Il Cervino e l’Acqua

 

Stavo camminando verso il Rifugio Duca degli Abruzzi, all’Oriondé, ai piedi del versante italiano del Cervino, in Valtournenche. Ancora non sapevo che alcune delle foto che avrei scattato avrebbero contribuito a illustrare il libro “I 50 SENTIERI PIU’ BELLI DELLA VALLE D’AOSTA”, Iter Edizioni, scritto a 4 mani con Stefano Ardito. Inutile sprecare aggettivi per descrivere la magnificenza del Cervino, la sua estetica e l’imponenza delle rocce grigie di questo triangolo alto più di 4000 m. Ho innumerevoli foto del versante italiano del Cervino (4478 m), da diversi punti di vista, con ottiche diverse e in stagioni e situazioni meteo diverse. In quel momento, però, una foto di questo genere, con l’acqua del disgelo e la cima sovrastante mi mancava. C’è sempre una foto che ti manca e che vorresti scattare. Guadando i vari torrentelli da disgelo, in un inizio luglio, ho iniziato a cercare un punto adatto per lo scatto. Il vero problema non è tanto trovare la giusta composizione o ragionare su questioni tecniche, ma semplicemente individuare il punto idoneo per piazzare il treppiede, in un posizione da garantire una buona stabilità, sia per evitare di ottenere una foto mossa, sia e soprattutto per evitare di “fare il bagno” con fotocamera e obiettivi…l’acqua è fredda, a queste quote…Siamo circa a 2800 metri. Il cavalletto, tra l’altro, è indispensabili per immagini come questa, dove è necessario avere un tempo di posa piuttosto lungo, per ottenere l’effetto mosso dell’acqua. Tra l’altro, questo genere di foto, con colori semplici e reali, sono tra le mie preferite. Poca post produzione, pochissima anzi, giusto quella indispensabile per sviluppare il file NEF (Raw di Nikon). La foto è scattata con la Nikon D800 e il Nikkor 24-70 2,8 AFG, una delle mie ottiche preferite. Siamo spesso portati a scattare in orizzontale, ma davanti a situazioni simili, il verticale rende molto l’imponenza della montagna. Per la verità, in orizzontale, con la focale più grandangolare che avevo (24 mm), il cervino veniva mozzato, senza la cima…lesa maestà, in tutti i sensi ! Lavorando per l’editoria (libri e riviste) scatto sempre foto in orizzontale e in verticale dello stesso soggetto. Sempre, o quasi. In questo modo si aiutano i grafici e l’art director a scegliere e impaginare la foto, anche in base al testo dell’articolo. Questo scatto, in effetti, è solo verticale, per questioni di “spazio”, ma successivamente sono riuscito a inquadrare il Cervino anche in orizzontale, da un altro torrente, da un punto leggermente più distante dalla cima. Il Cervino è già grosso di suo, se poi cercate di fotografarlo da molto vicino, la cosa si complica. Insomma, servono ottiche con un angolo di campo molto esteso.

Quindi, come è stata scattata l’immagine ?

Ho piazzato il treppiede in acqua, disponendo bene le 3 gambe, in modo che le rocce aiutassero a renderlo più stabile. Ho posizionato la fotocamera in verticale. Questo è il momento più complicato. Avevo il mio fidato Gitzo in carbonio (ho parlato di treppiedi in questo post: Il Treppiede in Montagna), con relativa testa a sfera. La testa a sfera è comodissima, leggera e veloce. Per contro, rende più complicato piazzare l’insieme fotocamere e obiettivo in verticale, soprattutto se il tutto è un pò pesante, come la mia D800 e il 24-70 Nikkon 2,8. Più o meno siamo quasi sui 2 kg. In questi casi, per precauzione, tengo comunque la fotocamera con la tracolla al collo, anche se è saldamente agganciata al treppiede. Ho messo gli iso a 100, il diaframma a f 16, per avere buona profondità di campo. La luce era molta. Quindi, per avere un tempo di posa lento e ottenere il mosso dell’acqua, ho utilizzato un filtro ND 8 (neutral density. Se ti interessano info su questi filtri, ne ho parlato qui, su FotoPerCorsi), in modo da togliere tre stop di luce. Sono quindi passato da 1/125 di secondo (era proprio tanta la luce) a 1/15. L’acqua era abbastanza veloce, vista la stagione di pieno disgelo, e 1/15 è stato sufficiente per ottenere l’effetto seta del torrente, senza avere il bianco sovraesposto, come capita quando il tempo di posa è troppo lungo, rispetto alla velocità della cascata.

Spunti da questo post:

FILTRI NEUTRAL DENSITY, sulla pagina di FotoPerCorsi

IL TREPPIEDE IN MONTAGNA

LA FOTOGRAFIA DI PAESAGGIO,  sulla pagina di FotoPerCorsi

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