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Quanta acqua portare nell’escursione?

Categorie: I nostri consigli
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Che sia fondamentale avere con sé una scorta d’acqua da consumare nel corso dell’escursione è cosa nota a chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i sentieri.

Non servono grandi conoscenze scientifiche in merito ai meccanismi con cui il corpo “perde” liquidi attraverso il sudore e le urine, regolando in questo modo la temperatura ed espellendo le tossine. Basta aver provato una volta il tormento della sete per sapere quanto siano indispensabili borracce, bottiglie, camelbak and company.

Il consumo idrico dell’escursionista: 1 litro ogni 2 ore

Il problema è però quello di capire quanta acqua è necessario portare con sé: averne poca significa andare incontro ai disagi (più o meno gravi) della disidratazione, averne troppa significa caricare lo zaino di peso inutile, aumentando la fatica a discapito del piacere dell’escursione.

Dare un consiglio su quanta acqua portare non è immediato come dire quante uova servono per la ricetta della torta. Molto dipende dalla lunghezza del percorso, dalle condizioni di temperatura e clima e dal livello di allenamento dell’escursionista.

Con buona approssimazione però possiamo dire che il consumo medio di acqua si può stimare attorno a 1 litro ogni 2 ore di cammino. Questo non significa che per completare una gita da 8 ore dobbiamo necessariamente partire con un’autocisterna da 4 litri di liquidi in spalla!

Se l’escursione che abbiamo programmato è particolarmente lunga, infatti, possiamo/bobbiamo predisporre un poco di logistica prima della partenza, individuando i punti dove sarà possibile effettuare un pitstop per il rifornimento idrico. Motivo di più per studiare la relazione e la mappa dell’itinerario, dove sicuramente troverete i riferimenti ai punti d’acqua potabile (sorgenti, fontane, ecc.).

Borraccia, bottiglia o camelbak?

Una riflessione va fatta anche sul contenitore utilizzato per il trasporto dell’acqua. Le borracce sono sicuramente comode e studiate appositamente per le escursioni, ma, se avete il braccino corto o il portafogli vuoto, potete anche evitarvi la spesa per questo tipo di attrezzatura: una normale bottiglia di plastica da 1 o 2 litri più svolgere egregiamente la funzione. Unico “trick”da tenere in conto è quello di portarsi un tappo di emergenza.

La camelbak è la soluzione a questi inconvenienti: è una sacca morbida che si colloca nello zaino con una cannuccia che si può fissare allo spallaccio e da cui si può succhiare acqua in ogni momento senza doversi fermare. Il difetto? Quasi impossibile utilizzarla d’inverno o in alta quota, quando le temperature scendono sotto lo zero, perché il liquido nella cannula tende a ghiacciare.

Quando, quanto e cosa bere?

Risposte secche: sempre, tanto e (più o meno) quello che vuoi!

Durante l’escursione è meglio bere a intervalli regolari, senza attendere che si presenti lo stimolo della sete, in quanto questo si fa sentire quando già l’equilibrio idrosalino comincia ad essere in crisi e la disidratazione è già cominciata.

Compatibilmente con le disponibilità delle nostre scorte idriche, nel corso dell’escursione non ci sono praticamente limiti a “quanto” possiamo bere. Durante l’attività fisica, infatti, il corpo espelle costantemente liquidi e se anche beviamo un po’ più del dovuto, al massimo ci troveremo ad annaffiare con più frequenza i pascoli!

Anche sul “cosa” si può bere le limitazioni sono poche. Di sicuro bisogna evitare gli alcolici, ma pure le bevande gassate non sono il massimo, anche se non pochi escursionisti usano portarsi appresso una bottiglietta di “gazzosa” (diciamo così per non far torto o pubblicità a nessuno, poi ognuno ci metta la marca e il modello che preferisce), come “sfizio” da concedersi una volta raggiunta la meta.

Nel recuperare acqua lungo il tragitto abbiate l’accortezza di verificarne la potabilità: con fontane  sorgenti potete di solito andare sul sicuro; di laghi e torrenti, per quanto freschi e cristallini è sempre meglio diffidare, perché non si sa mai chi o cosa ha pascolato a monte o attorno alle rive e il colibatterio è sempre in agguato

Quando fate rifornimento di “carburante” in alta quota non scordate l’additivo: l’acqua che sgorga direttamente e o a breve distanza da ghiacciai e nevai è molto povera di sali minerali e, anche bevendone in abbondanza, non contrasta la disidratazione. Per renderla efficace è indispensabile aggiungere i sali, facilmente reperibili in farmacie e negozi sportivi in forma di bustine, pastiglie, ecc.

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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