Tramonto sul gruppo del Rutor

Di ritorno da una gita invernale in Valsavarenche, avevo in programma di fermarmi in un punto panoramico, nei pressi di Saint Nicolas, poco sopra la conca di Aosta, per fotografare il tramonto sui monti sopra la città. La giornata invernale era parecchio ventosa, quindi tersa e ideale per fotografare il tramonto. Raggiunto il punto prescelto, con discreto anticipo, piazzo il treppiede e aspetto, con calma. L’attesa per scattare immagini all’alba, o al tramonto, è uno dei momenti che preferisco, soprattutto per l’alba. Vedere le cime che, a mano a mano, ci colorano, con il ghiaccio che prende forma disegnato dalla luce, oppure osservare la roccia che sorge dal buio o si nasconde nelle tenebre è sempre un’insieme di attimi veramente particolare.  All’alba, poi, c’è sempre una grande tranquillità, un silenzio quasi irreale, persino per un alcuni luoghi sperduti di montagna. In questo tramonto, vista la stagione invernale, il momento del calar del sole avviene piuttosto presto. Inizio a scattare, infatti, verso le 17:00 di uno dei primi giorni di gennaio, per continuare, per una ventina di minuti, sui monti sovrastanti Aosta e, in particolare, su Emilius, Grivola e Rutor. Quasi tutte le vette sono impreziosite dalla presenza di nubi lievi e striate dal vento che rendono il cielo molto interessante. La foto del post, è stata scattata con la Nikon D300 e il Nikkor 80 – 400 VR 4,5 / 5,6 Afd, l’unica focale lunga che avevo con me e che avevo utilizzato, in giornata, per fotografare gli ungulati nel Parco del Gran Paradiso. In questo caso, ho scelto di riprendere le forme delle montagne in silhouette, in modo da rendere totalmente nere le vette, per eliminare alla vista la presenza di alcuni tralicci della corrente che, personalmente, considero antiestetici. E’ vero che questi elementi sono presenti, ma per il mio lavoro, ovvero la pubblicazione su libri e riviste, tralicci, pali, bidoni della spazzatura e similari non sono considerati accettabili. Ho misurato, quindi, l’esposizione in spot sul cielo, sottoesponendo, in modo da rendere più scure le sagome delle montagne. Ho poi accentuato il colore nero in post produzione, con Photoshop, in modo da non rendere leggibile tutta la parte in ombra della foto.  Nikon D300; Nikkor 80-400 4,5 / 5,6 Afd; VR 1. Focale 130 mm; iso 220; f 8; 1/250. Misurazione spot sul cielo; – 1/3 EV.

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