La salute dei nostri piedi parte dal basso: le solette anatomiche | Trekking.it

La salute dei nostri piedi parte dal basso: le solette anatomiche

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Se subentrano infiammazioni e dolori articolari e il nostro piede soffre dentro lo scarpone, colpevolizziamo quest’ultimo trascurando un particolare importante ma così nascosto da passare inosservato: la soletta anatomica, indispensabile soprattutto ora che ci avviciniamo alla bella stagione.

Il comfort del nostro arco plantare non dipende solo dal tipo di calzatura, dal modello e dalla marca, ma anche dalle solette morbide e confortevoli che devono adattarsi alla conformazione del piede ed essere realizzate con materiali di alta qualità. Alla fine con un acquisto da una trentina di euro circa miglioreremo, e di tanto, le prestazioni dello scarpone senza quasi accorgercene.

Dalla lettura di questo articolo scopriremo che le solette sono un accessorio unico e insostituibile per appoggiare correttamente i nostri piedi e trasmettere maggior sicurezza e controllo durante la camminata. Alcune solette per scarpe da trekking, addirittura, sono dotate di goccia metatarsale composte da un tessuto isolante per mantenere la temperatura dei piedi costante all’interno della calzatura.

Il primo dato che risulta più evidente all’escursionista è l’assorbimento delle vibrazioni camminando su terreni accidentati e pietrosi, dove si percepisce di più – all’interno dello scarpone – l’affondamento delle sporgenze sulla suola e quindi sulla pianta del piede.

Le solette delle scarpe da trekking

La salute dei piedi

Le nostre estremità rappresentano il “patrimonio primario” di un escursionista, prima di qualsiasi altra considerazione filosofica o di merito. Sono una parte delicatissima e complicata – per meccanica e fisiologia – col compito di sostenere il corpo e realizzare quella magia che si chiama “camminare”!

Ci bardiamo con capi d’abbigliamento ipertecnologici e alla moda, indossiamo scarpe capaci di ogni impresa, zaini che valgono un mutuo e pensiamo di essere pronti. Dimenticando che una postura sbagliata e/o una sudorazione eccessiva sono in grado di fermare il più tenace dei trekker.

Proprio questo invisibile accessorio è infatti “responsabile” della postura adeguata, soprattutto per chi percorre lunghe distanze a piedi.

Le calzature da trekking hanno ormai raggiunto livelli d’eccellenza nella tomaia, nelle suole, nell’intersuola, e garantiscono le massime prestazioni tecniche e nel comfort.

Nella loro perfezione tecnologica, le scarpe sono però inevitabilmente costruite su una forma il più possibile “universale”, e l’unica cosa che non fanno, e non potranno mai fare, è creare uno standard relativo alla pianta del piede, di cui probabilmente non ne esistono due di uguali sul pianeta.

Il fondo interno della calzatura è “piatto”, e alle solette estraibili è affidato il compito di “sagomare”, con grande approssimazione, l’andamento curvilineo della pianta del piede.

Ci siamo mai posti il problema che questa superficie, di circa dieci centimetri quadrati ed estremamente complessa nei suoi punti di contatto e frizione, è responsabile della nostra capacità di mantenere una posizione eretta e, soprattutto, del meccanismo del camminare?

Quasi sempre la risposta è no, perché è una cosa innata e quasi automatica, scritta nel nostro DNA.

I fisiologi, che invece non si accontentano delle evidenze e hanno il difetto di indagare sui problemi, hanno da tempo scoperto che una serie infinita di acciacchi e “guasti” al nostro corpo, e in particolare alla spina dorsale, derivano da posture sbagliate, che partono proprio dalla pianta dei piedi.

Il problema, a questo punto, ricade sulle nostre “spalle”!

Non si può chiedere ai produttori di calzature di inserire nelle scarpe solette strutturate del valore di qualche decina di Euro, e tutto sommato le solette standard che si trovano oggi nelle calzature da trekking sono più che dignitose, finché si cammina per andare e tornare dalla palestra, per lo “struscio” lungo il corso delle località turistiche alla moda o per una “spedizione” al supermercato.

Le cose cambiano, e molto, se pensiamo invece di usare le scarpe da trekking per la nostra attività preferita: camminare per ore, su terreni di ogni tipo, magari con un paio di dieci chili di zaino sulla schiena che proietta il suo peso, aggiunto a quello del nostro agile corpo, sulle ginocchia prima e sulla pianta dei piedi immediatamente dopo.

Dovrebbe essere “obbligatorio” inserire nelle nostre scarpe una soletta capace di risolvere gran parte dei problemi e assorbire le diverse sollecitazioni che intervengono nella deambulazione.

E non dobbiamo necessariamente rivolgerci alle costose solette fatte realizzare da un laboratorio ortopedico, utili per consentirmi giorni di cammino senza rischiare di infiammare i delicatissimi tendini d’Achille.

Ma quali caratteristiche devono avere le solette?

Il sistema ammortizzante anatomico è costituito da diversi materiali e ogni zona della soletta ha una funzione specifica: favorire il ritorno di energia, assorbire l’impatto con il suolo e dare protezione al piede, mantenendo nella posizione corretta l’arco plantare.

I cuscinetti in materiale capace di “assorbire” le diverse pressioni che ogni piede esercita in maniera diversa.

Questi inserti si trovano nella parte inferiore della soletta, inseriti in una struttura semi rigida che svolge l’importante funzione di “sostenere” l’arco plantare e avvolgere la base del tallone, alzandolo inoltre di qualche millimetro rispetto all’avampiede e favorendo in questo modo la rullata del piede.

La loro collocazione, nei punti di maggior contatto tra piede e scarpa, e il materiale in cui sono realizzati, permette di distribuire e assorbire in modo preciso le diverse pressioni e appoggi, diversi per ogni piede.

Nella zona dell’avampiede, un altro inserto pneumatico” favorisce la flessione e la rullata, assorbendo al tempo stesso lo shock delle asperità sul terreno. In questa zona, un sistema di fori permette, ad ogni passo, il circolo dell’aria nella zona delle dita, prevenendo condensa e stagnazione di umidità, responsabile dell’indebolimento della pelle in questa delicata parte del piede.

Seguite il nostro consiglio: comprate e provate una soletta anatomica, sarà un altro camminare, a cui non riuscirete più a rinunciare.

 

Di seguito alcuni prodotti “per tutti gli usi”

 

Spenco Ironman Performance – Plantare con gel1- Sostegni laterali di stabilizzazione: aiutano a mantenere il piede nella posizione corretta, sostenendo l'arco plantare e il tallone. 2 - Cuscinetti anti-urto: grazie alla struttura a nido d'ape, assorbono gli urti nella parte anteriore del piede e nel tallone. 3 - Gel TPR: garantisce un ritorno di energia del 44% per il massimo rendimento e comfortCaratteristiche tecniche 

  •  Sostegni laterali di stabilizzazione: aiutano a mantenere il piede nella posizione corretta, sostenendo l’arco plantare e il tallone. 
  • Cuscinetti anti-urto: grazie alla struttura a nido d’ape, assorbono gli urti nella parte anteriore del piede e nel tallone.
  • Gel TPR: garantisce un ritorno di energia del 44% per il massimo rendimento e comfort .
  • Tessuto antisfregamento con trattamento antimicrobico: il tessuto previene la formazione di vesciche e il trattamento Silpure garantisce il controllo degli odori.

 

Bauerfeind

Da decenni Bauerfeind realizza ausili medici altamente efficaci e sostiene i migliori atleti attraverso la fondazione “Deutsche Sporthilfe” e ai Giochi Olimpici. Garanzia di qualità “Made in Germany”.

Caratteristiche tecniche  

  • Innovativa tecnologia Weightflex che assicura un passo sicuro e protetto
  • Il nucleo del platare flessibile sostiene e guida il piede da sotto, il modulo a forma di x garantisce una performance di lunga durata e senza disturbi
  • Protezione con rivestimento antibatterico e antiodore per l’uso quotidiano.

 

Spenco – Plantare Sports Plus Ironman personalizzabile

Caratteristiche tecniche

  •   • Solette sostitutive ironman con lo speciale supporto diviso in tre tipologie, interviene su tre punti ben distinti di affaticamento e di stress del piede migliorando così l’azione del piede nella corsa, nel camminare e nello stare in piedi.

 

Granger da uomo G30-Solette ad alte prestazioni

Caratteristiche tecniche 

  • Materiale in lattice
  • Versatile inverno soletta per sport e gli appassionati di outdoor
  • In caldo micropile lenzuolo sopra con strato isolante in alluminio
  • Ricambio performance soletta
  • Lavabile a mano

 

Noene Optimum-OFP2

Caratteristiche tecniche 

  • Materiale Noene® (protezione articolare high-tech) tessuto Nexus Energy Source® (emettitore di raggi infrarossi lontani)
  • Adatte a ogni tipo di scarpa sia per lo sport che per il tempo libero, le solette antishock OFP2 non sostituiscono le solette originali, ma vanno inserite con la parte rivestita in tessuto (rossa) rivolta verso l’alto. Possono essere utilizzate sia sopra che sotto le solette estraibili. Nel caso di utilizzo a contatto del piede, vanno utilizzate con le calze, come richiesto dalla certificazione Dispositivo Medico di classe 1.

 

Ironman performance insolesi

1 - Gel TPR: La gomma termoplastica garantisce un ritorno di energia del 44%. 2 - Sistema ammortizzante anatomico: gel a doppia densità per l’assorbimento degli impatti. 3 - Design antiscivolo: per una maggiore protezione del tallone. 4 - Taglia unica: per tutte le esigenze

 

IRONMAN SPENCO HEEL CUSHIONS GEL PER TALLONE

  • Gel TPR: La gomma termoplastica garantisce un ritorno di energia del 44%.
  • Sistema ammortizzante anatomico: Gel a doppia densità per l’assorbimento degli impatti.
  • Design antiscivolo: Per una maggiore protezione del tallone.
  • Taglia unica: Per tutte le esigenze

 

 

 

Spenco Day Hiker

SPENCO DAY HIKER

SPENCO DAY HIKER

Protezione completa del tallone: Stabilità del tallone per un controllo adeguato della parte posteriore del piede. Stabilizzatore OS: sostegno e stabilità per il piede. Tessuto parte superiore Cool Dry™: Tessuto traspirante. Zona comfort anteriore: maggiore comodità per la parte anteriore del piede. Posizionamento corretto dell’arco plantare, per maggiore comodità e rendimento

 

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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