Un punto di vista diverso per fotografare le montagne

A volte, fotografando le montagne c’è il rischio di scattare immagini scontate, banali o comunque molto convenzionali o simili a quelle della maggior parte dei fotografi. Dando per scontato l’approccio tecnico e, quindi, la conoscenza delle regole del linguaggio fotografico (mi riferisco particolarmente all’inquadratura, alla composizione e al punto preciso dello scatto, la scelta dell’ottica), proviamo a ragionare sulle possibilità di ottenere scatti diversi.

Una semplice panoramica, per mostrare il luogo in sè stesso. Unione di 6 scatti.

Una semplice panoramica, per mostrare il luogo in sè stesso. Unione di 6 scatti.

Cercare qualche scatto diverso, davanti ad uno scenario famoso a una vetta celebre diventa determinate. Intendiamoci…..è importante anche in pianura, o in qualsiasi altro luogo, ma in montagna è ancora più determinate per il semplice fatto che parliamo di un mondo verticale che sembra essere bello e suggestivo di per sé stesso, come se se facesse l’autoscatto. Proprio la questione “autoscatto” è la più importante: se vogliamo ottenere delle immagini interessanti, che comunichino qualche cosa, dobbiamo cercare di andare oltre la concezione di “foto da cartolina”, immagine che non considero e non considererò mai in senso negativo, ma che tende a trasmettere poco il concetto di originalità. Rappresentare il paesaggio, a volte, significa anche cercare di mostrarlo in maniera diversa, più personale, in questo caso, però, rimanendo fedeli al concetto di fotografia di montagna. Arrivati alla meta, un rifugio, un lago, un alpeggio, si è portati a fermarsi e a scattare le relative immagini, magari senza muoversi ulteriormente, neanche di pochi passi. Anni fa, giunto al Rifugio Mezzalama, in Val d’Ayas (Val d’Aosta), mi sono fermato sullo spazio antistante la capanna, per altro chiusa, poiché era fine ottobre. Dopo il “lauto pasto”, classico spuntino al volo,  mi son preso la briga di girare sul retro del rifugio, per vedere un bel gruppo di stambecchi femmine coi cuccioli. Sembra banale, ma un semplice passo in più ha cambiato di molto le mie possibilità fotografiche. Lo stesso ragionamento è applicabile a molti altri casi. A volte è sufficiente camminare qualche minuto in più per trovarsi in un luogo migliore, diverso, e ottenere così foto dello stesso gruppo montuoso, dello stesso soggetto insomma, con una prospettiva un pò diversa, o comunque, meno comune.

Lago d'Arpy. Nikon D800; Nikkor 24-70 2,8 af s. Focale 24mm

Lago d’Arpy. Nikon D800; Nikkor 24-70 mm 2,8 af s. Focale 24 mm. Il primo piano rende la foto interessante e meno convenzionale.

Il Lago d’Arpy, nei pressi del Colle San Carlo, in zona La Thuille, è uno degli specchi d’acqua valdostani più frequentati e fotografati, con le Grandes Jorasses sullo sfondo. Trovare una chiave di lettura diversa, però, è sempre possibile. La prima  cosa da fare è non fermarsi alle apparenze e analizzare il soggetto da più punti di vista. Lo scorcio classico del luogo è sicuramente quello con le cime del gruppo del Monte Bianco sullo sfondo. Nella foto pubblicata ho cercato un elemento, in questo caso i fiori gialli, che occupasse il primo piano. I fiori, oltre a rendere la composizione più interessante, raccontano anche l’idea della stagione, di una sorta di inizio estate.

Cervino illuminato per i 150 anni della prima ascensione. La posizione da cui è stata scattata la foto è particolare, diversa dalle location da cui sono state immortalalte la maggior parte delle immagini pubblicate, in quel periodo, sui vari social.

Cervino illuminato per i 150 anni della prima ascensione. La posizione da cui è stata scattata la foto è particolare, diversa dalle location da cui sono state immortalare la maggior parte delle immagini pubblicate, in quel periodo, sui vari social.

Nel 2015 il Cervino era illuminato, quasi a giorno, per i festeggiamenti per il 150 anniversario della prima salita. Preferendo i soggetti naturali, o comunque un Cervino meno artificioso, mi ero ripromesso di non fotografarlo in quel periodo, un ragionamento ascetico, quasi da purista. Il proposito, purtroppo non è durato molto, a causa delle numerosissime foto che apparivano su facebook. Belle, interessanti, ma tutte scattate, più o meno, dagli stessi posti, a parte un paio di lodevoli eccezioni. Conoscendo molto bene la valle e i luoghi per fotografare il Cervino, mi è venuto in mente uno scorcio particolare, a mezza valle (Valtournenche), un luogo diverso per ottenere una foto originale che potesse essere diversa e distinguersi dalle molte che avevo visto pubblicate sui social. Non che io sia o mia senta più bravo degli altri, ma semplicemente conoscevo un luogo meno convenzionale per scattare. A volte conoscere bene i luoghi può fare la differenza. Al freddo, nella neve, dopo una breve camminata raggiungo il luogo, sistemo il cavalletto e scatto alcune immagini con la Nikon D800 e il 70 – 200 2,8 afs, con focale vicina alla massima, vista la distanza dal “Nobile Scoglio”. Tra le foto scattate in questa sessione, ho scelto quella che vedete in questa pagina.

 

Cesare Re

Fotografo e Autore

www.recesare.com

Corsi: FotoPerCorsi

Blog: Fotografare in Montagna

recesar@libero.it

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8 Comments
  • Paolo
    agosto 3, 2016

    Bello il lago d’Arpy. Fotogenico in tutte le stagioni

    • Cesare Re
      agosto 3, 2016

      Molto fotogenico.

      • Cesare Re
        agosto 3, 2016

        Sia che ci siano i riflessi o meno, l’acqua con le montagne sullo sfondo rende moltissimo in fotografia. E’ anche interessante come spunto per immagini panoramiche.

    • Cesare Re
      gennaio 24, 2017

      Si, bello e semplice da raggiungere

      • Paolo
        gennaio 24, 2017

        Anche in inverno è interessante per le foto

  • DenrioLok
    gennaio 31, 2017

    Super :)))

  • Gabriele
    marzo 13, 2019

    Magica la fotografia scattata al Cervino di notte. Ma il luogo dove hai posizionato il treppiedi è segreto o si può sapere? Grazie.

    • Cesare Re
      marzo 14, 2019

      Non ho segreti, come dico spesso durante i miei corsi di fotografia o workshop. Il problema è che non saprei descrivertelo. Salendo lungo la Valtournenche, poco dopo Antey e poco prima di una galleria, lungo la strada principale, c’è una deviazione sulla destra. Più o meno li. La prossima volta che capito in zona, provo a individuare dei punti di riferimento migliori. Ad oggi, non riesco a descrivertela meglio di così. Spiace.

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