8 film sul trekking e il viaggio a piedi per ispirare l’avventuriero dentro di te

Non c’è niente di meglio che un buon film per avere la giusta ispirazione. Una storia potente raccontata per immagini spesso può rappresentare la spinta giusta per affrontare una nuova sfida o una nuova avventura.

Spesso gli sceneggiatori, per spiegare il lavoro che fanno nella creazione di una storia, utilizzano la metafora del cammino, quello che il protagonista deve percorrere per raggiungere il suo obiettivo, superando insidie, sfide e ostacoli che lo fanno crescere fino a trasformarlo in una persona diversa.

Per questo siamo affascinati dalle grandi narrazioni e ci innamoriamo dei loro protagonisti, gli ostacoli e le difficoltà che superano ci fanno avvicinare a loro, ai loro obiettivi e alla loro missione, arriviamo perfino ad identificarci con loro, ne prendiamo le parti.

I film di cui parliamo in questo articolo prendono questa metafora del cammino e la rendono il tema centrale del racconto, infatti la sfida che i protagonisti di queste pellicole si trovano ad affrontare sono proprio legate a trekking e itinerari da percorrere.

I protagonisti per varie ragioni decidono di sfidare la natura e i propri limiti per raggiungere una meta, la difficoltà del percorso spesso è proprio una delle ragioni che li spinge a partire. Ogni personaggio è cambiato dal percorso, gli imprevisti lo forgiano, la fatica lo rafforza e la meta rende la sua motivazione più forte.

Sono molti i film che nella storia del cinema hanno parlato di natura, di cammini e di viaggiatori, quelli che vi presentiamo non sono i “più belli” ma quelli più significativi per l’approccio al tema, insomma se si vuole iniziare a farsi una cultura sul cinema di montagna e di viaggio queste sono senza dubbio ottime pellicole da cui partire.

Alcune di queste portano con sé messaggi molto forti, altre invece colgono l’anima più vera del viaggio, speriamo che tutti possano farvi venire la voglia di mettersi uno zaino in spalla e iniziare a camminare.

127 ore

In questa intensa storia James Franco interpreta Aron Ralston un giovane che ama l’avventura e la vita all’aria aperta. Mettersi in cammino con in spalla solo uno zaino è il modo di vivere che Aron preferisce, avventurarsi su sentieri sconosciuti lo attrae e lo diverte con tutta la sfrontatezza e la spericolatezza della gioventù.

Il film è tratto dal romanzo intitolato Between Rock and a Hard Place” (nella versione italiana “127 ore. Intrappolato dalla montagna”) narra appunto la storia di questo personaggio che affronta in solitaria un viaggio nella natura che lo porterà ai limiti della sopravvivenza.

Il protagonista parte alla scoperta solitaria del suo stato, lo Utah, decisione che costituisce proprio l’inizio del racconto della pellicola. Aron si mette in cammino da solo, senza senza avvisare nessuno della sua destinazione e del percorso che intende fare.

Viaggiare a piedi è affascinante, ma può essere anche rischioso, soprattutto quando ci si muove senza la giusta preparazione e senza prendere in considerazione alcune elementari regole di sicurezza.Il protagonista si troverà ad affrontare diversi imprevisti che lo porteranno in situazioni molto rischiose.

Da solo e intrappolato in un canyon davanti a decisioni che possono fare la differenza tra la vita e la morte, si troverà a riflettere sulla sua vita e sul proprio futuro.

Questo film ha ricevuto ben sei nomination dall’Academy in diverse categorie, tra cui quella per il miglior attore protagonista e il miglior film. Un finale al tempo stesso tragico e gioioso e una morale sempre buona per ogni trekker: fai sempre sapere ad almeno due persone il tuo percorso, specie se lo stai percorrendo in solitaria.

Wild

Reese Witherspoon interpreta Cheryl Strayed, una ragazza dal passato difficile e autodistruttivo, che cerca di mettere un punto nella storia della sua vita cercando di rialzarsi e rimettere ordine dentro e fuori di sé.

La morte della madre la fa entrare in una profonda depressione, le fa toccare il fondo, fino al punto di rischiare la sua stessa vita, trovare una via d’uscita è l’unica possibile soluzione per alleviare tutta quella sofferenza.

Il film è basato sul romanzo “Wild, una storia selvaggia di avventura e rinascita“. Cheryl per lasciarsi alle spalle il suo difficile passato decide di mettersi alla prova con un’esperienza fino ad allora così distante dal suo mondo, una prova fisica e mentale, affrontare la Pacific Crest Trail praticamente senza nessuna preparazione o allenamento.

Le difficoltà durante il viaggio saranno molte, gli ostacoli duri da superare ma, per sua fortuna, sono molte le persone che l’aiuteranno.
Ogni passo del suo viaggio è un passo nella sua mente, una continua sfida contro i suoi dolori e le sue paure. Imparare a conoscere se stessi e a convivere con i proprio stati d’animo è una condizione essenziale per poter proseguire..

Il successo di questo film ha reso celebre la Pacific Crest Trail  al punto che le autorità preposte alla tutela di questo itinerario hanno dovuto regolamentare l’accesso con appositi permessi, per evitare il sovraffollamento del percorso. Sono infatti migliaia ogni anno gli escursionisti determinati a rivivere l’esperienza del film.

Into the wild

Un film che non ha bisogno di presentazioni, un successo internazionale e una delle migliori prove dietro la macchina da presa di Sean Penn, tratto dall’omonimo romanzo scritto da John Krakauer.

Emile Hirsch interpreta il giovane protagonista Christopher McCandless, figlio di genitori benestanti del ceto medio americano che, dopo due anni di college, decide di cambiare completamente vita, scappando dalle convenzioni sociali e da tutti quei beni materiali che ritiene essere solo causa di infelicità e distrazione rispetto al senso vero dell’esistenza. La vita convenzionale, le sue comodità, i suoi ritmi e le scelte imposte dalla società non lo coinvolgono più.

Vende tutto, dona in beneficenza il ricavato e inizia il suo viaggio verso una delle terre più selvagge e incontaminate del pianeta: l’Alaska.

Il protagonista parte senza dare informazioni ai suoi genitori, nessuno conosce la sua meta e la sua idea, solo la sorella riceve ogni tanto una lettera con alcune informazioni sul fratello.

La pellicola racconta il viaggio dal Massachusetts verso l’Alaska, lontano dai ritmi e dai dettami della vita moderna, un percorso accidentato e pieno di sfide e ostacoli che, però, non distolgono mai il ragazzo dal suo obiettivo. Si dice che la Natura sia una madre severa e Christopher lo sperimenta sulla sua pelle, giorno dopo giorno, fino a quando non raggiunge la sua destinazione.

I luoghi in cui è stato girato questo film sono entrati nell’immaginario comune, diventando destinazioni di molti viaggiatori che voglio ripercorrere, almeno in parte, le gesta di Christopher. Un film senz’altro da vedere, che porta con sé un messaggio forte sul significato di questo tipo di esperienza e che fa capire il rispetto che si deve alla Natura.

Tracks: attraverso il deserto

La scrittrice Robyn Davidson compie un viaggio epico da Alice Spring attraverso il deserto Australiano fino all’Oceano Indiano.

Percorrendo 2700 chilometri accompagnata dal suo cane e quattro cammelli, la donna ha affrontato zone selvagge e inesplorate. Un avventura che le ha mostrato le sue capacità di affrontare la solitudine e le condizioni più estreme.

Durante il suo viaggio incontra Rick Smolan un noto fotografo del New Yorker e del National Geographic che da quel momento in avanti documenta la sua traversata. Robyn è decisa a viaggiare da sola e non desidera altri compagni di viaggio, per questo all’inizio la presenza del fotografo non le è affatto gradita, ma gradualmente il rapporto tra i due si ammorbidisce, grazie anche alle prove che si affrontano durante il cammino, fino a diventare una vera amicizia.

Il cammino di Santiago

Il protagonista di questa intensa pellicola è Martin Sheen, che interpreta il Dr. Thomas Avery, un dentista americano vicino alla pensione, che passa le sue giornate tra il lavoro e il circolo di Golf.

La sua routine viene improvvisamente spezzata da una chiamata dalla Francia, è la polizia che gli da una notizia terribile su suo figlio. L’uomo parte per l’Europa, al suo arrivo lo accoglie la Polizia per il riconoscimento del corpo del figlio, morto per un incidente durante il cammino.

Il padre decide di farlo cremare per poter portare le spoglie in America, ma durante una notte insonne gli viene un’idea: vuole fare quello che non ha mai fatto, fare un viaggio con suo figlio e vuole raggiungere Santiago di Compostela, concludendo quel cammino che suo figlio ha dovuto interrompere.

Il percorso è occasione di incontri e di contaminazione con persone diverse e di arricchimento reciproco, lungo il percorso incontra infatti persone che si riveleranno essere preziosi compagni di viaggio, ciascuno sulla strada per un motivo diverso.

Lungo il percorso Thomas capirà molte cose di se stesso e di suo figlio, riuscirà ad accettare l’accaduto e superare molti pregiudizi con i quali aveva convissuto per molto tempo. Senza dubbio questa è una delle pellicole che meglio riesce a cogliere lo spirito del viaggio lento, la vera essenza del cammino per conoscere se stessi e il mondo che ci circonda.

Basilicata Coast to Coast

Quattro musicisti, un cavallo e un carretto questi sono gli ingredienti del viaggio di una band musicale che attraversa la Basilicata da Costa a Costa per partecipare ad un Festival musicale e farsi pubblicità.

I quattro protagonisti sono Rocco, Salvatore, Franco e Nicola, uniti dall’amore per la musica e da una profonda amicizia, partono a piedi da Maratea per partecipare ad una serata musicale a Scanzano Jonico, l’idea di andarci a piedi nasce come iniziativa per far conoscere la loro musica, tanto che il viaggio viene seguito da una giornalista di una rivista molto locale.

Un viaggio terapeutico, ricco di incontri e ostacoli che rende il gruppo più affiatato e soprattutto consente a ciascuno di loro di indagare le proprie motivazioni. Un vero e proprio Road Movie all’italiana, con le strade e i panorami del sud come sfondo inedito delle vicende dei protagonisti.

Uno dei meriti di questo film è di raccontare la storia sullo sfondo di una Lucania che sembra la Scozia con la colline verdi, gli alberi, i laghi, i piccoli borghi che la punteggiano, il cibo, il vino, il tempo fermo a qualche secolo fa.

Basilicata coast to coast è un sentito agli animi semplici, ai perdenti di vocazione, a chi vive fuori tempo e per questo nobili, a coloro ai quali la grandezza è preclusa perfino nei sogni ma che intimamente custodiscono il segreto della poesia.

Backcountry

I protagonisti sono Jenn (Missy Peregrym) e Alex (Jeff Roop) pronti ad affrontare la natura selvaggia nell’incontaminato nord dell’Ontario, Backcountry è un film che immerge lo spettatore nella “wilderness” Canadese in cui il tempo è completamente assorbito dalla vastità naturale, con ‘obiettivo di far percepire la dimensione sensoriale del viaggio.

È un film che si trasforma, parte con un approccio quasi documentaristico per far salire gradualmente la tensione, mano a mano che ci si immerge nella natura, che gradualmente mostra i suoi lati più duri e spietati.

I protagonisti ad un certo punto perdono il sentiero e ogni riferimento spaziale e si trovano a vagare nei boschi, inizia qui una ricerca continua di punti di riferimento, la soluzione che si avvicina e che poi si rivela un’illusione in un crescendo di tensione.

Non è certo un film rilassante, ma è una pellicola che certamente fa capire a chi la guarda che la Natura deve essere rispettata, ha i suoi ritmi e le sue regole, e non perdona l’arroganza di chi pretende di dominarla o, peggio, la vive come fosse di suo dominio.

L’ultima parte del film è incentrata sulla lotta per la sopravvivenza di Jenn, in fuga da un animale che diventerà sempre più distante e invisibile, lasciando nuovamente spazio alla possente presenza amorale della natura.

A spasso nel bosco

Il protagonista Bill Bryson è uno scrittore e giornalista che fa fatica ad accettare il passare degli anni, non vuole che tutta la sua vita sia legata solo ai ricordi degli anni passati, per questo decide di vivere ancora esperienze che possano donargli emozioni.

Decide di mettersi in cammino su uno dei sentieri escursionistici più famosi al mondo, l’Appalachian Trail, contro il parere della moglie che gli impone di partire con un compagno di viaggio.

Ma chi può seguirlo in questa impresa impossibile? Solo il suo amico Stephen Katz. Un’esperienza che li metterà a dura prova: fra incontri esilaranti, animali selvatici e pericoli mortali. La storia è stata tratta dal racconto umoristico dello stesso Bill Bryson (il protagonista interpretato da Robert Redford), in cui narra il viaggio assieme all’amico Stephen.

Questo film si regge sull’interpretazione del sempre bravissimo Robert Redford, delude un po’ le aspettative in termini di scenografie e ambientazioni, un film che dovrebbe avere nella natura il filo conduttore della narrazione vede prevalere scene di interni oppure di esterni ricostruiti in studio senza troppe finezze.

Un film ironico e simpatico, che si regge sulla bravura degli attori, lo abbiamo voluto mettere in questa lista proprio per l’approccio ironico e scanzonato al racconto del viaggio nella natura, ma lo abbiamo inserito come ultimo della lista.

In conclusione

Sembra esserci un filo conduttore che attraversa molte di queste storie. La ricerca del significato o di uno scopo nella vita, spesso dopo una tragedia o un momento particolarmente difficile.

Storie di persone che si approcciano al trekking e al viaggio a piedi come esperienza per conoscere meglio se stessi, per guarire attraverso la solitudine e la fatica di chi, per la prima volta, inizia a camminare per viaggiare.

Le esigenze narrative, la necessità di sviluppare una storia articolata nei diversi atti, porta i protagonisti a percorrere spesso lunghi cammini che necessitano di settimane o perfino di mesi per essere percorsi, tempi che pochi hanno a disposizione. Molte pellicole però riescono a cogliere e a trasmettere allo spettatore lo spirito e la filosofia di questo tipo di viaggio, che si può sperimentare anche in un trekking di un paio di giorni.

Muoversi a piedi, attraversare la natura e i paesaggi a passo lento e attento, questa prospettiva rende questo tipo di viaggio così diverso e efficace per ritrovare se stessi. Camminare aiuta a rallentare i pensieri, a rimetterli in ordine, ci da il tempo di pensare e riflettere, ma non bisogna mai improvvisare e affrontare sfide oltre le proprie possibilità, come molti di questi film ci insegnano.

 

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

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