Alcuni dei miei alberi ci sono ancora

Eccoli…ci sono ancora. I miei alberi, i miei abeti sono ancora li, maestosi, giganti, quasi del tutto intatti. Posso ancora ascoltare la musica dei violini, camminare con calma alla loro ombra e fermarmi sul mio cippo per il mio piccolo rituale sonoro, tra gli abeti di risonanza, come descritto nello scorso post. Quell’angolo di bosco d’abeti, nei pressi dei Paneveggio, è stato risparmiato dalla tremenda Vaia. Lo stesso, purtroppo, non si può dire per altre zone di bosco limitrofo dove la furia del vento si è abbattuta con una veemenza sino ad allora sconosciuta alle nostre latitudini.  Appena tornato da un giro nel Parco Paneveggio Pale di San Martino, ho avuto modo di vedere dal vivo quello che è successo dopo il passaggio di Vaia, la tempesta o tornado o fortissimo vento che ha colpito molte zone del Trentino e del Veneto. Secondo me, neanche i meteorologi sanno come definire questo impetuoso fenomeno atmosferico che ha sradicato alcune parti di bosco, nell’autunno del 2018. E’ doloroso per me, oggi, luglio 2019, vedere la situazione: magnifici abeti accatastati, sradicati, spezzati, divelti, morti. Gli alberi da risonanza, quelli di Stradivari, suonano melodie di requiem. Ma la cosa più impressionante è il profumo, profumo di resina, profumo di legno, profumo di morte. E’ vero, il bosco probabilmente si riprenderà. Ci vorrà molto tempo. Per qualcuno, affinché l’aspetto del bosco torni ad essere quello che conoscevamo, saranno necessari almeno un centinaio di anni, per altri addirittura 150 o 200. Non posso che augurarmi che la gestione di questo patrimonio forestale sia oculata e precisa, come lo è stata del resto negli ultimi anni.

Alberi a Paneveggio

L’angolo di bosco, descritto in questo post:  “Ci saranno ancora i “miei” alberi ?” .  Questo abete è sicuramente vittima di un fulmine. Questa zona di bosco è stata risparmiata da Vaia. Basta, però, allontanarsi di qualche centinaio di metri, per vedere alcuni dei luoghi dove gli alberi hanno subito la furia degli elementi.  Nikon D810; Nikkor 24-70 2,8 AFG.

 

Abeti che hanno subito la tempesta Vaia

Da Paneveggio a Passo Valles. Luglio 2019.

 

Paneveggio

Da Paneveggio a Passo Valles. Luglio 2019.

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Predazzo, salendo verso il paesino di Paneveggio.

Predazzo, salendo verso il paesino di Paneveggio. Evidentissimo lo squarcio nel bosco. In questo caso gli alberi caduti non sono ancora stati rimossi.

Tecnica Fotografica: questa immagine è stata scattata utilizzando il flash sul primo piano, sull'albero colpito dal fulmine. Il lampo è stato dosato, in modo da illuminare solo il primo piano, il tronco. La luce artificiale è stata mixata con la luce ambiente del sole. La temperatura fredda del lampo del flash è stata "scaldata" usando una gelatina ambra direttamente sulla parabola del lampeggiatore.

Nikon D810; Sigma 12-24  f 4/5,6. Dati di scatto:  f 8; 1/125; iso 320; Flash Sb 800; Gelatina ambra sul lampeggiatore. Parabola direzionata lateralmente. Focale 12 mm

Tecnica Fotografica:

Quest’ultima immagine è stata scattata utilizzando il flash sul primo piano, sull’albero colpito dal fulmine.  Senza il flash, l’albero sarebbe risultato piuttosto scuro e, comunque, in ombra. Il lampo è stato dosato, in modo da illuminare solo il primo piano, il tronco sulla destra. La luce artificiale è stata mixata con la luce ambiente del sole, in modo da non oscurare lo sfondo, dove il lampo del flash non sarebbe sicuramente arrivato. La temperatura fredda del lampo del flash è stata “scaldata” usando una gelatina ambra direttamente sulla parabola del lampeggiatore.  Ho misurato l’esposizione della luce ambiente, impostando, di conseguenza tempi e diaframmi. Ho poi acceso il flash, con la fotocamera in Manuale (“M”), in modo che non intervengano altri automatismi ad interferire con i parametri di esposizione. Il diaframma di f 8 ha consentito alla luce di illuminare il cippo, ma di non bruciarlo, sovraesporlo, in gergo fotografico.

 

Questo post è il seguito di “Ci saranno ancora i “miei” alberi ?”

Se ti interessa qualche consiglio su come fotografare gli alberi:

Fotografare gli alberi su FotoPerCorsi 

Larici all’Alpe Veglia

Altri post sulla zona delle Pale di San Martino

Lo spettacolo fotografico del tramonto sulle Pale di San Martino

Spirito e incenso sulle Pale di San Martino

In volo sulle Pale di San Martino

 

 

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3 Comments
  • Greg Poulsen
    agosto 21, 2019

    Mi è piaciuto molto il tuo lavoro.
    È fantastico quando puoi migliorare le tue capacità guardando il tuo articolo. Grazie a te ho trovato le risposte alle mie domande.
    Ti auguro il meglio
    Greg

    • Cesare Re
      agosto 24, 2019

      Ti ringrazio. Mi do da fare, dai. Ciao un saluto. Buone foto.

    • Cesare Re
      agosto 24, 2019

      Se hai domande o curiosità, son qui. Ciao.

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