Pantaloni per il Trekking, quali usare e come sceglierli. | Trekking.it

Pantaloni per il Trekking, quali usare e come sceglierli.

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 I pantaloni da trekking sono importanti, devono proteggerci da parecchie cose: pioggia, freddo, neve e abrasioni

La prima domanda che assilla chi vuole fare trekking di solito è come scegliere la scarpa, spesso però non si pone la dovuta attenzione ad un elemento dell’abbigliamento che può fare davvero la differenza tra una serena gita nella natura e una via crucis

Il pantalone da trekking infatti ha il compito di custodire e proteggere una delle parti del nostro corpo più sollecitate durante il trekking: le nostra gambe.

Questo capo di abbigliamento deve riuscire quindi a coniugare moltissime diverse esigenze, prima di tutto il comfort e la morbidezza, ma anche traspirabilità e resistenza agli impatti col terreno o con arbusti, insomma una bella fatica.

Spesso chi è alle prime armi con il trekking ha la tentazione di utilizzare come pantaloni per andare per sentieri quelli che abitualmente indossa nel tempo libero, ovvero i celeberrimi jeans.

Infatti questo fantastico tessuto, che ha rivoluzionato la moda di intere generazioni, ottimo per l’ufficio o una serata in un locale è tra i meno adatti per chi vuole camminare nella natura.

I jeans sono comodi e resistenti li utilizzo sempre, perché non dovrebbero andare bene per il trekking?

Per rispondere a questa domanda, la prima cosa da fare è ricordare che stiamo parlando di materiale tecnico e, come tale, le sue caratteristiche devono essere pensate e studiate per soddisfare le esigenze dell’attività per la quale si utilizza.

Immaginiamo quindi di essere in cammino su un sentiero di montagna, il primo passo lo faremo magari la mattina piuttosto presto, quando ancora i raggi del sole sono troppo deboli per scaldare l’atmosfera e il venticello dell’alba picchia, freddo e pungente, contro le nostre gambe. 

Col passare del tempo, il nostro corpo si scalda per l’attività fisica svolta e la temperatura esterna cresce, inizieremo così a sudare e a sentirci accaldati, avremmo quindi necessità di disperdere il calore e il sudore.

Ma, col passare della giornata, come spesso accade in montagna, le condizioni climatiche mutano in fretta e delle nuvole nere e minacciose coprono il sole e, in pochi minuti a bagnarci non è più il sudore ma le grosse gocce d’acqua che cadono dal cielo, frutto di un improvviso temporale che metterà a dura prova il nostro abbigliamento.

Ecco che, nonostante la mantella indossata in fretta e furia, le nostre gambe non perfettamente coperte hanno preso tutta quell’acqua che la mantella non è riuscita a contenere.

Questo esempio ci è d’aiuto per specificare quelle che sono le caratteristiche fondamentali che un pantalone deve avere:

Prima regola: La Traspirabilità

Il pantalone deve sicuramente garantire un ottimo isolamento termico ed impermeabilità, oltre ad essere protettivo e resistente a strappi e abrasioni.

Ma è assolutamente essenziale che sia traspirante e consenta al sudore e al calore, che si sviluppa durante la camminata, di uscire e disperdersi nell’aria.

Il rischio che si corre è quello di trovarsi le gambe, prima, e le calze, poi, completamente inzuppate di sudore, rendendo il proseguo del trekking assai poco piacevole e confortevole, con il serio pericolo di patire anche qualche conseguenza fisica, un a volta terminato il percorso.

Ecco una prima ragione contraria all’utilizzo dei jeans, questo tessuto non è affatto traspirante e non è pensato per aiutare il corpo a disperdere il calore ma non solo!

L’altro inconveniente, di cui parleremo meglio al prossimo punto, e di trovarsi i jeans intrisi dal sudore, diventando rigidi, pesanti e assolutamente inadatti al cammino.

Panatolini trekking

Seconda Regola: Rapida Asciugatura!

Che sia la sudorazione per l’attività fisica oppure il temporale improvviso, i nostri pantaloni probabilmente saranno destinati a bagnarsi e molto, per questa ragione, in primo luogo, è importantissimo che il tessuto sia in grado di proteggerci dalle fonti di umidità esterne, deve essere quindi impermeabile ed impedire all’acqua di entrare nelle fibre facendola invece scivolare verso il terreno.

In secondo luogo è molto importante la loro capacità di dispersione dell’umidità che arriva dall’interno, dalla sudorazione, che può essere anche molto intensa. Il tessuto del pantalone deve essere in grado di far uscire l’umidità evitando che si condensi sulle nostre gambe.

Un altro aspetto essenziale per un capo di abbigliamento destinato ad essere utilizzato in ambienti outdoor, in cui ci possono essere improvvise precipitazioni o sbalzi termini e la capacità di asciugarsi rapidamente.

Pochi minuti di esposizione all’aria aperta devono essere sufficienti per far ritornare i pantaloni asciutti e confortevoli.

Chi non ha mai provato, almeno una volta, la spiacevole sensazione di rovesciarsi dell’acqua sui jeans? Ricorderete di certo la rapidità con la quale si sono impregnati di liquido e l’opposta lentezza nell’asciugarsi anche sotto il sole di ferragosto.

Panatolini trekking

Terza regola: La Comodità

Il pantalone deve essere comodo e riuscire a rispondere alle necessità del trekker.

Ovviamente il materiale deve essere leggero e morbido, ma non bisogna sottovalutare altri aspetti essenziali per il miglio comfort sui sentieri, quali la presenza di tasche possibilmente sigillate e la modularità.

I moderni pantaloni da trekking e da viaggio hanno nella modularità una delle loro caratteristiche fondamentali, essenziale per renderli adattabili a cambiamenti climatici e di temperatura.

Diversi modelli di pantaloni da trekking infatti, grazie a delle cerniere, possono trasformarsi rapidamente in pantaloni a mezza gamba e perfino in shorts adatti alle situazioni di maggior sforzo fisico e calore atmosferico. Insomma con un solo acquisto si hanno a disposizione tre capi diversi, non male, specie per chi non è un trekker abituale.

Le cerniere sono molto utilizzate in questo tipo di pantaloni proprio per la loro comodità (lampo).

Ci sono quelle che “trasformano” il pantalone, quelle per chiudere le tasche e perfino quelle per far passare più aria, ma al momento dell’acquisto prestiamo attenzione alla loro struttura, infatti devono essere completamente stagne, meglio se doppie, il rischio altrimenti sarebbe quello di avere un capo di abbigliamento con tessuto impermeabile ma non stagno.

L’altra caratteristica sono le tasche, sempre presenti e abbondanti, utili per contenere diversi attrezzi e strumenti utili al trekking.

Per i pantaloni i tessuti ideali sono il Supplex, lo Schoeller e simili, tutti molto leggeri, estremamente freschi, ma in grado di proteggere dal vento o da un rapido temporale estivo.

Altro elemento interessante è proprio la velocità di asciugatura, sono sufficienti pochi minuti e un po’ di venticello per ritornare perfettamente asciutti e comodi.

Anche qui non occorre aggiungere molto, i jeans che usiamo tutti i giorni oltre a non essere traspiranti, ad assorbire l’umidità e ad asciugarsi molto lentamente, non sono nemmeno particolarmente comodi, infatti la moda del momento impone che siano attillati, magari a vita bassa e con strappi (a fini estetici), tutte caratteristiche poco adatte alla performance sportiva.

Panatolini trekking

Possiamo concludere dicendo che per la cena con gli amici o per l’ufficio, sicuramente i jeans rappresentano una soluzione ideale, ma dimentichiamoceli se vogliamo andare a fare un’escursione o un viaggio nella natura, il rischio e di trasformare una piacevole gita nel verde in un esperienza ben poco gradevole e appagante.

 

La cintura o la fascia elastica

Non è presente in tutti i pantaloni da trekking, quelli che la possiedono possono averla rimovibile o fissa, anche per questo aspetto non possiamo che dirvi di badare alle vostre esigenze, se siete persone che variano frequentemente peso e stazza, forse è meglio un modello con la cintura, più personalizzabile.

Se state intraprendendo un lungo viaggio a piedi, come la via francigena, potrebbe comunque essere meglio optare per un pantalone con la cintura, infatti camminando per diversi giorni di fila, è molto frequente perdere diversi chili ed è importante quindi avere un pantalone che sappia adattarsi.

In altrettanti modelli è presente la fascia elastica in vita, probabilmente più comoda e flessibile della cintura perché garantisce una migliore mobilità. Infatti la sua capacità di adattarsi ai movimenti del corpo consente una libertà nei movimenti che la cintura non sa dare senza opportuna regolazione.

Ci sono però dei contro, infatti la sua capacità di adattarsi ha dei limiti piuttosto stringenti, non è in grado di assorbire variazioni di taglia troppo grandi, inoltre l’elastico dopo un prolungato utilizzo può perdere la sua flessibilità. 

Concludendo posso dirvi di optare per la cintura se avete un solo paio di pantaloni da trekking, se dovete affrontare un lungo cammino oppure se da un anno all’altra solitamente cambiate molta massa, in caso contrario potrete fare affidamento sull’elastico.

 

I nostri consigli:

– I modelli da uomo:

The North Face Exploration Convertible:

Pantaloni da trekking non imbottiti, adatti alle mezze stagioni o a climi più miti, per l’utilizzo con temperature rigide meglio indossare una calzamaglia sotto

 

Pantaloni softshell da uomo CMP:

Un pantalone che garantisce ottime performance, costruito con un tessuto estremamente confortevole che garantisce una perfetta resistenza al vento e alla pioggia, anche dopo lunghe esposizioni alle intemperie non si corre il rischio di trovarsi con le gambe bagnate.

Inoltre questo modello è dotato di un velcro laterale che permette una certa capacità di regolazione della taglia. Ottimo rapporto qualità prezzo

 

Pantalone Salewa Puez (Dolomia):

Salewa è sempre una garanzia nel campo dell’abbigliamento per in trekking e l’outdoor, lo conferma anche in questo ambito.

Questo pantalone da uomo invernale, costruito con un tessuto perfettamente idrorepellente e isolante, perfetto per escursioni invernali anche sulla neve. L’alta qualità dei materiali lo rendono un prodotto affidabile e di lunga durata.

 

Pantalone North Face M Diablo:

Un’altra azienda celebre nell’ambito dell’abbigliamento da montagne e outdoor. Questo capo è costruito con tessuto di ottima fattura che garantisce un comfort elevato.

Perfetto per le escursioni invernali con temperature rigide, infatti oltre al perfetto isolamento verso gli agenti atmosferici l’interno è felpato e molto caldo. Presenta anche due tasche laterali con chiusura lampo.

 

– Modelli da donna

Pantaloni CMP convertibili da donna:

Capo di abbigliamento di ottima fattura, con tessuti di alta qualità che consento un perfetto isolamento e al contempo una perfetta traspirazione per evitare eccessiva sudorazione, grazie ad un materiale appositamente studiato da questa azienda.

Leggermente elasticizzati, presentano delle comode tasche laterali che si chiudono con una lampo, oltre a dei laccetti alla caviglia che permettono di stringerli sullo scarpone.

 

Salewa Pedroc 2:

Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo, Salewa è una garanzia quando si parla di abbigliamento outdoor.

Questi pantaloni da donna lo confermano, tessuto impermeabile e leggermente elasticizzato, che garantisce isolamento dagli agenti atmosferici ma anche un ottimo comfort nella camminata, grazie anche all’elastico in vita che può farci dimenticare la cintura.

Inoltre il materiale di costruzione protegge la pelle dai raggi UV, importante per chi affronta l’alta quota.

 

The North Face Exploration:

Un altro ottimo pantalone da trekking per la donna, tessuti e finiture di alta qualità, che garantiscono protezione dalla pioggia, raggi UV e una rapida asciugatura.

Inoltre sono presenti delle comode tasche anteriori, laterali e posteriori con cerniera lampo ideali per riporre piccoli oggetti. In vita sono presenti dei passanti per indossare, in caso di necessità, una cintura.

 

Pantalone Izas Valluna:

Buon pantalone costruito con tessuto idrorepellente, traspirante, ad asciugatura rapida, sono anche elasticizzati elemento che garantisce un ottimo comfort nella camminata, anche nei passaggi più difficili.

Questo pantalone ha l’elastico in vita e non la cintura, presenta delle comode tasche laterali e posteriori con chiusura lampo ideali per riporre oggetti piccoli ma di pronto utilizzo.

A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

4 comments

  1. Beppe 18 Dicembre, 2017 at 14:13 Rispondi

    Una info. Nella mezza stagione, Io trovo molto comodi i pantaloni – collant da running. Per l’inverno posso utilizzare ad esempio quelli da sci di fondo che sono altrettanto aderente ed elasticizzati?

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