Monte Rosa: un crop o una panoramica ?

 

Le immagini di paesaggio in formato panoramico attirano l’attenzione dell’osservatore, per il particolare rapporto dimensionale tra i due lati. Si definisce “panoramica”, una foto nella quale il lato lungo deve essere notevolmente più esteso di quello corto. Anni fa, in epoca analogica (che brutto termine, meglio dire ai tempi della pellicola), mi dotai quasi subito di una Horizon, fotocamera panoramica ad obiettivo rotante. Ne ho parlato in vari articoli, soprattutto qui: Horizon, panoramiche in pellicola. Iniziai, così, a proporre a redazioni di riviste e photo editor vari anche le immagini di formato 24 per 58 mm, che venivano spesso poi pubblicate su carta patinata. In futuro poi, si sarebbe aggiunta anche una Hasselblad X Pan, altro tipo di fotocamera panoramica, ma questa è un’altra storia. Una volta, in una rivista della quale non faccio il nome.., mi risposero che le fotografie di panorami erano molto gradite. Di panorami ! Ma io intendevo “fotografie panoramiche”, ovvero quelle nelle quali la proporzione tra lato corto e lato lungo risulti essere notevolmente dilatata (24 per 58 mm o 24 per 64 mm, per le mie fotocamere, invece del canonico 24 per 36 mm). Insomma, senza perdersi in definizione, in questo post, vi racconto di questa foto, ottenuta in formato panoramico con il semplice taglio del fotogramma. Si, proprio così. Non vi parlerò dello stitching, tecnica digitale panoramica per eccellenza. Stitching, in inglese, significa, infatti, cucire. Si scattano più immagini per unirle, giustapporle, usando un apposito programma.  Ho parlato di stitching in questo post: Panoramica sulle Pale di San Martino . Vi ho raccontato anche la storia di una fotografia panoramica, decisamente complicata, con unione di più scatti, in questo articolo sul sito FotoPerCorsi: Panoramica sulla pareste Est del Monte Rosa. Dicevo, quindi, che si possono ottenere ottime foto panoramiche con il semplice taglio del fotogramma. Non vedo dove sia il problema. Tutte le volte che scegliamo un’inquadratura, stiamo già di per se, escludendo, e quindi tagliando, una parte del panorama, scegliendo una porzione di quello che vediamo per eleggerla ad immagine finale. E’ raro, però, il fatto che si ottengano buone panoramiche da foto scattate in formato normale, senza averle già previsualizzate in panoramico. Ovvero, l’idea del futuro taglio è già presente al momento dello scatto. Si scatta, quindi, la foto, già sapendo dove si andrà ad effettuare il crop, nella fase di post produzione. Il processo di scatto è meno difficile di quando non sembri. Un banale accorgimento è quello di aiutarsi con il reticolato presente nel mirino della nostra fotocamera. E’ molto utile ed aiuta parecchio, nell’immaginare come sarà il risultato finale. La foto del Monte Rosa che vedete qui, scattata dal Parco del Ticino, è il risultato di una velocissima corsa in un punto panoramico, individuato negli anni. Dopo una giornata di pioggia continua e un susseguirsi di temporali estivi, verso sera, iniziavano ad aprirsi squarci limpidi nel cielo. Ho pensato di fare un tentativo, per vedere se sarei riuscito a scorgere il Monte Rosa, tra le nubi e i cirri nebbiosi, tipici di quel momento e di quella particolare situazione. Mentre ero in viaggio, il cielo diveniva sempre più promettente, con luce bassa, radente, e nubi coloratissime. In quei momenti la mia professione, per me, diventa come un qualcosa di magico: l’attesa, quella sorta si suspense, l’impazienza e la frenesia si impadroniscono di me e sono decisamente l’opposto delle sensazioni necessarie per scattare delle buone foto di paesaggio, dove è necessario essere riflessivi, dove si deve ragionare sui parametri di scatto e sui valori da impostare su fotocamera e lenti. Sono queste, però, le situazioni dove ottengo i risultati migliori, forse perchè, negli anni, i parametri di scatto sono ben scolpiti nella mia mente e, infondo, le mani e le dita si muovono quasi in automatico sui tasti, senza pensarci, come se fosse il paesaggio stesso a guidarmi nel trovare la giusta formula per ottenere una buona immagine. Quando arrivo nel luogo prescelto, il paesaggio, il colore, il Monte Rosa, è già quasi al suo momento di “clou estetico”. Scatto alcune foto, neanche molte, con la Nikon D800 e il Nikkor 70-200 AFG f4. Ho già in mente il taglio panoramico da praticare in post produzione. Lo spettacolo, sicuramente, è valso lo sforzo e la corsa a rotta di collo in questo angolo di Parco del Ticino. Tra i vari scatti, scelgo questo che vedete, forse non è il migliore in assoluto, ma è quello che avevo previsualizzato già prima di arrivare in loco.

 

Riepilogo dei link sulla fotografia Panoramica 

Panoramica sulle Pale di San Martino  

Horizon, panoramiche in pellicola

Panoramica sulla pareste Est del Monte Rosa. 

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