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Telefoni per gli sport outdoor

Lo smartphone è divenuto ormai “un’estensione” del nostro corpo, qualcosa da cui non ci separiamo praticamente mai, in qualsiasi momento della giornata.

I telefonini ci accompagnano anche durante le escursioni, per “sicurezza” oppure soltanto per scattare il solito selfie o chiamare madri/padri, morose/morosi, mariti e mogli apprensivi.

Il problema è che questi apparecchi supertecnologici sono di solito progettati per funzionare al meglio in ambiente urbano e, gettati nel pericoloso mondo dell’outdoor, qualche preoccupazione ce la danno: pioggia, polvere, fango, sballottamenti e urti sono tutti elementi che non di rado fanno da contorno a un’escursione, ma con i quali i telefonini non vanno molto d’accordo.

Poi c’è il classico problema della durata della batteria: spesso l’escursionista si trova ad affrontare basse temperature, che abbattono la durata delle batterie e, soprattutto durante i trekking di più giorni, non è semplice trovare “un attacco” per ricaricare (leggi anche: Pannelli solari da viaggio e batterie tampone).

Ph Bigstockphoto.com

Per dare una risposta a tutte queste esigenze alcune aziende realizzano prodotti appositamente studiati per l’utilizzo in ambiente outdoor o per chi lavora nei cantieri. Il termine specifico in inglese è “rugged phones”, cioè telefoni duri, tosti, resistenti.

Queste le caratteristiche principali che contraddistinguono i rugged phones:

  • Resistenza superiore agli urti
  • Impermeabilità alla polvere e all’acqua
  • Durata superiore della batteria
  • Resistenza superiore dello schermo a graffi e rotture
  • Resistenza superiore alle basse e alte temperature

Queste caratteristiche sono definite da specifici standard internazionali, assegnati sulla base dei test superati dal prodotto. I più significativi per la valutazione delle caratteristiche dello smartphone sono:

  • Il Codice IP, che definisce il livello di impermeabilità;
  • Il codice MIL-STD-810G, che definisce il livello di resistenza agli urti, alle basse e alte temperature e, in generale, alle sollecitazioni estreme.

Per quanto concerne la resistenza dello schermo ai graffi e alle rotture il riferimento, non istituzionalizzato ma stabilito dal mercato è il vetro Grilla Glass nelle sue diverse varianti, prodotto da un’azienda privata e adottato da quasi tutte le marche produttrici di device tecnologici.

A quelle sopra descritte si aggiunge spesso una caratteristica non indispensabile ma molto apprezzabile: la predisposizione per la doppia scheda SIM (in ambienti remoti se un operatore non prende, magari ce la si può cavare con quello di riserva…).

Sul mercato si trovano sostanzialmente due tipologie di rugged phones: gli smartphone veri e propri, quelli con cui puoi navigare in internet, mandare mail, fare foto, utilizzare app e chi più ne ha più ne metta, e quelli”minimalisti” pensati essenzialmente per consentire di telefonare e di farlo con una garanzia di lunghissima durata della batteria.

La scelta fra le due tipologie di rugged phones è una questione di “filosofia”, ma anche di tasche, visto che il costo dei modelli “smart” mediamente supera senza troppi problemi i 200 euro, mentre quello dei modelli “minimalisti” si mantiene di solito al di sotto degli 80 euro.

Nel seguito alcuni consigli e suggerimenti su modelli adatti alle diverse esigenze: dai rugged phone più resistenti, a quelli più adatti per realizzare foto e video, fino a quelli dotati della batteria a più lunga durata:

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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