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Per l’inverno copritevi bene…

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L’inverno è uno straordinario banco di prova per il trekker: un buon abbigliamento tecnico ci consentirà di godere al meglio delle nostre escursioni in montagna.

Apparentemente sembra tutto semplice, in realtà si tratta di scegliere il giusto compromesso tra calore, leggerezza, comfort e sicurezza per affrontare al meglio i rigori invernali. Fortunatamente la tecnologia offre oggi capi di abbigliamento quasi “perfetti” nel garantire comfort e performances in ogni condizione climatica.

Il volto outdoor dell’inverno

È inverno e fa freddo. Bella scoperta direte voi. Però questo concetto breve e scontato rappresenta la base di partenza per passare al pensiero successivo: come affrontare le rigide temperature durante le nostre escursioni invernali.

Sicuramente nel nostro guardaroba, oltre alla giacca dobbiamo prevedere pantaloni tecnici e sovrapantaloni, e gli indumenti da indossare in più strati, ossia intimo in materiale termico idrofobico (primo strato) che fa traspirare l’umidità, micropile che aumenta l’isolamento (secondo strato) e, infine, per il terzo e ultimo strato il pile medio.

Sono fondamentali anche le protezioni per la testa e le estremità degli arti, le parti più esposte alle rigide temperature di gennaio e febbraio: berretto e passamontagna, guanti leggeri in seta per una migliore presa e le muffole, calze termiche traspiranti e ghette.

Tutti questi capi di abbigliamento hanno caratteristiche che dipendono dalla loro lavorazione, dalla struttura e dalla natura delle fibre e dei tessuti utilizzati.

Le escursioni con le ciaspole rappresentano il fenomeno più importante degli ultimi anni per il turismo della montagna, ma, come per lo scialpinismo e il freeride, se ci si avventura fuori dai percorsi segnalati, che spesso seguono mulattiere e strade forestali prive di pericoli oggettivi, è necessaria la conoscenza dell’ambiente in cui ci si muove, per poter godere in tutta sicurezza delle straordinarie suggestioni dell’inverno sulla neve 
(Foto Michele Dalla Palma)

Tessuti

Nell’abbigliamento da escursionismo vengono impiegati materiali con caratteristiche e utilizzi diversi, e prima di fare una scelta, è utile valutare pro e contro di ogni fibra. Le principali sono:

COTONE – Confortevole sulla pelle, è ideale per climi temprati, ma assorbe acqua e sudore e asciuga lentamente. È usato per magliette, calze, calzoni, cappelli da sole.

LANA – È il primo isolante utilizzato, a contatto della pelle può dare prurito, ad esclusione di cachemire e merino che sono leggere e confortevoli anche nei capi a pelle. È usata per maglie, maglioni, guanti e berretti.

SETA – Gradevole e leggera, ma trattiene l’umidità. Viene utilizzata per maglieria intima e calze.

POLIPROPILENE – Questa fibra mantiene la temperatura corporea, ma soprattutto allontana il sudore dalla pelle, mantenendola asciutta. È la base della maglieria intima tecnica e di magliette.

PILE, FLEECE e MICROFLEECE – Ha sostituito egregiamente la lana, è un tessuto sintetico leggero che trattiene il calore corporeo anche bagnato.È utilizzato per maglie, berretti, guanti e interno di giacche pesanti.

MICROFIBRA – È un tessuto elastico ideale per capi aderenti, protegge da vento e umidità. Ottimo per maglieria tecnica, indumenti da pioggia, asciugamani.

GORE-TEX® – È una membrana impermeabile e traspirante, utilizzata per realizzare capi da esterno antipioggia (giacche, pantaloni, guanti, cappelli, ghette e fodere per calzature).

SOFT-SHELL – Tessuti traspiranti per capi da esterno adatti alla protezione dal vento e pioggia leggera, sconsigliati per condizioni di maltempo estremo.

Non bisogna farsi trarre in inganno dalla quota: qui siamo ai Piani di Praglia, ad appena 6 chilometri in linea d’aria dalla riviera ligure. Una inadeguata attrezzatura può comportare gravi rischi (Ph Enrico Bottino)

Caldi e asciutti sulla pelle

Fino a qualche tempo fa, l’abbigliamento tecnico per l’outdoor riguardava soprattutto la “carrozzeria” esterna: maglie, pantaloni e giacche dalle prestazioni superlative, che venivano vanificate da mutande, calze e magliette di cotonaccio che si imbevevano di sudore come spugne e ci costringevano ad interrogarci sul motivo dell’acquisto di una giacca himalayana da millanta euro, che non portava alcun sollievo al sentirsi addosso una maglia fradicia.

Poi finalmente è arrivato il polipropilene, e con lui la sensazione di essere sempre asciutti… ma non era ancora abbastanza. Avete mai provato, nonostante tutto il meglio che indossate, la sgradevole sensazione di sentire l’elastico dello slip, fradicio, avvolgervi dalla schiena alla pancia col gelido abbraccio dell’anaconda? Oggi anche questo problema è debellato, anche se a costo di qualche decina di euro per avere il privilegio di indossare intimo “tecnico”… ma non si può chiedere tutto, anche che il comfort sia economico!

L’obiettivo dei capi “a pelle” più attuali è quello di mantenere il più possibile le condizioni ottimali del corpo nelle situazioni più diverse: caldo, freddo, secco, umido, etc, comportandosi e reagendo proprio come ulteriori strati di pelle sul corpo.
Mantenendo sempre asciutto il contatto con la pelle, i capi realizzati con queste tecnologie proteggono le parti più delicate, come la schiena, da colpi d’aria e di freddo che, soprattutto in montagna, rappresentano un pericolo per la salute.

In un mondo ormai dominato dalle fibre sintetiche, è piacevole scoprire che alcuni produttori, in controtendenza con il trend “sintetico”, si affidano alle qualità insuperabili della lana merinos per realizzare capi dal comfort ineguagliabile. L’intimo in lana merinos è ideale per attività outdoor, capace di garantire la massima traspirazione, regolazione della temperatura corporea e libertà di movimento in ogni situazione.

Gli strati intermedi… caldi e “pelosi”

Oggi i capi intermedi sono realizzati con un tessuto, “pelosetto” e morbido, che ha mandato in pensione i maglionazzi di lana della nonna… il pile, punto di riferimento nei tessuti tecnici, ha rivoluzionato l’abbigliamento per gli sport in montagna: accanto ai Polartec‚ Classic, nelle varie grammature, extra-leggeri, traspiranti, morbidi sulla pelle, l’innovativo Power Stretch‚ elasticizzato in larghezza e lunghezza è ultra-traspirante, asciuga istantaneamente e resiste al vento e alle abrasioni; leader dell’ultima generazione di tessuti soft shell, Power Shield‚ protegge perfettamente dagli elementi atmosferici (acqua, vento) in tutta leggerezza e traspirabilità. È stretch in larghezza e in lunghezza, resiste all’abrasione e a qualsiasi sfida.

Il nuovo Polartec‚ Power Dry‚ è ultra-traspirante, leggerissimo, super-confortevole a contatto con la pelle, capace di asciugare in un baleno e di proteggere dai raggi solari nocivi: è oggi il tessuto più avanzato per l’abbigliamento “active”, con tecnologia brevettata “Odor Resistant” (l’integrazione di ioni d’argento nel tessuto garantisce una resistenza permanente alla formazione di odori, anche durante il più intenso sforzo fisico).

Pile e Fleece sono oggi la base irrinunciabile per tutta la gamma di maglie tecniche per gli sport outdoor, in particolare per escursionismo e alpinismo. In varie grammature, propongono una gamma ampia di maglie intermedie, chiuse, aperte, gilet… utilissimi, questi, in una escursione estiva per proteggersi da un colpo di vento improvviso.

La filosofia del “guscio”

  • SHELL, o “guscio”, è il termine che ha sostituito l’onesto concetto di “giacca”, e sta a identificare la capacità di questi capi di proteggerci esattamente come la corazza esterna di un uovo o di una noce. È il capo da indossare sopra tutti, che deve rispettare ed esaltare le caratteristiche degli strati interni: traspirabilità e idrorepellenza.
    Gli Shell si dividono in SOFT e HARD; nulla a che vedere con i film a luci rosse, più semplicemente la prima categoria offre il massimo comfort, leggerezza e comprimibilità, garantendo una buona protezione dagli agenti atmosferici in condizioni “normali” di utilizzo, mentre i capi hard sono indicati per condizioni estreme e dove è necessaria una barriera totale dalle condizioni climatiche: alta quota, freddo, climi particolarmente umidi, etc.
  • WINDSTOPPER – è la capacità del tessuto di impedire il passaggio dell’aria attraverso le fibre; solitamente i capi antivento sono anche in grado di resistere a leggere pioggerelline.
  • STRETCH – è il termine che garantisce massima mobilità nei movimenti, grazie all’elasticità di alcuni tessuti.
  • TERMOSALDATURA – le giacche realizzate in tessuti waterproof vengono lavorate con un nastro adesivo a caldo che sigilla ogni cucitura. In tal modo il vostro capo potete anche usarlo, extrema ratio, come “tanica di emergenza” dopo averlo riempito d’acqua; non ne perderete una goccia!

 

La “magia” del politetrafluoroetilene

Nel comparto tessuti protettivi (da pioggia, vento, neve e ogni sorta di intemperia climatica) sono molte le aziende che producono tessuti “spalmati” (cioè impregnati, solitamente all’interno, di sostanze impermeabili e idrorepellenti), ma questa soluzione ha l’inconveniente negativo di trattenere all’interno anche l’evaporazione corporea, trasformando spesso la giacca o il sovrapantalone in uno “scafandro” soffocante.

Molto più avanzate sono le “membrane osmotiche” che funzionano in modo estremamente semplice: si tratta di uno spessore di PTFE (politetrafluoretilene) che viene “stirato” trasformandolo in un sottilissimo “foglio laminato” da accoppiare ad altri tessuti esterni. La caratteristica della membrana così ottenuta è di avere, nella struttura, miliardi di micropori che sono in grado di far passare il vapore acqueo, in forma gassosa, ma sono troppo piccoli per permettere il passaggio alla molecola d’acqua. In questo modo, esattamente come la nostra pelle, la membrana di PTFE montata sulla nostra giacca permette al sudore di evaporare verso l’esterno ma non alle gocce d’acqua, più grandi dei fori della membrana, di penetrare all’interno del capo.
Leader in questo settore di ricerca è l’azienda americana Gore, depositaria dei brevetti Gore-Tex®, da sempre all’avanguardia nella ricerca di soluzioni che migliorino il comfort e incrementino le prestazioni dell’abbigliamento tecnico impiegato nelle attività sportive outdoor.

L’ultima realizzazione nel mondo dei laminati, (membrane waterproof traspiranti accoppiate a tessuti esterni) è il GORE-TEX® PACLITE® Shell con cui si ottengono tessuti più leggeri e di minore ingombro per un comfort straordinario. I capi d’abbigliamento realizzati con questa tecnologia sono ideali per trekking, alpinismo, e altri sport outdoor dove si cerca di evitare il peso superfluo e si ricerca la massima leggerezza; garantiscono estrema traspirabilità e protezione duratura contro vento e pioggia insieme a leggerezza e minimo ingombro. Utilizzano una specifica membrana GORE-TEX® con uno strato protettivo sul lato interno composto da una sostanza oleorepellente e carbonio, grazie al quale non è più necessario inserire una fodera separata. Per questo motivo i capi GORE-TEX® Paclite® Shell sono meno pesanti e poco ingombranti.

Relativamente ai PFC le aziende leader nella realizzazione di articoli per l’outdoor sono impegnate a trovare per i loro prodotti il giusto compromesso tra comfort, sicurezza e performance e il pieno rispetto della natura e della salute! Questo argomento può essere approfondito nel servizio di Enrico Bottino:

Testo di Michele Dalla Palma

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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