Ma il Cervino è quello giusto ?

Ho moltissime foto del Cervino. Ho scattato immagini in tutte le stagioni e da vari punti panoramici, soprattutto in Valtournenche. In inverno, in genere, i colori del tramonto sono più tersi, incisi e intensi, soprattutto nelle giornate con un pò di vento. Certo, fa freddo, bisognerebbe scattare con i guanti, anche se poi la cosa diventa piuttosto complicata: difficile maneggiare le ghiere del treppiede e regolare le impostazioni su fotocamera e obiettivi. Il prezzo da pagare sono mani screpolate e un pò di sano dolore…Queste due foto sono state scattate nello stesso shooting, in una gelida giornata invernale. Il momento del tramonto rimane, per me, sempre un’insieme di suggestioni e sensazioni. Vedere le cime e le nubi che assumono tonalità calde come arancio, rosso, vermiglio, con le rocce e i seracchi che prendono vita e risplendono di luce propria significa vivere un momento particolare, uno di quelli per cui vale la pena camminare, faticare e fotografare. Quella giornata, ho registrato sulle mie schede di memoria e nella mia testa, diverse foto, scattando con il Nikkor 24-70 2,8 AFG e con il Nikkor 70-200 4 AFG, montati su Nikon D800 e Nikon D810, entrambe su treppiedi. Finita la sessione di scatto, è il momento di scegliere le foto, il cosiddetto procedimento di editing, una delle cose più complicate per un fotografo. Sicuramente vi parlerò dell’editing in un prossimo futuro. Torniamo, invece, al cospetto della piramide del Cervino. Uno degli scatti di questa sessione è stato scelto per il mio libro “FOTOGRAFARE IN MONTAGNA”, Edizioni del Capricorno, pubblicato a doppia pagina.

Cervino al tramonto

Eccola, a doppia pagina, la foto pubblicata sul mio libro “FOTOGRAFARE IN MONTAGNA”, Edizioni del Capricorno.

E’ stata la scelta giusta, considerando anche tutte le altre immagini ? Al momento avrei proprio detto così. Oggi, in verità, qualche dubbio si è insinuato nella mia testa, nel mio archivio “mnemonico – fotografico”, nel senso che, per caso, preparando una presentazione del mio libro (a 4 mani con Stefano Ardito), I 50 SENTIERI PIU’ BELLI DELLA VALLE D’AOSTA, Iter Edizioni, ho “scovato” l’altra immagine che vi mostro, qui sotto. E’ difficile scegliere le proprie foto. Credo che entrambe le immagini siano valide e interessanti. Oggi forse, avrei scelto questa, qui sotto, con la doppia nube.

Ecco la foto utilizzata nella presentazione del libro "I 50 SENTIERI DELLA VALLE D'AOSTA" e non pubblicata sul libro "FOTOGRAFARE IN MONTAGNA", per il quale è stata scelta la successiva.

Ecco la foto utilizzata nella presentazione del libro “I 50 SENTIERI DELLA VALLE D’AOSTA” e non pubblicata sul libro “FOTOGRAFARE IN MONTAGNA”, per il quale è stata scelta la successiva. Nikon D800; Nikkor 24-70 2,8 afg; f8, 1/125; iso 100; focale 48 mm. Treppiede.

 

Matterhorn

La foto del Cervino, pubblicata sul libro “FOTOGRAFARE IN MONTAGNA”. Nikon D800; Nikkor 24-70 2,8 afg; f8; 1/30; iso 100; focale 48 mm. Treppiede.

 

Cervino al tramonto

Ovviamente, ecco anche uno scatto in verticale, dello stesso soggetto. Cervino al tramonto. Nikon D800; Nikkor 70-200 afg 4. Lavorando per l’editoria, scatto sempre foto orizzontali e verticali dello stesso soggetto, per facilitare l’art director e il grafico nella scelta dello scatto. A volte, si sceglie tra orizzontale e verticale, anche a seconda della lunghezza del testo e del tipo di impaginato del libro o della rivista.

Tecnica Fotografica

Queste immagini sono state scattate utilizzando il treppiede. Oltre a prevenire il mosso, “costringe” ad effettuare una serie di regolazione lente che richiedono di concentrarsi maggiormente sul soggetto, soprattutto per quel che riguarda la composizione. La misurazione dell’esposizione è avvenuta sulle alte luci, in spot o media compensata, In genere, in questi casi, misuro l’esposizione sulla parte più illuminata delle cime (in spot), oppure sul punto di stacco, tra la roccia illuminata e il cielo (in media compensata). In queste situazioni, senza elementi in primo piano, utilizzo un diaframma intermedio, non necessitando di chiudere, per avere profondità di campo estesissima. In questo shooting, il diaframma è stato regolato, generalmente, a f8. Gli iso sono sempre sui 100, per ottenere immagini ben nitide, contrastate e con assenza di rumore digitale.

Ho parlato del libro in questi post: Fotografare in Montagna e in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=JFDm3gmdT3c

 

 

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1 Comment
  • Lisa
    agosto 29, 2019

    Great! Found that article researching about Matterhorn. Matterhorn is a fold mountain. Love Photographs with the insane sky!

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