Devero, l’Alpe dei Fotografi

Devero, l’Alpe dei Fotografi

Alba sul Cervandone.

Alba sul Cervandone.

L’Alpe Devero è “tante cose”. E’ un parco naturale, è un’insieme di montagne, di cieli sopra i monti e di laghi nei quali si specchiano i monti. E’ uno dei pochi luoghi dove persino un lago artificiale, come Codelago, con la sua doppia diga grigia, invece di disturbare l’occhio, contribuisce a far sì che alla zona sia stato conferito l’epiteto di “piccolo Canada”, con le rive decorate di larici e quel caratteristico “isolotto” (o penisola, a seconda della quantità d’acqua), più o meno in centro, che rende tanto simile il posto ad alcune zone del nord America. l’Alpe è anche un’insieme di case, ben integrate nell’ambiente, in legno e pietra: alcune sono finemente ristrutturate, seguendo i canoni architettonici tradizionali, altre raccontano, sul legno e sulla pietra, la storia di questi luoghi e di chi ci ha vissuto. Il Devero, parco insieme all’attigua Alpe Veglia, è un luogo per quattro stagioni, ma a ottobre, a mio avviso, diventa anche un eccezionale soggetto fotografico. Insomma, anche semplicemente muovendosi nella piana di Devero, o nella vicinissima “frazione” di Crampiolo, si trovano un sacco di soggetti fotografici: paesaggio puro, architettura tradizionale, vegetazione, acqua, insomma tutto a portata di mano, o meglio, a portata di fotocamera. Un paio di anni fa, durante il workshop fotografico che tengo sempre a ottobre, non ho potuto fare a meno di notare moltissime persone con la fotocamera (non tutti iscritti al mio corso, ovviamente…), veramente moltissimi fotografi, come se i colori d’ottobre e la magia del Devero diventasse più intensa, più forte e più ammaliante grazie alle tonalità autunnali dei larici. Insomma, credo di non aver mai visto tante persone con macchine fotografiche varie, zaini fotografici e attrezzature varie, in così poco tempo.  Il Devero, quindi, merita anche l’appellativo di “Alpe dei Fotografi”, appunto, luogo ideale per la fotografia di montagna, nei suoi diversi aspetti. Per il paesaggio puro, ci sono montagne dall’estetica molto peculiare come la Punta della Rossa, il Cervandone, l’Arbola, il Cistella, il Corbernas, tutte cime che attirano l’occhio per forma e colore. A volte il vento le adorna di nubi che sembrano volerne modificare i profili, coprendo e scoprendone solo alcune parti; spesso si specchiano, vanitose, nei numerosi laghi, o fanno da cornice a zone di bosco rigoglioso. Tra l’altro, i monti non sono i solo a specchiarsi nei laghi, ci sono anche i larici che dipingono le acque di sfumature policrome, insieme a torrenti e ruscelli. I laghi del Sangiatto, il Lago Nero, Codelago, Pianboglio e i Laghetti della Satta divengono soggetti irrinunciabili per chi ama la fotografia. Se in autunno, le inquadrature privilegiate sono per i larici, a inizio estate e sino a luglio, vengono “sostituiti”dai fiori, una vegetazione ricca che strizza l’occhio alla macro fotografia, con spunti sempre nuovi. Anche l’inverno è interessante, con le sue coltri bianche che abbiamo fotografato con “Fotograficamonte”, circolo fotografico del CAI Parma, del quale mi onoro di essere socio, sin dalla sua fondazione.  L’autunno, però, e ottobre, in genere, rende il Devero veramente il luogo ideale per la fotografia di paesaggio e di montagna, in senso lato. L’Alpe Devero, comunque, racchiude in sé tutti i soggetti del “fotografare in montagna”, come mi piace dire nei miei workshop di fotografia. Infine c’è un’altra importante considerazione. Sono moltissime le persone che ho portato a fotografare il Devero. Alcuni già conoscevano e frequentavano il parco, altri, invece,  sono arrivati addirittura da Treviso, Venezia, Cuneo e Bassano del Grappa per vedere le bellezze dell’Alpe. Tutti sono rimasti impressionati e colpiti dalla bellezza dei luoghi; tutti, o quasi, sono tornati successivamente e indipendentemente all’Alpe Devero, magari in stagioni diverse, alcuni fermandosi più giorni, altri per camminare lungo i sentieri. Mi piace, quindi, pensare che anche la fotografia possa essere un modo per “portare” la gente in un luogo, e, soprattutto, per farla ritornare. Questo è un altro aspetto importante della fotografia di montagna.

Workshop di Fotografia di natura e paesaggio, all’Alpe Devero. 19 Ottobre 2019

Info sul sito FotoPerCorsi

 

Il sole spunta dietro il crinale adornato da larici.

Il sole spunta dietro il crinale adornato da larici.

 

Uno sguardo invernale al Lago del Sangiatto.

Uno sguardo invernale al Lago del Sangiatto.

 

Giochi di luce sul gruppo Diei - Cistella.

Giochi di luce sul gruppo Diei – Cistella.

 

Crampiolo e il Cervandone

Crampiolo e il Cervandone

 

Codelago.

Codelago.

 

Lago delle Streghe, specchio per i colori dei larici.

Lago delle Streghe, specchio per i colori dei larici.

 

Punta della Rossa

Punta della Rossa

 

Nebbie autunnali, sul Cervandone.

Nebbie autunnali, sul Cervandone.

 

Il Cistella, tra brume e larici colorati

Il Cistella, tra brume e larici colorati

 

La punta della Rossa, uno dei simboli rocciosi dell'Alpe Devero.

La punta della Rossa, uno dei simboli rocciosi dell’Alpe Devero.

 

Cascata dell'Inferno, accesso al paradiso del Devero, qui fotografata con tempi di posa diversi, rispettivamente, veloce e lungo. L'acqua è uno degli elementi più mutevoli della fotografia in montagna.

Cascata dell’Inferno, accesso al paradiso del Devero, qui fotografata con tempi di posa diversi, rispettivamente, veloce e lungo. L’acqua è uno degli elementi più mutevoli della fotografia in montagna.

 

Cesare Re

Fotografo e Autore

www.recesare.com

Corsi: FotoPerCorsi

Blog: Fotografare in Montagna

recesar@libero.it

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Workshop di Fotografia di natura e paesaggio, all’Alpe Devero. 19 Ottobre 2019

 

 

 

 

 

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1 Comment
  • Piero
    settembre 6, 2018

    E’ tutto bello da fotografare il Devero.

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