Narcisi, al Pian delle Nere.


L’albero che è caduto sulla strada ha deciso che non si può proseguire verso Castelnuovo Nigra, non da questa direzione per lo meno. Sono costretto a scendere e risalire dall’altro versante. Qui è tutto fermo: protezione civile, pompieri. E c’era anche l’enel, visto che l’albero si è schiantato su un traliccio. La forza della natura, o quella della sfiga. Dopo un lungo dialogo con un pastore tedesco, dal fiero sguardo e con coda rotante incorporata, inverto la rotta. Circa 1 ora di auto in più e una miriade di stradine per aggirare il tronco e ricongiungersi con la strada per una via alternativa. Nel frattempo il cielo si tinge di nuvole scure. Il Pian delle Nere spicca già dalla stretta strada asfaltata, e tra un tornante e l’altro, si vedono le chiazze bianche, più o meno estese, che colorano il verde dei prati. Il Pian delle Nere, insomma, è punteggiato di fiori bianchi, un alternarsi di tappeti. Giusto il tempo di preparare l’attrezzatura, caricarmi lo zaino sulle spalle per rendermi conto che c’è parecchio vento, non previsto dal “Bernacca” di turno, ma neanche dai vari siti meteo che consulto puntigliosamente, prima di ogni escursione fotografica. Fotografare i fiori con il vento non è proprio il massimo. Molto probabilmente userò, spesso, il flash, per fermare il movimento degli stelli e dei petali bianchi dei narcisi. Dopo una breve camminata, estraggo il treppiede, il mio solito gitzo: bello, leggero, stabile, indistruttibile… Ma si sa…anche i migliori, a volte, hanno i loro “colpi di testa”, nel senso che la testa del cavalletto si scassa, proprio sul più bello. Fatico a fissare la piastra, con la D800 che balla allegramente, come in un Walzer di Strauss. Niente che un pò di nastro adesivo non possa risolvere, almeno temporaneamente. Il prato di narcisi, mi dicono, non essere esattamente in gran spolvero, a causa dell’alternarsi di temperature diverse, con notevole escursione termica tra un periodo e l’altro.  In effetti non sono proprio folti. Tra l’altro, visto il cielo grigio, inizio a concentrarmi sui particolare, scattando alcune macro e dei primi piani di fiori singoli. Poi muovendosi con calma, si trovano anche punti dove scattare immagini d’insieme.

Nikon D800; Sigma 15 mm 2,8; treppiede (sdraiato e scocciato). T 1/125 di secondo; f 22; sottoesposizione - 0,3 EV; flash sb 26 (si proprio lui, vecchio di 20 anni, in M, staccato dalla fotocamera)

Nikon D800; Sigma 15 mm 2,8; treppiede (sdraiato e scocciato). T 1/125 di secondo; f 22; sottoesposizione – 0,3 EV; flash sb 26 (si proprio lui, vecchio di 20 anni, in M, staccato dalla fotocamera).

Fiori Diradati 

Per ovviare al problema dei fiori diradati, si inquadrano gli stessi da molto vicino, con ottica grandangolare. L’importante è che il primo piano sia ben occupato da uno o più fiori. Anche con un tele, utilizzando la compressione di piani (guarda sotto), si ottengono risultati interessanti. Visto che il cielo è grigio e poco attraente, lo si inquadra solo marginalmente, magari comprendendone una porzione limitata, magari con qualche vetta. Interessante alternare inquadrature orizzontali e verticali.  

L'inquadratura verticale "aiuta" a riempire la parte bassa del fotogramma. Per ovviare al problema del vento, si può utilizzare il lampo del flash in primo piano (mixato con la luce ambiente / fill in), oppure, cercare di scattare tra una folata e l'altra. Nikon D800; Sigma 12-24 mm 4 / 5,6, alla focale di 14 mm (f 16; 1/100; iso 100).

L’inquadratura verticale “aiuta” a riempire la parte bassa del fotogramma. Per ovviare al problema del vento, si può utilizzare il lampo del flash in primo piano (mixato con la luce ambiente / fill in), oppure, si può cercare di scattare tra una folata e l’altra. Nikon D800; Sigma 12-24 mm 4,5 / 5,6, alla focale di 14 mm (f 16; 1/100; iso 100). In casi come questo è utile avere un treppiede che si possa abbassare notevolmente al suolo.

Compressione dei piani. 

I teleobiettivi comprimono i piani. Maggiore è la focale e maggiore è la compressione dei piani. Se per esempio scattiamo una foto ad un filare di alberi, con un teleobiettivo da 300 mm, la distanza tra un albero e l’altro, sembrerà minore di quanto non sia in realtà. Se scattiamo una foto a molti fiori su piani diversi, i fiori stessi sembreranno essere gli uni molto più vicini agli altri. In questo modo il prato sembrerà essere più ricco di fiori.

Profondità di campo

Per foto di questo tipo, in genere, si punta ad avere una profondità di campo estesa, con i fiori ben nitidi. E’ anche interessante, però, isolare il soggetto principale, dal resto del contesto ed usare, quindi, diaframmi più aperti, come nella foto seguente. In questo caso, avere tutti fiori nitidi, creerebbe un’immagine confusa, con l’occhio dell’osservatore che non saprebbe quale sia il soggetto.

Nikon D800, Nikkor 70-200 f 4. Immagine scattata con diaframma aperto, per isolare il soggetto, ovvero i fiori sulla destra.

Nikon D800, Nikkor 70-200 f 4. Immagine scattata con diaframma aperto, per isolare il soggetto, ovvero i fiori sulla destra, in basso. Con diaframma chiuso e i fiori del tutto nitidi, l’immagine sarebbe stata confusionaria, con troppi fiori nitidi e a fuoco.

 

Nikon D800; Nikkor 105 2,8 afd; iso 160; f 5,6; 1/1000

Nikon D800; Nikkor 105 2,8 afd; iso 160; f 5,6; 1/1000

 

Nikon D800; Nikkor 15; 2,8 afd; iso 100; f 22; 1/320

Nikon D800; Nikkor 15; 2,8 afd; iso 100; f 22; 1/320; SB 26 separato. Il cielo nuvoloso e la presenza di vento “obbligano” o quasi all’utilizzo della luce artificiale. In questo caso è stato utilizzato un vecchio sb 26, separato dalla fotocamera. Il vantaggio di questo sb è che, grazie alla fotocellula, parte grazie al lampo del flash pop up.


Consigli generali per fotografare i fiori

Per consigli più specifici su come fotografare i fiori, macro o close up che sia, date uno sguardo a questo mio articolo, scritto per uno dei miei siti, ovvero FotoPerCorsi, la pagina che racconta, oltre ad argomenti tecnici, i miei corsi e workshop di fotografia. Si parla anche di:

  • obiettivi macro
  • zoom per la macro
  • tubi di prolunga e soffietti
  • lenti addizionali
  • uso del grandangolo e del teleobiettivo
  • luce e illuminazione
  • tempi e diaframmi
  • controllo della profondità di campo
  • flash
  • tecnica del fill in.

PIAN DELLE NERE

Il Pian delle Nere è un altipiano alle pendici del monte Verzel, blacone panoramico sul Canavese e sulla Serra. La zona,  da fine Marzo a fine Maggio è adornata da bellissimi narcisi bianchi.

COME ARRIVARE, da  Canavese Discovery

Da Castelnuovo Nigra proseguire in direzione Palasot e poi seguire le indicazioni per l’area attrezzata “le Nere” passando davanti alla chiesa della Madonna dell Visitazione e all’agriturismo il Narciso. Da qui si prosegue ancora per un paio di chilometri fino al termine della strada asfaltata per poi iniziare a camminare in una sella ancora un pò selvatica ma dai panorami molto suggestivi.

Cesare Re

Fotografo e Autore

www.recesare.com

Corsi: FotoPerCorsi

Blog: Fotografare in Montagna

recesar@libero.it

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2 Comments
  • Giuseppe
    giugno 13, 2017

    grazie, bello e utile questo articolo

    • Cesare Re
      agosto 24, 2017

      Grazie. In Italia ci sono luoghi interessantissimi da fotografare, anche se poco conosciuti

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