La copertina di TREKKING&Outdoor. N 300: Val di Mesdì, gruppo del Sella.

Ecco la mia copertina del numero 300 della Rivista TREKKING&Outdoor. La foto è una delle mie immagini che ho selezionato per l’articolo sul gruppo del Sella, nelle Dolomiti, presente sullo stesso numero. Per chi non lo sapesse, quando si presenta un articolo (testi e foto, in questo caso) in una redazione, si selezionano molte immagine, in questo caso una sessantina. Tra queste foto,  la redazione e l’art director scelgono quelle ritenute migliori per illustrare l’articolo. In genere una decina, anche se non esiste una precisa regola numerica. Ottenere l’immagine di copertina è sempre una notevole soddisfazione. Questa foto è stata poi pubblicata anche nell’articolo stesso. L’immagine è stata scattata lungo la traversate del Sella, precisamente, scendendo nella lunghissima Val di Mesdì, un vero e proprio “Canyon Dolomitico”, un intaglio di roccia, dove si cammina tra pareti e guglie dolomitiche, dall’aspetto agile e turrito. Percorrere questo vallone, in salita o discesa, è un’esperienza che consiglio agli appassionati di montagna e di fotografia. L’estetica del luogo è veramente unica e peculiare, anche se, nelle Dolomiti, forcelle e intagli rocciosi sono piuttosto frequenti lungo il cammino dell’escursionista.

Copertina rivista Trekking

La copertina della Rivista TREKKING&Outdoor, numero 300. “Camminare con voi, per conoscere l’uomo e il suo mondo”, il motto della la rivista che, a volte, viene riassunto con un più succinto “camminare per conoscere”

La foto, come si vede nella didascalia, è stata scattata con una pellicola per diapositive, la Kodak Elite 100. L’immagine è stata scansionata con il Nikkor Coolscan V Ed, il Top per quanto riguarda gli “scanner da tavolo”, uno dei pochi ad avere all’interno un vero e proprio obiettivo da ingranditore. Nulla a che vedere con uno scanner piano. Qui, inserisci una diapositiva per volta, che viene scansita “con calma”, insomma con la giusta lentezza per registrare tutte le informazioni di colore, gamma dinamica, e così via.  La fotocamera è la fida Nikon F90x, una delle mie preferite, in assoluto, tra tutte quelle che ho avuto occasioni di utilizzare in quasi 20 anni di professione. Robusta, quasi indistruttibile. L’ottiche è addirittura un vecchio Nikkor 24 2,8 AIS, acquistato usato nel 1996, “inaugurato” in un’escursione al Lago Bianco, all’Alpe Veglia, dall’altro angolo delle Alpi, rispetto alle Dolomiti. Un’ottica che ho poi successivamente venduto, ma che a volte rimpiango ancora, per la sua robustezza, per la sensazione metallica della sua fattura e anche per la buona qualità ottica, anche se le specifiche tecniche sono addirittura del 1981, come evoluzione di progetti ottici ancora precedenti. La lente è leggera (solo 250 gr), contrastata, forse leggermente più morbida ai bordi estremi, ma di buonissima qualità. Di seguito alcune foto presentate alla redazione per il relativo articolo. L’originale di copertina, un tramonto, la foto d’apertura impaginata e poi pubblicata e l’originale, subito di seguito. Infine uno scatto verticale, con una rara cascatella.

Dolomiti, gruppo del Sella

L’immagine scelta, poi, dalla redazione e dall’art director per la copertina. Nikon F90X; Nikkor 24 2,8 AIS; Kodak Elite 100.

Gruppo del Sella, Dolomiti

Tramonto sul Sella, dai pressi del Passo Gardena. Nikon D800; Nikkor 24.70 2,8 AFG;focale 55 mm;  iso 200; f 8; 1/60; Treppiede. Se volete altre info, su questa immagine, ne ho parlato qui: “Un tramonto ben riuscito”.  Per la cronaca, questa immagine non è stata pubblicata nell’articolo della rivista.

gruppo del Sella al Tramonto

Sopra, l'immagine impaginata come foto d'apertura. Qui sotto, invece, la foto originale, scattata con la Nikon D800, il Nikkor 24-70 2,8 AFG, regolato a 60 mm; iso 125; f 8; 1/60; treppiede.

Sopra, l’immagine impaginata come foto d’apertura. Qui sotto, invece, la foto originale, scattata con la Nikon D800, il Nikkor 24-70 2,8 AFG, regolato a 60 mm; iso 125; f 8; 1/60; treppiede. Determinante lo spazio, sul cielo, per l’inserimento dei titoli e della didascalia.

Cascatella ai piedi del Sella

La calda luce del tramonto, sulle turrite cime del Sella, nei pressi del Passo Gardena. Nikon F90X; Nikkor 24 2,8 AIS; Kodak Elite 100; polarizzatore, treppiede. La piccola cascata è dovuta alla fusione della neve. Sono piuttosto rari torrenti e cascate, in questa zona di Dolomiti, per lo meno in periodo estivo, quando sono sempre, o quasi, in secca.

Immagine per capire l'ambiente del canyon della Val di Mesdì.

Immagine per capire l’ambiente del canyon della Val di Mesdì. Nikon F90x; Nikkor 24 2,8 AIS. Elite 100

Un estratto dell’articolo sul Sella, pubblicato sul “cartaceissimo” n. 300 della Rivista TREKKING&Outdoor, è stato pubblicato anche sul portale della stessa rivista, nel quale è inserito anche  questo blog “FOTOGRAFARE IN MONTAGNA”. Se vuoi approfondire, ecco il link: Gruppo Sella: la roccia delle valli Ladine

 

Cesare Re

Fotografo e Autore

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2 Comments
  • Gabriele
    marzo 14, 2019

    Ho visto che la fotografia del numero 300 di Trekking è stata scattata con una reflex a pellicola, la F90X appunto. Ebbene il risultato è magnifico e credo che ancora oggi le fotocamere a pellicola non abbiano nulla da invidiare alle moderne reflex digitali.

    • Cesare Re
      marzo 15, 2019

      Il risultato dipende da tutto il processo: dalla ripresa, dal tipo di pellicola, dal tipo di scanner utilizzato per digitalizzare la diapositiva (per l’editoria si usavano praticamente solo le dia) e dal processo di stampa in tipografia. Diciamo che ci vuole uno scanner di qualità. Il top rimane sempre lo scanner da tipografia, cosiddetto a tamburo. Ci sono, però, ottimi scanner da tavolo, come i Nikon (tipo coolscan V che utilizzo io), oppure i vari Imacon che, però, costano tantissimo. A prescindere da tutto, la scansione viene bene solo se si parte da una diapositiva scattata a regola d’arte: nitida, ferma e a grana fine. Ci sono anche parecchi laboratori professionali che fanno le scansioni. Anche in questo caso il prezzo unitario non è basso, ma è giustificato da tutto il procedimento. Nei laboratori, in alcuni, per lo meno, è anche possibile noleggiare la postazione di scansione e fare da se, nel laboratorio. In questo caso il costo è orario. Comunque la qualità dipende dal processo , dallo scatto alla stampa. Ma anche per il digitale è la stessa cosa.

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