Bambini nella natura, gli otto motivi per cui gli fa bene! | Trekking.it

Bambini nella natura, gli otto motivi per cui gli fa bene!

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I bambini hanno il diritto di riappropriarsi del contatto con la Natura

Negli ultimi anni le abitudini di vita di bambini e adolescenti sono radicalmente cambiate. L’aumento del benessere della società occidentale ha portato molti ragazzi ad avere sempre più stimoli ed attività da fare nella loro giornata.

La mattina a scuola, poi i compiti a casa degli amici, al pomeriggio dritti ad allenamento e la sera a casa videogiochi prima di dormire.

Nel fine settimana la musica non cambia, ci sono le partite o le gare, ci sono i compiti e tutte quelle altre attività che si vanno sommando nella vita dei bambini.

Il concetto di tempo libero si è gradualmente perso, troppo spesso genitori eccessivamente “competitivi” riversano sui propri piccoli le delusioni per i loro sogni di ragazzi, alla fine mai realizzati, obbligando i bambini a svolgere una lunga lista di attività che, in fin dei conti, non rispondono alle loro passioni o interessi, trasformandole in strumento di rivalsa e rivincita personali.

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Questo approccio all’educazione porta spesso alla compressione dei desideri, della fantasia e delle reali passioni dei bambini, che si limitano ad accettare supinamente quello che i genitori consigliano perché pensano sia cosa giusta e, magari, per vedere nei loro occhi un po di sana soddisfazione per il risultato nella partita di pallone oppure nel saggio di danza.

Insomma fin da tenera età i bambini vengono incanalati lungo una strada senza bivi o incroci, ma bella dritta e comoda in cui ogni cosa sembra debba andare come dicono “i grandi”.

Ma questo è quello che accade alle ultime generazioni, dai nati nei primi anni ’80 fino ai giovani d’oggi.

Le cose prima erano un po’ diverse, nelle famiglie era ancora vivo il ricordo dei conflitti mondiali e di quello che ne era conseguito, i genitori erano solo desiderosi che i figli dessero una mano nelle faccende di casa e si occupassero dei loro compiti per la scuola ma, portati a termine questi doveri, si poteva passare il tempo con gli amici, a giocare all’aperto, spesso in mezzo alla natura.

Negli anni ’50 e ’60 le piccola città, le campagne e i borghi erano ancora molto popolati, c’erano scuole, asili e botteghe, e si vedevano comitive di ragazzi che al pomeriggio vivevano tra boschi e alberi giocando con tutto quello che li circondava.

La natura era la vera maestra e insegnante, era lei a dettare tempi e luoghi dei giochi, a mostrare il passare del tempo e delle stagioni e a scandire il passare dei mesi con un panorama in continua mutazione.

I ragazzini si organizzavano in gruppi, c’erano i più grandi che guidavano i più piccoli e, tutti insieme, andavano alla continua ricerca di qualcosa da fare.

Ed era proprio questa la grande differenza, quella “ricerca di qualcosa da fare” che si è completamente smarrita tra la selva di stimoli e attività che non lasciano il tempo nemmeno di prender fiato.

La parte della maestra era ricoperta dalla Signora Noia che obbligava i ragazzi a studiare e inventare sempre nuovi modi per passare il tempo, con soluzioni ingegnose e giochi inventati, nei quali ciascuno poteva ricoprire il ruolo che più sentiva suo.

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Questa noia e lo sforzo necessario a sconfiggerla, erano l’ingrediente che forniva ai giovani quello spunto, quell’arguzia necessaria a trovare la propria strada e il proprio equilibrio.

Proprio dal tempo passato nella natura, tra noia e gioia, hanno preso coscienza di se alcune tra le migliori menti degli ultimi decenni, in moltissimi campi che vanno dalla cultura fino alla tecnologia.

Perché l’interazione e il contatto con gli ambienti naturali, come più volte abbiamo scritto su trekking.it, porta numerosi benefici, non solo a livello fisico ma, soprattutto, a livello psicologico e mentale.

I numerosi studi effettuati sui benefici della natura per l’essere umano ne hanno riconosciuto l’importanza in moltissimi campi diversi, da quello pedagogico e psicologico fino a quello strettamente medico e perfino spirituale.

Vediamo ora nel dettaglio i motivi per i quali è consigliabile portare i bambini a fare esperienze in mezzo alla natura:

1) Stimolazione dei sensi

Provate a ricordare l’ultima volta che avete fatti una passeggiata in mezzo alla natura, sicuramente vi torneranno in mente tante sensazioni diverse, il suono del vento che muove le fronde degli alberi, il profumo dei pini o delle foglie bagnate dalla pioggia, la sensazione del prato sotto i piedi oppure il sapore di quel frutto appena colto da una pianta.

Questi vostri ricordi sono la prova della capacità dell’ambiente naturale di attivare contemporaneamente tutti i sensi, questa sollecitazione diffusa provoca piacere e rilassamento.

Questa circostanza viene definita attenzione diffusa: che si mette in campo nel momento in cui ci troviamo a confrontarci con stimoli sensoriali inattesi.

Precisamente il contrario di quanto avviene in ambienti domestici, per esempio quando si è concentrati davanti allo schermo di un tablet o di un televisore, queste attività sono portano alla attivazione della c.d. attenzione intenzionale, che coinvolge solo alcuni sensi utili allo svolgimento di una determinata attività.

Illuminante è il parere di Richard Louv che ritiene la relazione tra gli effetti benefici del contatto prolungato con l’ambiente naturale così diretta che i disturbi infantili di deficit di attenzione (ADD) e iperattività con cui spesso di associa (ADHD) si potrebbero anche definire come “disturbi da deficit di natura”.

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I bambini, specie nei primi anni di vita, per avere un corretto sviluppo sensoriale hanno bisogno di stimoli sia a livello celebrale che fisico.

Per questo il tempo trascorso nella natura è così importante per la crescita: la possibilità di camminare, correre, saltare e arrampicarsi sono sollecitazioni essenziali per permettere al bambino di prendere confidenza col suo corpo, con la fatica e lo sforzo, prendendo coscienza e conoscenza dei propri limiti.

L’esplorazione di un ambiente nuovo e ricco di stimoli sensoriali come quello naturale, propizia uno scambio di informazioni e risposte tra i muscoli e il cervello, tra le cellule muscolari e quelle nervose, il bambino può così andare migliorando e perfezionando non solo le sue prestazioni fisiche, ma anche le sue capacità psichiche e intellettive.

3) Scoperta e meraviglia

La ricerca di Hoffman ha dimostrato che i bambini vivono molte esperienze di estasi e trascendenza durante l’infanzia e quelle chi si possono definire più spirituali avvengono proprio nella natura.

Gli ambienti naturali, come abbiamo sottolineato anche prima, sono ricchi di stimoli e percezioni per tutti i sensi del bambino, che possono così affinarsi e svilupparsi.

La possibilità di scoprire in ogni momento qualcosa di nuovo, di venire in contatto con forme di vita vegetali e animali che non si conoscono o che si sono viste solo attraverso la mediazione di un mezzo, sono potenti spinte per la curiosità, per la voglia di scoprire e il gusto della conoscenza.

Tutti questi strumenti devono trovare spazio nella “cassetta degli attrezzi” di un bambino, essendo essenziali per la crescita umana e personale.

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4) Apertura e adattamento

Nei paesi nordici c’è un detto che recita più o meno così “There’s no such thing as bad weather, only bad clothing” che, in italiano, si può tradurre all’incirca così: non esiste il brutto tempo, solo un abbigliamento sbagliato.

Questa frase mostra uno spirito di adattamento diverso nei confronti degli imprevisti e della vita in generale.

Nei paesi nel nord la natura sa essere dura e meravigliosa, i cambiamenti climatici sono repentini e spesso colgono alla sprovvista se non si è opportunamente preparati.

Sole, pioggia, vento e tempesta, sono tutte condizioni che nella natura posso alternarsi in fretta, ecco perché stare a contatto con la natura porterà i bambini ad essere aperti al cambiamento, pronti all’imprevisto, accogliendolo come qualcosa che accade e da affrontare con calma e il giusto spirito di adattamento.  Insegnamenti fondamentali per la crescita del bambino.

5) Suono e rumore

Quante volte ci è capitato di vedere cd musicali e playlist di mp3 create per il rilassamento riprodurre i suoni della natura.

Non sono certo casuali, molti sono gli studi che riconoscono proprio a questi suono un effetto rilassante e utile alla concentrazione, negli ultimi anni si stanno anche sviluppando dei percorsi terapeutici incentrati proprio sugli effetti che i suoni della natura hanno sullo sviluppo del bambino e su pazienti affetti da diverse malattie.

natura-96) Tempo disteso

Ritorniamo al fattore tempo, forse uno dei tratti distintivi più forti e netti rispetto al vita cittadina.

La civiltà contadina e la vita dei boschi dipendono interamente dai cicli della natura, ovvero dai tempi e dalle stagioni, senza che ci sia la possibilità di forzare o cambiare le cose.

C’è un tempo per le fioriture, un tempo per le colture e uno anche per gli alberi e i loro frutti. Tempi da rispettare e da aspettare, ecco uno degli insegnamenti più preziosi che Madre Natura possa dare ai bambini, ovvero l’importanza dell’attesa, la necessità di aspettare per ottenere qualcosa e, di riflesso, la necessità di avere del tempo da perdere.

Questo fattore è quasi dimenticato dalle nuove generazioni che, ormai, hanno tutto a disposizione quando lo vogliono e dove lo vogliono. Che si tratti di un’acquisto, di un film da vedere oppure di un’attività da fare.

Che sia giorno o notte, che sia festa oppure un giorno lavorativo, tutto deve essere immediatamente disponibile, questo porta inevitabilmente a crescere con l’ideale dell’immediatezza e con l’incapacità ad avere pazienza.

Immagini di campagna

Un panorama collincare, dove il verde domina. Foto di Lorenzoclick

7) Creatività e immaginazione

La natura offre moltissimi elementi essenziali non solo per la sopravvivenza ma anche per l’immaginazione e la creatività dell’uomo.

In un ambiente metropolitano completamente finito e definito l’immaginazione tende a sopirsi e ad essere priva di spunti, al contrario un ambiente selvaggio ha ancora le potenzialità di trasformarsi in qualsiasi cosa ed è solo lo sforzo immaginativo e creativo del bambino a completare l’opera.

Nella natura si sviluppa il pensiero divergente, quello basato sull’intuito, l’iniziativa e la capacità di trovare soluzioni diverse per uno stesso problema, di esplorare la realtà e di vederla sotto aspetti diversi, di usare in modo nuovo mezzi di espressione noti e di trovare mezzi e modi nuovi di espressione.

Faggeta d'autunno nel Parco delle Foreste Casentinesi. Foto di Luigi Torregiani.
Faggeta d’autunno nel Parco delle Foreste Casentinesi. Foto di Luigi Torregiani.

8) Vantaggi per l’ambiente

I bambini di oggi saranno gli adulti di domani.

Un ragazzo che cresce a contatto con la natura, che impara sin da subito a conoscerla e a rispettarla, legando ad essa molti momenti felici della sua infanzia, diventerà un uomo sensibile e attento alla salvaguardia dell’ambiente, consapevole dell’importanza di una società sostenibile per lo sviluppo di tutta la nostra civiltà.

Purtroppo negli anni passati questo legame non è stato così forte, portando ad una diffusa insensibilità per le questioni ambientali che, solo oggi, tornano di attualità a causa di eventi naturali catastrofici che toccano direttamente la vita di ciascuno.

Ma i semi di una nuova civiltà vanno piantati oggi, educando le nuove generazioni ai valori essenziali della vita, per far si che la società possa diventare sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

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A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

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