Risuolare gli scarponi: conviene davvero? | Trekking.it

Risuolare gli scarponi: conviene davvero?

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I vostri scarponi sono ancora in buone condizioni ma la suola è consumata? No problem! La risuolatura può aumentare la longevità delle vostre calzature per l’escursionismo e l’alpinismo.

Il figlio del ciabattino va in giro con le scarpe rotte. Così recita un antico proverbio. Noi però non possiamo permettercelo, non possiamo fare altrettanto con i nostri scarponi, infatti in montagna buona parte della nostra incolumità dipende dai nostri piedi.

La buona notizia è che il ciabattino non è passato di moda, anzi, risuolare le scarpe per il trekking resta un’arte e noi vogliamo in qualche modo farne parte; anche perché le calzature sportive non rientrano tra le merci di largo consumo, sono prodotti tecnici di nicchia, quindi l’opinione di persone competenti conta ancora.

Quando arriva il momento – e arriva – di decidere se acquistare gli scarponi nuovi o risuolare quelli usurati, è l’esperienza e la manualità dell’artigiano a venirci incontro, sia per la salute dei nostri piedi sia per la leggerezza del nostro portafoglio. Una scelta importante, una scelta che deve passare sotto gli occhi esperti di chi può rigenerare i nostri scarponi, intervenendo nella zona di maggior consumo, quella inferiore.

Apparentemente potrebbe sembrare semplice la costruzione delle calzature, invece, almeno per quanto riguarda gli scarponi si può sicuramente parlare di progetti di altissima ingegneria integrata con i più avanzati studi di anatomia; questo per dire che anche nella risuolatura, oltre alla mano e alla esperienza è importante l’aggiornamento, ossia tenersi al “passo” con i tempi.

A tale proposito segnaliamo Sole Factor, una curiosa campagna promozionale di Vibram, il marchio leader indiscusso di livello mondiale nato dall’acronimo di Vitale Bramani, inventore delle prime suole in gomma vulcanizzata che, nel 1936, rivoluzionarono la pratica dell’alpinismo.

Veniamo al punto: un camion equipaggiato, simile a quelli che ospitano le officine della Formula 1 o dei Rally internazionali, viaggia attraverso lo “stivale”, facendo tappa nelle nostre città e partecipando agli eventi outdoor per proporre agli appassionati la risuolatura di scarponi e scarpette di arrampicata ad opera di veri maestri calzaturieri specialisti di Vibram.

Questo per diffondere il messaggio dell’importanza della personalizzazione delle proprie calzature in base ad esigenze specifiche e per far capire che la rigenerazione degli scarponi tramite la sostituzione delle suole è un’opzione praticabile, conveniente e giusta.

A questa iniziativa se ne è affiancata un’altra, non itinerante ma altrettanto interessante: artigiani della risuolatura, sia in Italia che in Europa, sono stati selezionati da Vibram e forniti nei loro punti vendita di corner Vibram Diamond, dove il brand varesino fornisce suole con differente consistenza e grip, e per diversi usi outdoor e indoor.

Riassumiamo qui di seguito le tre principali categorie di prodotti sempre più leggeri e sempre più performanti:

  • scarpetta da skirunning, autentico “peso piuma” capace però di muoversi su ogni terreno;
  • calzatura “all terrain”, leggermente più alta e strutturata della precedente, ideale per la gran parte delle attività escursionistiche;
  • lo scarpone da montagna, con suole ramponabili, realizzato per gli utilizzi e le condizioni più impegnative, anche per alpinismo e trekking in alta quota.

(Ph Shutterstock.com / Nacho Such)

Una seconda chance

Comfort, traspirabilità, tenuta d’acqua, leggerezza, buone prestazioni di tenuta e resistenza sono i requisiti essenziali per le calzature outdoor, caratteristiche importanti che ne giustificano il prezzo, ma non ci consolano quando dobbiamo mettere mano al portafoglio.

Ecco allora subentrare l’opinione dell’esperto che ci aiuterà a capire se acquistare scarponi nuovi, oppure se è possibile rigenerare i compagni di tante camminate e nel caso quale suola scegliere in relazione al miglior binomio tomaia-suola in base all’utilizzo che ne vogliamo fare.

Ph shutterstock.com

Generalmente l’usura della suola è superiore a quella della tomaia, quindi, primi di fare shopping possiamo prendere in considerazione la possibilità di rigenerare i nostri scarponi sostituendo semplicemente la suola.

La risuolatura può essere anche una scelta quando vogliamo sostituire una suola con una nuova dotata di specifiche esigenze per avere la possibilità di migliorare le prestazioni delle nostre calzature.

Una buona risuolatura esige competenza, manualità, capacità di leggere la forma della calzatura consumata e comprendere le esigenze di chi la indossa. Insomma, bisogna rivolgersi ad artigiani calzolai e risuolatori in grado di effettuare una risuolatura a regola d’arte!

(Ph Shutterstock.com / Nacho Such)

Le tappe della rigenerazione

Ora lo sappiamo, gli scarponi con il tempo si consumano e si trasformano, arriverà sicuramente il momento di gettarli via ed acquistarne un paio nuovi, ma prima che questo succeda possiamo fare il tagliando, passare  in “officina” e cambiare il “battistrada” a partire proprio dalla suola in gomma Vibram. Vediamo quali sono le varie fasi che portano a nuova vita i nostri vecchi scarponi:

1 – Innanzitutto bisogna capire quando arriva il momento di decidere! Sicuramente prima che la suola talmente consumata possa rappresentare un pericolo per il nostro equilibrio e la nostra incolumità. Prima di quel momento dobbiamo verificare le condizioni della tomaia e della intersuola.

Infatti la risuolatura non può prescindere dalle condizioni della tomaia che deve essere forte e ben strutturata e mantenere le sue qualità anche dopo la riparazione.

Comunque tranquilli, nove volte su dieci il dorso delle scarpone è in buone condizioni anche dopo anni di utilizzo: il tallone d’Achille è rappresentato dalla consumo della suola che subisce alterazioni fisiche, sgretolamento o distaccamento di qualche zona e non solo a seguito dell’assiduo utilizzo ma anche per via di una manutenzione poco consona e conservazione in luoghi troppo umidi o secchi.

2 Una volta appurato che scafo e fodere interne dello scarpone sono in buone condizioni, si può procedere alla rimozione della suola e delle parti danneggiate, usando anche il calore per riattivare i collanti.

Tutto il procedimento avviene con la scarpetta montata nella sua forma naturale su un calco rigido in materiale plastico che serve a mantenere coerente la struttura durante tutto il procedimento.

3 Asportata la suola usurata ed eliminate le rimanenze vecchie lo scarpone è pronto per indossare il nuovo battistrada: i bordi della tomaia vengono incollati e pressati su un’apposita intersuola, viene poi cucita con cotone e nylon.

4Segue la vulcanizzazione mediante pressa della tomaia con la suola vibram. Nella fase di fissaggio con collanti della tomaia al sottopiede si interviene prima sulla punta e poi sul tallone e sui lati della tomaia. Si può prevedere anche l’applicazione di un fascione in gomma che protegge la tomaia.

5Nella fase finale si sostituisce il sottopiede anatomico interno e i lacci.

Tutte queste operazioni permettono di dare nuova vita al nostro scarpone mantenendone le performance. E non ultimo, un risparmio di denaro, sempre apprezzato di questi tempi.

Nel caso di trekking di più giorni, in base alle diverse situazioni e ai tipi di terreno che s’incontrano si può alternare il classico scarpone alle scarpe basse e leggere. Qualche etto in più sulla schiena quando una delle due calzature rimane nello zaino, può garantire una maggiore sicurezza, può evitare spiacevoli rimpianti e qualche fastidiosa vescica (Ph Enrico Bottino)

A conti fatti, rigenerare i vecchi scarponi – quando possibile – non ne sminuisce le performance, anzi, la risuolatura permette la personalizzazione della calzatura, consentendo la scelta della suola più adatta alle nostre esigenze; inoltre, conviene anche dal punto di vista economico, con un risparmio superiore anche al 50%, soprattuto se parliamo di scarponi tecnici ben strutturati e per le condizioni più impegnative, come il trekking in alta quota e ghiacciai, i quali costi si aggirano sui 250 – 300 euro circa.

I prezzi variano anche in base al tipo d’intervento, diamo qui di seguito alcuni costi a titolo di esempio: cambio suola trekking 40 – 50 euro circa, sostituzione fascione di gomma 15 euro, applicazione grasso 10 euro, come anche la sostituzione dei lacci o dei plantari

Quindi rivolgersi all’artigiano specializzato costa meno di un paio di calzature nuove e garantisce affidabilità e le prestazioni tecniche richieste alla nostra attività preferita.

Tra le tante aziende affidabili e serie segnaliamo Il Risuoltatore, un laboratorio d’avanguardia che ha saputo coniugare manualità con innovazione nel settore.

Testo di Enrico Bottino


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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