L’Elleboro, ai Piani Resinelli

“Vammi in cerca dell’Elleboro Nero che il senno renda a questa creatura”

Gabriele D’Annunzio

 

L’Elleboro (Elleboro bianco – Helleborus Niger) è uno dei fiori più fotogenici che si possano trovare in montagna. Non è complicato da fotografare, perché le sue dimensioni sono generose. Parliamo, quindi, di “Close Up”, non proprio di macro fotografia. Non si fotografano, quindi, soggetti molto piccoli, con rapporto di riproduzione di 1:2 o 1:1, ma un p0′ più grandi, ovvero, semplicemente, ripresi a distanza ravvicinata. Le regole, per la stragrande maggioranza, sono le stesse della macro fotografia. Siamo in una giornata di fine marzo, calda e piacevole, nei pressi del Rifugio Carlo Porta, ai Piani Resinelli, proprio sotto le rocce chiare della Grignetta.

Ottiche

Per illustrare le foto di questo articolo ho usufruito di tre ottiche.  Il Micro Nikkor 60 mm 2,8 af, acquistato nel 1997, sempre eccellente, è stato utilizzato come ottica principale; i 60 mm mantengono una prospettiva naturale, senza distorcere il soggetto e senza comprimere i piani, come avverrebbe con focali più lunghe. Il Fish Eye da 15 mm ,2,8, afd della Sigma è stato preferito al Nikon, per la distanza di messa a fuoco minima migliore (solo 15 cm dal piano pellicola / sensore). In questo modo si ottiene un fattore di ingrandimento maggiore, rispetto ad un’ottica di pari angolo di campo, ma con messa a fuoco minima più lunga. Parecchi scatti sono stati effettuati con il tuttofare Nikkor 24-70 mm 2,8 afg, a diverse focali, ma soprattutto alle due estreme. Viste le dimensioni generose del fiore, infatti, regolando lo zoom a 70 mm si riescono a ottenere inquadrature selettive. Col 24 mm, invece, si scattano foto ambientate con il fiore, lo stelo e un pò di sfondo che serve per descrivere l’ambiente.

Mettere sempre a fuoco il pistillo...quasi sempre. In questo caso la messa a fuoco è sul petalo. I Pistilli sono evidenti, grazie al controluce. La misurazione della luce è in spot sul petalo, con sovraesposizione di 0,5 EV. Nikon D 800; Micro Nikkor 60 mm 2,8 af

Mettere sempre a fuoco il pistillo…quasi sempre. In questo caso la messa a fuoco è sul petalo. I Pistilli sono evidenti, grazie al controluce. La misurazione della luce è in spot sul petalo, con sovraesposizione di 0,5 EV. Nikon D 800; Micro Nikkor 60 mm 2,8 af

 

Macro col Grandangolo

Tra le migliori immagini di fiori, le macro col grandangolo consentono di ambientare il soggetto, mostrando anche l’ambiente circostante. Importante che il grandangolo abbia una messa a fuoco minima notevole, intorno ai 15 – 20 cm. In questo modo si ottiene un ingrandimento interessante. La messa a fuoco minima migliore è, spesso, ancora appannaggio delle focali fisse, anche se gli zoom più recenti, soprattutto i grandangolari, hanno ottima messa a fuoco ravvicinata, spesso intorno ai 30 cm. I vari 28 – 200,  28 – 300 o 18 – 200, invece, non scendono, alla focale minima, sotto i 50 cm e non risultano idonei per la “macro col grandangolo”, in quanto il soggetto risulterebbe troppo piccolo.

Nikon D 800; Sigma 15 2,8 afd. Fish Eye. Ho preferito quest'ottica al 16 mm Nikkor, perchè ha una messa a fuoco minima migliore e, quindi, più utile per questo tipo di immagini.

Nikon D 800; Sigma 15 2,8 afd. Fish Eye. Ho preferito quest’ottica al 16 mm Nikkor, perchè ha una messa a fuoco minima migliore e, quindi, più utile per questo tipo di immagini.

 

Messa a fuoco e Profondità di Campo

La messa a fuoco si effettua sui pistilli. Se vogliamo ottenere buona profondità di campo chiudiamo il diaframma. Per isolare, invece, il soggetto dallo sfondo è opportuno usare diaframmi un poco più aperti. Più ci avviciniamo al soggetto e più la profondità di campo diminuisce. Sarà, quindi, necessario, chiudere maggiormente il diaframma, per un effetto di “tutto nitido”. E’ possibile ottenere immagini interessanti sia con il fiore nitido, sia con i soli pistilli a fuoco. Attenzione che, a volte, chiudere tutto il diaframma consente di avere tutto il fiore a fuoco, ma anche lo sfondo perfettamente leggibile, che disturberebbe l’armonia dell’immagine, con i fili d’erba e i vari steli troppo visibili. A volte, infatti,  è meglio far sì che il fiore si stacchi dallo sfondo, un pò come se stessimo fotografando un ritratto, in modo da concentrare l’attenzione dell’osservatore sul primo piano. Da notare che, chiudendo molto il diaframma, a valori anche di f 16 o f 22 si possono ottenere immagini totalmente fuoco, anche se si scende leggermente sotto il valore della messa a fuoco minima. Per esempio, se la minima del mio obiettivo è di 20 cm, posso scattare con un soggetto, magari a 15 cm e, chiudendo tutto il diaframma, posso ottenerlo nitido e a fuoco, aumentando così leggermente l’ingrandimento. Occhio che, chiudendo molto il diaframma, si incorre nel problema della diffrazione che causa una notevole perdita di qualità. In questi casi, è opportuno sempre cercare di ragionare in maniera equilibrata, ovvero chiudere tutto il diaframma solo se è indispensabile e se la perdita di qualità della nostra ottica non risulta eccessiva. Ogni ottica subisce il decadimento qualitativo ad un certo diaframma, che varia da obiettivo ad obiettivo.

A volte, la messa a fuoco selettiva, aiuta a evidenziare il soggetto, sfocando il resto. Un diaframma sufficientemente aperto (f 5,6), associato alla focale dello zoom, regolata a 70 mm, ha consentito l'effetto ottenuto in foto. Nikon D 800; Nikkor 24 - 70 2,8 AF g

A volte, la messa a fuoco selettiva, aiuta a evidenziare il soggetto, sfocando il resto. Un diaframma sufficientemente aperto (f 5,6), associato alla focale dello zoom, regolata a 70 mm, ha consentito l’effetto ottenuto in foto. Nikon D 800; Nikkor 24 – 70 2,8 AF g

 

Treppiede o gomiti….

Per foto di questo genere, il treppiede è sempre utile. Consente, oltre che di ottenere immagini nitide, di comporre l’immagine con calma e precisione. Molte di queste foto, però, sono state scattate senza cavalletto, con la reflex praticamente poggiata a terra o, peggio, appoggiando i gomiti al suolo…un sistema efficace, ma un pò doloroso per le braccia. Ma, infondo, fotografare la natura significa anche un pò di sofferenza. Bene così, quindi. Soffrite e fotografate. Quindi, se non avete un cavalletto che si abbassa a livello del suolo e se non avete “buoni gomiti”, potete sempre usare lo zaino, a terra, e poggiarvi sopra la fotocamera.

 

Nikon D 800; Nikkor 24 - 70. Reflex a terra. "Gomito - Treppiede".

Nikon D 800; Nikkor 24 – 70. Reflex a terra. “Gomito – Treppiede”.

Illuminazione 

Ottimo il controluce, che evidenzia le trame dei petali e delle foglie. La luce migliore, come per altre immagini di natura, è quella bassa e radente, vicino al tramonto e poco dopo l’alba. Utile sicuramente un colpo di flash sul fiore che assolve alla duplice funzione di fermare il soggetto, se c’è vento, e di schiarire le ombre. In genere, per questo tipo di immagini, si tende a mixare la luce ambiente con la luce del flash, ovvero si utilizza la tecnica del fill in. La luce del sole e la luce del flash, quindi, sono mischiate in modo che la potenza del lampo artificiale non sia superiore a quella dell’illuminazione naturale. Il modo più semplice di utilizzare questa tecnica è quello di settare la fotocamera in M, in modo che alcuni automatismi del sincro flash non si attivino. Si misura l’esposizione, come se stessimo scattando senza il flash. Poi si accende il flash.

Il fiore diverso…

In un sottobosco ricco di fiori, come quelli che vedete nell’articolo, è opportuno anche provare a cercare qualche soggetto diverso, che si discosti per il colore, o per la forma, o per le dimensioni. Dopo aver ottenuto una serie di immagini interessanti, quindi, ci si può dedicare a qualche peculiarità estetica, come quella della foto sottostante, coi fiori di colore diverso, rispetto alla maggioranza degli altri e con un insieme di luci e ombre particolare.

 

Eccolo, tra luce e ombre, un fiore diverso, o meglio due fiori diversi, per il colore, per la posizione, vicino alle radici. Nikon D 800; Micro Nikkor 60 af d 2,8.

Eccolo, tra luce e ombre, un fiore diverso, o meglio due fiori diversi, per il colore e per la posizione, vicino alle radici. Nikon D 800; Micro Nikkor 60 af d 2,8.

 

Ancora una foto diversa, grazie all'inquadratura laterale ed al controluce, parzialmente ammorbidito dall'uso del flash, regolato in modo da non oscurare lo sfondo.

Ancora una foto diversa, grazie all’inquadratura laterale ed al controluce, parzialmente ammorbidito dall’uso del flash, regolato in modo da non oscurare lo sfondo e da illuminare il fiore in primo piano, soprattutto i pistilli che, altrimenti, sarebbero stati scuri. Nikon D 800; Nikkor 60 2,8 af; Flash pop up. F 16; 1/40 di secondo (settata in M), ovvero la stessa esposizione che ci sarebbe stata senza usare il flash.

 

Nikon D 800; Nikkor 60 af 2,8. Reflex a terra. Flash sul primo piano. f 16; 1/30 (- 0,3 EV), fill flash. Reflex settata in M, con esposizione identica a quella della luce ambiente, la stessa che si sarebbe usata anche senza l'uso del flash.

Nikon D 800; Nikkor 60 af 2,8. Reflex a terra. Flash sul primo piano. f 16; 1/30 (- 0,3 EV), fill flash. Reflex settata in M, con esposizione identica a quella della luce ambiente, la stessa che si sarebbe usata anche senza l’uso del flash.

Consigli generali per fotografare i fiori

Per consigli più specifici su come fotografare i fiori, macro o close up che sia, date uno sguardo a questo mio articolo, scritto per uno dei miei siti, ovvero FotoPerCorsi, la pagina che racconta, oltre ad argomenti tecnici, i miei corsi e workshop di fotografia. Si parla anche di:

  • obiettivi macro
  • zoom per la macro
  • tubi di prolunga e soffietti
  • lenti addizionali
  • uso del grandangolo e del teleobiettivo
  • luce e illuminazione
  • tempi e diaframmi
  • controllo della profondità di campo
  • flash
  • tecnica del fill in.

 

 

Elleboro bianco (Helleborus niger L.)

  • Nome Comune: Rosa di Natale, Elleboro Bianco, Elleboro Nero, Fiore di St. Agnese
  • Famiglia: Ranuncolacee
  • Altezza:  10-30 cm.
  • Foglie: verde scuro, coriacee
  • Altitudine: dai 1000 ai 2000 m
  • Stelo generalmente con un fiore di 5-10cm di diametro, di colore bianco o rosa.
  • Luogo: boschi misti decidui e pinete
  • Periodo di fioritura: generalmente tra Gennaio e Aprile

 

Cesare Re

Fotografo e Autore

www.recesare.com

Corsi: FotoPerCorsi

Blog: Fotografare in Montagna

recesar@libero.it

333.93.59.262

 

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