Il Monte Rosa in bianco e nero.

La caotica colata glaciale del ghiacciaio del Lys, sembra quasi incanalata da due argini rocciosi. Il ghiaccio è vivo, anche se quasi morente: crepita, respira, si stira, urla, sembra quasi imprecare il suo dolore. Il ghiaccio bianco è sovrastato da alcuni dei “4000” del Monte Rosa, ripresi dal versante valdostano. Da destra: Punta Giordani, Piramide Vincent, Balmenhorn, Corno Nero e Ludwigshohe, in sfilata. L’immagine ha una forte componente grafica ed anche dal vivo la sensazione era questa, ovvero quella di vedere un’insieme di forme e di linee. Insomma è proprio la classica foto che si presta per il bianco e nero.  E’ stata scattata, in NEF (RAW) a colori e convertita successivamente con SILVER EXEF PRO 2. Il dettaglio è reso dal sensore della Nikon D800 e dal Nikkor 70 – 200 f4; f11; iso 100; 1/800. Da un punto di vista compositivo, la Piramide Vincent (4215 m) è posta centralmente, contrariamente alle regole, o meglio ai consigli di composizione. In questo caso, credo proprio possa stare in quella posizione. Stesso discorso per la colata glaciale che sembra quasi discendere direttamente dalla Vincent. Sono parecchie le foto che ho scattato oggi, a Gressoney, nella zona di Punta Bettolina, tutte a colori, anche se, per alcune di esse, avevo già idea di convertirle in bianco e nero. Per usare un termine caro ad Ansel Adams, le avevo già previsualizzate come monocromatiche, ma scattate a colori. Il sensore delle reflex digitali è, infatti, progettato per il colore e lavora meglio in questo modo. La conversione di effettua poi in post produzione.

Cesare Re

Fotografo e Autore

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