asciugamani, uno per mani e viso e uno per il corpo.

Sul mercato ci sono prodotti pensati e realizzati specificatamente per gli sportivi e gli escursionisti: si tratta di salviette in tessuto di poliestere microfibra, molto leggere ma capaci di ottima assorbenza. L’altra caratteristica, indispensabile per la vita alll’aria aperta, è che si asciugano molto rapidamente. Inutile stupirsi, la tecnologia inventa molto più di quanto immaginiamo: una interessante e utile novità, grandi come una pillola, sono le salviette in cotone compresse.

Bastano poche gocce d’acqua per farle rinvenire, e avere subito pronto un foglio di 25 centimetri in cotone igienico, morbido e pratico, utile per la pulizia e la toilette.

Integratori, il carburante per l’escursionista

Bigstock AlterPhoto

Un altro “accessorio” che molti valutano di poco conto, e che invece è “obbligatorio” per un escursionista, sono gli integratori per l’acqua. La buona e fresca acqua dei ruscelli e dei torrenti di montagna è un magnifico momento di pausa durante una gita, ma non basta! Eccellente, in un litro d’acqua, mezzo bicchiere di vino rosso… l’amarognolo del nettare d’uva è uno dei migliori dissetanti che conosca!

Per camminare, però, ci vuole ben altro: nella pratica dell’escursionismo, prolungata nel tempo e spesso faticosa, l’organismo perde una notevole quantità di sali minerali e altre sostanze, che solo un buon integratore salino con antiossidanti è in grado di ripristinare. Nello zaino, perciò, non dovrebbero mai mancare alcune buste di questi preziosi aiuti per alleviare la fatica.

La fatica, che spesso avvertiamo nelle nostre attività fisiche, è una sorta di “avviso” che l’organismo trasmette quando inizia a percepire la mancanza di sostanze energetiche. In un’attività come il trekking, la perdita idrosalina attraverso il sudore può essere anche molto accentuata, e necessita di un integratore ipotonico con un bilanciamento ottimale di sali tra cui Sodio, Cloro, Potassio e Magnesio. Inoltre, questi composti contiengono anche vitamine C e E, che neutralizzano i radicali liberi prodotti dallo sforzo muscolare.

Non perdiamo l’orientamento

Pian du Cros, Valle Pesio, Alpi Marittime (CN) (Ph Enrico Bottino)

Alle prese con apparecchi digitali, GPS, e strumenti di telecomunicazione, vien da chiedersi come facevamo, fino a qualche anno fa, a… non perderci! Ovviamente, oltre all’istinto e all’esperienza, capace di percepire dettagli e informazioni dall’ambiente, anche grazie alla buona, vecchia, insostituibile bussola.

Un sottile piacere, quello di fare il punto su una carta, o leggere i profili del territorio attraverso il traguardatore di questo strumento che, nonostante la tecnologia, conserva ancora un pizzico di magia. Un consiglio: tenetela sempre in fondo allo zaino, la cara vecchia bussola; è sempre in grado di togliervi dai pasticci quando le batterie delle streganze moderne vi piantano in asso!

Gorillapod, l’evoluzione della specie

Quante volte ci siamo “mangiati le dita” cercando di far rimanere in equilibrio la nostra compatta su un sasso, una trave, l’orlo di uno strapiombo? Bastano 45 grammi di tecnologia et voilà, il gioco è fatto!

Da quando l’ho visto la prima volta, molti anni fa, GORILLAPOD è omnipresente in qualunque zaino o borsa io abbia con me. Sto parlando del treppiede probabilmente più leggero nella storia della fotografia, e al tempo stesso il più adattabile ad ogni situazione (escludendo ovviamente la vostra megareflex con teleobiettivo, per quella ci vuole ancora del buon ferraccio di sostegno).

Prodotto da JOBY, GORILLAPOD è flessibile, si attacca facilmente alla fotocamera digitale compatta e si “avvinghia” ovunque: un palo segnaletico, un ramo, il corrimano di un ponte, lo specchietto della vostra auto… e permette di ottenere sempre l’angolo perfetto di inquadratura ovunque ci si trovi. Con i giunti flessibili wrappable la stabilità è garantita su qualsiasi superficie; i piedi ad anello gommato con ottimo grip consentono di scattare foto nitide, anche in condizioni di scarsa luminosità potendo usare tempi lunghi.

Gorillapod è in grado di supportare fino a 7 volte il suo peso, te lo dimentichi in una tasca dei jeans ma salta fuori ogni volta che serve un ancoraggio stabile per scattare “quella” immagine.
L’aggancio/sgancio rapido è garantito dalla piastrina che rimane avvitata alla fotocamera. Ultima novità in casa JOBY è il GORILLAPOD con piedi magnetici, che permettono un ottimo e solido ancoraggio su qualunque superficie metallica.

Approfondimenti sull’argomento

La nostra attenzione è focalizzata su chi, per la prima volta, si avvicina al mondo e alle attrezzature outdoor. Vi segnalo alcuni articoli dedicati alla nostra “casa mobile” e di seguito qualche consiglio per gli acquisti

Testo di Michele Dalla Palma

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