Fotografare dal basso, un punto di vista diverso.

La composizione in fotografia è importantissima. Generalmente siamo portati a fotografare con la fotocamera ad altezza occhio, con una visione, quindi, piuttosto comune e generica. Scattando ad altezza occhio, vediamo il mondo in maniera “molto normale”, come succede di consueto. E se provassimo, invece,  a cambiare il punto di vista ? Se scattiamo con la fotocamera quasi a terra, o addirittura appoggiata al suolo, otterremo inquadrature totalmente diverse, immagini alle quali l’occhio dell’osservatore non è certo abituato. Eh si sa che una foto diversa, che rappresenta un soggetto in maniera inconsueta, attrae parecchio l’attenzione di chi la guarda.

Il punto di vista, dal basso, praticamente da terra, caratterizza fortemente questa foto. La nebbia è presente solo sullo sfondo, mentre sul primo piano è poco evidente. La Nikon D800 è appoggiata a terra, con diaframma chiuso, in modo da avere elevata profondità di campo. L’ottica è uno zoom Signa 12-24 mm, regolato alla minima focale.

Il punto di vista, dal basso, praticamente da terra, caratterizza fortemente questa foto. La nebbia è presente solo sullo sfondo, mentre sul primo piano è poco evidente. La Nikon D800 è appoggiata a terra, con diaframma chiuso, in modo da avere elevata profondità di campo. L’ottica è uno zoom Signa 12-24 mm, regolato alla minima focale (diaframma f 22). In casi come questo è possibile anche impugnare la fotocamera e appoggiarsi sui gomiti. La cosa peggiore, poi, è alzarsi da terra. Questa foto, però, scattata con la fotocamera ad altezza occhio, sarebbe stata meno efficace e “molto normale”.

A volte scelgo di scattare con la fotocamera quasi a terra, per ottenere immagini diverse, come quelle delle foglie sovrastanti. In altre occasioni, però, come nei funghi sotto (mazze di tamburo), la fotocamera posta quasi a terra serve a ricreare una prospettiva molto naturale. La stessa foto, infatti, scattata ad altezza occhio, avrebbe restituito una prospettiva falsata, dall’alto verso il basso, con la forma del soggetto falsata e innaturale.

La location è la stessa, una di quelle dell'Uscita di FotoPerCorsi che ho tenuto sabato 17 novembre: "Macro Fagiana, foglie, funghi, cortecce e flash. Durante i workshop non ho tempo di scattare immagini per me, perché sono impegnato a seguire i partecipanti. Queste tre mazze di tamburo, però, "mi sono rimaste in sospeso", però. Sono tornato, quindi, per qualche scatto. Quello che mi interessava maggiormente era dare sensazione di maggior realismo possibile, anche se poi, ogni immagine viene comunque interpretata. Mi sono sdraiato a terra con la Nikon D800 e lo zoom Micro Nikkor 70 - 180; f 4,5 / 5,6, (180 mm) con flash sb 600. Iso 200; f 5,6; 1/125. Ho usato una gelatina ambra, sulla parabola, per "scaldare" la luce del lampo. La cosa più interessante, a mio avviso, è la prospettiva, ad altezza funghi.

La location è la stessa, una di quelle dell’Uscita di FotoPerCorsi (www.fotopercorsi.com) che ho tenuto sabato 17 novembre: “Macro Fagiana, foglie, funghi, cortecce e flash. Durante i workshop non ho tempo di scattare immagini per me, perché sono impegnato a seguire i partecipanti. Queste tre mazze di tamburo, però, “mi sono rimaste in sospeso”, però. Sono tornato, quindi, per qualche scatto. Quello che mi interessava maggiormente era dare sensazione di maggior realismo possibile, anche se poi, ogni immagine viene comunque interpretata. Mi sono sdraiato a terra con la Nikon D800 e lo zoom Micro Nikkor 70 – 180; f 4,5 / 5,6, (180 mm) con flash sb 600. Iso 200; f 5,6; 1/125. Ho usato una gelatina ambra, sulla parabola, per “scaldare” la luce del lampo. La cosa più interessante, a mio avviso, è la prospettiva, ad altezza funghi. In questo caso, diciamo che il punto di vista basso è stato scelto per avere una prospettiva naturale e non per avere una prospettiva diversa, come in altre foto di questo genere.

 

Inquadratura dal basso, per questo scatto. Nikon D800; Sigma 15 2,8 AFD; f16; 1/250. Iso 100; media compensata. Il Flash sb 26 separato dalla fotocamera e comandato a distanza è stato indispensabile per illuminare i Narcisi in primo piano, in una giornata piovosa e con poca luce. — a

Inquadratura dal basso, per evidenziare la presenza dei fiori. Nikon D800; Sigma 15 2,8 AFD; f16; 1/250. Iso 100; media compensata. Il Flash sb 26 separato dalla fotocamera e comandato a distanza è stato indispensabile per illuminare i Narcisi in primo piano, in una giornata piovosa e con poca luce, al Pian delle Nere.

 

In questo caso la focale è di 24 mm, per evidenziare i disegni del vento sulla neve sul primo piano. La Nikon D800 è quasi a contatto con la neve. Il diaframma è chiuso a f 16, per ottenere una profondità di campo elevata. Le linee, disegnate dal vento, portano l'occhio dell'osservatore verso il Monte Rosa, con la sua parete est (Macugnaga)

In questo caso la focale è di 24 mm, per evidenziare i disegni del vento sulla neve sul primo piano. La Nikon D800 è quasi a contatto con la neve. Il diaframma è chiuso a f 16, per ottenere una profondità di campo elevata. Le linee, disegnate dal vento, portano l’occhio dell’osservatore verso il Monte Rosa, con la sua parete est (Macugnaga, Val d’Ossola).

 

Uno dei Laghi Trebecchi, nel Parco del Gran Paradiso, nei pressi del Colle del Nivolet. La Nikon D800, con il Signa 15 mm 2,8 Afd, Dish Eye, è posta quasi a terra. Mi sono sdraiato sulla riva del lago, poggiandomi sui gomiti.

Uno dei Laghi Trebecchi, nel Parco del Gran Paradiso, nei pressi del Colle del Nivolet. La Nikon D800, con il Signa 15 mm 2,8 Afd, Dish Eye, è posta quasi a terra. Mi sono sdraiato sulla riva del lago, poggiandomi sui gomiti.

Treppiede 

Personalmente uso spessissimo il treppiede, anche in situazioni scomode. Per queste foto, però, preferisco scattare a mano libera (appoggiandomi sui gomiti), o appoggiando la fotocamera a terra. A volte appoggio la fotocamera allo zaino che adagio (“sdraiato”) per terra. In questi casi servirebbe un cavalletto con la capacità di abbassarsi a terra, quasi del tutto. Un’altra possibilità è quella di svitare la testa del treppiede e di appoggiarla a terra, con sopra la fotocamera. In questo modo si può ovviare all’eventuale impossibilità di abbassare molto il cavalletto. Scattando a mano libera, o appoggiati a terra, o utilizzando mezzi di fortuna come supporto, diventa determinante prestare attenzione assoluta al mosso e al micro mosso. Tra l’altro, queste immagini, si scattano, in genere, con diaframmi chiusi, per avere estesa profondità di campo e per non avere il primo piano non nitido.



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1 Comment
  • Piero
    novembre 26, 2018

    Sempre piaciuta la neve, in primissimo piano, come nella foto del Rosa.

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