I sacchi a pelo, caratteristiche e qualità | Trekking.it

I sacchi a pelo, caratteristiche e qualità

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Il sacco a pelo è una delle attrezzature più essenziali per chi vuole fare trekking plurigiornalieri pernottando “sotto le stelle”.

Il suo compito è quello di mantenerci caldi nelle ore notturne, durante le quali la temperatura esterna si abbassa e il metabolismo del nostro corpo a riposo riduce al minimo indispensabile la produzione di calore.

Il “funzionamento” del sacco a pelo non è diverso da quello dei vestiti che indossiamo durante il giorno: l’intreccio delle fibre (o delle piume) in esso contenute, crea un sistema di “cellette” che imprigionano le molecole d’aria attorno al nostro corpo, limitandone i movimenti convettivi, responsabili della dispersione del calore verso l’ambiente esterno più freddo. In sostanza si crea attorno al corpo un cuscinetto isolante.

Proprio questa capacità di isolamento termico è la caratteristica essenziale di ogni sacco a pelo, che, in base al regolamento europeo EN 13537, deve essere chiaramente indicata in un’apposita etichetta riportante i dati emersi da test di laboratorio effettuati su quello specifico prodotto secondo standard ben determinati, che tengono conto delle caratteristiche del metabolismo sia maschile e femminile.

L’etichetta indica pertanto 4 diversi parametri di temperature di utilizzo:

  • La temperatura Massima, cioè la temperatura esterna più elevata alla quale un maschio adulto standard (cioè in buono stato di salute) può trascorrere una notte di sonno confortevole, senza sudare eccessivamente.
  • La temperatura Comfort, cioè la temperatura esterna più bassa alla quale una donna adulta standard può trascorrere una notte di sonno confortevole senza interruzioni.
  • La temperatura Limite, cioè la temperatura esterna più bassa alla quale un maschio adulto standard è in grado trascorrere una notte di sonno confortevole senza interruzioni (parametro di circa 5°C inferiore rispetto alla temperatura limite femminile).
  • La temperatura Estrema, cioè la temperatura esterna più bassa alla quale una donna adulta standard è protetta dall’ipotermia (ma non dal congelamento delle estremità), riuscendo a trascorrere 6 ore di sonno non confortevole e non continuativo.

Nella scelta del proprio sacco a pelo il parametro della temperatura è sicuramente il primo di cui tenere conto, cercando di scegliere un prodotto la cui “zona comfort” corrisponda il più possibile alle temperature alle quali andremo ad utilizzarlo.

Per un utilizzo estivo in zone di meda montagna, ad esempio, può essere adeguata una temperatura comfort fra i +5°C e i +10°C, mentre per un bivacco in alta montagna sarà necessario, anche in estate, utilizzare un sacco con temperature comfort inferiori agli 0°C.

Oltre alla temperatura, ci sono altre caratteristiche che determinano le qualità di un sacco a pelo e che vanno valutate sempre sulla base delle modalità di utilizzo:

La forma

Sul mercato si trovano sostanzialmente sacchi di due diverse forme. Quelli “rettangolari” hanno il vantaggio di lasciare ampio spazio per il movimento di gambe e braccia, risultando molto confortevoli. Questi spazi ampi, però, costituiscono dove l’aria si può spostare liberamente, lasciando spazio a quei movimenti convettivi che influiscono negativamente sulle capacità di isolamento termico del sacco. Più spazio significa poi più tessuto e più imbottitura, quindi più peso e più ingombro. Tutte queste caratteristiche fanno del sacco rettangolare un prodotto adatto generalmente per climi miti e per chi non deve stare a centellinare i grammi che si deve portare sulle spalle.

Il tipico sacco a pelo da outdoor è invece quello “a mummia”, sagomato sulle forme del corpo umano, ottimizzando pesi e spazi. In generale questo tipo di sacco è dotato anche di un cappuccio imbottito, essenziale per l’utilizzo in climi freddi (la testa è, infatti, una delle zone del corpo con maggiore dispersione di calore).

I materiali

La classica imbottitura dei sacchi a pelo è la piuma, da sempre apprezzata per la sua capacità di isolamento termico, per la leggerezza e la comprimibilità. A fronte di queste indubbie qualità, però ci sono alcuni inconvenienti di cui tenere conto. La piuma, infatti, tende ad assorbire l’umidità, asciuga molto lentamente e, una volta bagnata, perde gran parte delle sue capacità isolanti.

L’alternativa, valida soprattutto per chi utilizza il sacco in ambienti particolarmente umidi, sono le fibre sintetiche. Quelle di buona qualità, pur avendo un peso generalmente superiore a quello della piuma, offrono ottime performance per quanto concerne le temperature di utilizzo, sono in grado di asciugare rapidamente e, anche bagnate, mantengono elevati standard di isolamento termico.

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