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Quali assicurazioni per l’escursionismo?

Categorie: I nostri consigli
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Quando andiamo per sentieri lo facciamo, giustamente, con la massima serenità, sicuri che, con la dovuta prudenza ed esperienza, tutto andrà per il verso giusto. Però si sa: se la fortuna è cieca, la sua nemesi ci vede benissimo! Allora è meglio prendere le dovute precauzioni, nel caso che le cose non dovessero andare proprio per il verso giusto…

Nei mesi scorsi le novità introdotte da alcune regioni sul tema del soccorso alpino a pagamento (e le relative polemiche) hanno riportato in auge il la questione delle assicurazioni per la copertura della spese di recupero in montagna.

Il costo dell’elicottero purtroppo, non è l’unico prezzo che un incidente in ambiente outdoor può comportare. La prudenza, infatti, impone di ragionare su tutte quelle conseguenze spiacevoli che dall’incidente possono scaturire: gli infortuni o anche qualcosa di più irreparabile…, poi la responsabilità verso chi potrebbe essere coinvolto con noi (o a causa nostra) nell’incidente e verso i danni alle cose.

Insomma, dare uno sguardo a cosa varrebbe la pena di assicurare nell’ambito della nostra attività outdoor e a come farlo, è cosa buona e giusta!

Soccorso e recupero

Cominciamo dalle cose più facili: la copertura dei costi per le eventuali operazioni di soccorso e spese sanitarie connesse. Di queste problematiche le diverse associazioni che operano in ambito escursionistico si sono già da tempo preoccupate e, nella quota annuale di iscrizione a molti club o federazioni, è inclusa una copertura assicurativa che va oltre le attività sociali, comprendendo anche le attività individuali dei soci, solitamente purché esse siano coerenti con quelle che rientrano nello statuto dell’associazione.

L’appartenenza ad associazioni e club quindi ci dovrebbe già “mettere al sicuro” da questo punto di vista. Ovviamente una controllata di persona ai vantaggi che derivano dal tesseramento e alle condizioni specifiche delle polizze assicurative è sempre meglio del solito “sentito dire”!

© Matteo Ianeselli / Wikimedia Commons

La polizza soccorso alpino del CAI (Club Alpino Italiano), ad esempio, è valida anche per le attività individuali (escursionismo, alpinismo, scialpinismo e tutto quanto rientra nello statuto del CAI) su tutto il territorio europeo e copre il rimborso di tutte le spese sostenute nell’opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentato che compiuto, fino ad un massimo di 25.000 euro senza franchigia. È prevista una diaria da ricovero ospedaliero pari a 20 euro/giorno per un massimo 30 giorni.

La FIE (Federazione Italiana Escursionismo) offre ai tesserati una polizza infortuni che, nell’ambito della copertura di 3 mila euro per le spese mediche connesse all’evento, prevede anche una parziale copertura dei costi di elisoccorso.

L’assicurazione è valida su tutto il territorio europeo, anche per le attività individuali dei soci, purché comprese nello statuto della FIE (escursionismo, ciaspole, sci nordico e alpino, marcia alpina, ecc.), ma non copre l’attività alpinistica e scialpinistica. La polizza comprende una diaria ricovero e una diaria gesso di 30 euro/giorno, per un massimo di 120 giorni l’anno.

Interessanti sono anche le condizioni della polizza rimborso spese per soccorso e trasporto di Dolomiti Emergency Onlus, che offre agli associati una copertura relativa all’attività individuale per i costi di ricerca di persone disperse, soccorso, recupero ed trasporto effettuati con qualsiasi mezzo, compreso l’utilizzo dell’elicottero, avvenuti nei territorio dell’Europa geografica.

Il rimborso coprire il 90% dei costi, con un massimale di 20 mila euro/anno per infortuni avvenuti all’estero e di 15 mila euro/anno per infortuni avvenuti in Italia. Nel massimale sono compresi 2.700 euro per le spese mediche correlate all’intervento.

Invalidità e morte

Anche questo tipo di coperture, solitamente, vengono attivate tramite il tesseramento dalle associazioni di settore, spesso però, limitatamente alle attività sociali (gite, gare, sessioni di allenamenti o altri eventi organizzati dall’associazione).

Fa eccezione a questa tendenza la FIE, la cui assicurazione infortuni si estende anche alle attività individuali, purché rientranti tra quelle previste nello statuto dell’associazione.

Come già accennato sopra, la polizza prevede un massimale di 3 mila euro per le spese mediche connesse all’incidente (con franchigia del 20% con un minimo di 150 euro). In caso di invalidità permanente o morte, il massimale è di 50 mila euro (con franchigia del 4% per invalidità riconosciuta al di sotto del 60%).

Il CAI offre invece a tutti i soci in regola col tesseramento la possibilità di stipulare un’apposita polizza infortuni per l’attività personale. Pagando un premio annuale di 92,57 euro viene assicurato il rimborso delle spese mediche per 1.600 euro (con 200 euro di franchigia), un massimale di 55 mila euro in caso di morte e di 80 mila euro in caso di invalidità permanente.

Con il premio da 185,14 euro i massimali salgono a 2 mila euro per le spese mediche (franchigia 200 euro) 110 mila euro per morte e 160 mila per invalidità permanente.

Al di fuori dell’ambito associativo, le normali polizze infortuni che ciascuno si noi può stipulare di solito hanno forti limitazioni per quanto concerne le tipologie di attività coperte, nelle quali può magari rientrare l’escursionismo facile, ma raramente sono comprese le ascensioni alpinistiche, l’arrampicata o le vie ferrate.

Per questo tipo di coperture esistono prodotti ad hoc, le cosiddette “assicurazioni sportive”. Usando questa chiave di ricerca sul web si trovano facilmente i siti che propongono questo genere di prodotti, spesso però con costi non proprio contenuti…

Responsabilità civile

By Scientif38 – Own work, CC BY-SA 3.0

Altro ambito importante rispetto a cui tutelarsi è quello della responsabilità civile verso terzi, cioè del risarcimento dei danni che possiamo involontariamente procurare a persone o cose nello svolgimento della nostra attività outdoor.

Come per gli infortuni, le associazioni sportive di settore inseriscono solitamente nella quota di tesseramento la stipula di una polizza RC che tutela gli iscritti nell’ambito dello svolgimento delle attività sociali.

Anche in questo caso è doveroso segnalare che la polizza di responsabilità civile della FIE copre gli associati anche nelle attività individuali, sempre limitatamente all’ambito escursionistico, con un massimale di 2 milioni e 500 mila euro sia per danni a persone che a cose e validità su tutto il territorio europeo.

Ai soci in regola col tesseramento il CAI offere invece la possibilità di stipulare una polizza RC valida per le attività individuali (dall’escursionismo all’alpinismo, comprese tutte le altre attività rientranti nello statuto dell’associazione), al costo di 21 euro l’anno, con un massimale di 1 milione di euro e nessuna limitazione territoriale.

Rispetto alla responsabilità civile, coperture valide per le attività outdoor possono rientrare anche nelle classiche polizze “capofamiglia”, quelle che vengono usualmente stipulate per tutelarsi dai danni involontariamente causati a terzi nelle situazioni più diverse legate alla propria abitazione (tipo perdita d’acqua che allaga il vicino) oppure da voi stessi o persone sotto la nostra responsabilità (tipo: “Ooops mi è caduto lo Swarovski…”).

L’ampiezza dei casi che queste polizze debbono contemplare può consentire anche di farvi rientrare eventi che si possono verificare durante le attività in montagna e sui sentieri. Naturalmente, prima di andare in fiducia, è sempre meglio verificare nel dettaglio le condizioni della propria polizza, magari con la consulenza di una persona esperta…

INFORMAZIONI UTILI:

Assicurazioni CAI

Assicurazioni FIE

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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