Camminare per trovare creatività ed ispirazione | Trekking.it

Camminare per trovare creatività ed ispirazione

Categorie: I nostri consigli
0

Cercate ispirazione per il lavoro e lo studio? Provate a mettervi in cammino nella natura

Diciamo la verità, noi amanti della natura e delle attività outdoor lo abbiamo sempre saputo, cosa ci può essere di meglio di una giornata di cammino tra montagne e natura incontaminata per ritrovare l’equilibrio mentale, liberare la testa da ansie e pensieri per trovare la serenità necessaria ad elaborare nuove idee.

Una sensazione che abbiamo provato ogni volta che ci siamo messi in marcia e che ci ha fatto innamorare di uno stile di vita votato a vivere la natura incontaminata al ritmo lento del camminare concentrandoci sul mondo che ci circonda.

Capilla del Monte, Córdoba. Argentina - Foto di Marina Balasini

Capilla del Monte, Córdoba. Argentina – Foto di Marina Balasini

E se queste intuizioni fossero invece scientificamente provate?

Un gruppo di ricercatori americani ha effettuato uno studio su 56 persone che ha confermato come la migliore ricetta per ritrovare creatività ed ispirazione sia quella di camminare nella natura incontaminata, magari salendo su un sentiero di montagna oppure in un bosco vergine. Insomma le attività outdoor sarebbero in grado di aumentare la capacità di pensiero creativo fino al 50%.

Per effettuare questo studio i ricercatori delle Università of Utah e della University of Kansas hanno diviso le persone selezionate in 8 gruppi che sono stati inviati in diverse aree naturali degli Stati Unti, dalle montagne e distese boscose dell’Alaska e del Colorado, fino al Maine e allo Stato di Washington.

La condizione fondamentale dell’esperimento era che il tempo trascorso nella natura dovesse essere privo di sollecitazioni e distrazioni da parte di apparecchi elettronici.

Scozia. Foto di Martin de Lusenet

Scozia. Foto di Martin de Lusenet

I volontari non avevano con sé smartphone, computer o tablet e hanno trascorso quattro giorni immersi nella natura incontaminata.

Prima di partire metà dei soggetti, ossia 28 di loro, sono stati sottoposti ad un test per misurare le attività cognitive complesse, come la capacità di ragionare creativamente o risolvere problemi.

L’altra metà dei volontari è stata sottoposta invece al test solo dopo i quattro giorni di immersione nella natura.

I risultati sono stati sbalorditivi, le capacità cognitive e creative di queste persone sono risultate superiori in media ben del 50% rispetto alle altre.

I ricercatori dell’università dello Utah e del Kansas hanno spiegato che

l’esposizione all’ambiente naturale sembra avere un impatto sulla corteccia cerebrale pre-frontale la cui attività è associata alla creatività e al multitasking. Distaccarsi dagli oggetti tecnologici di ogni giorno come i telefoni e i social media permette al cervello di riposare e reinstaurare i processi di pensiero creativo

Il nostro cervello è sottoposto a migliaia di stimoli e messaggi ogni giorno, molti dei quali razionalmente nemmeno riconoscibili, ecco perché per permettergli di recuperare le piene capacità è così importante dedicarsi periodicamente ad attività outdoor.

La regola fondamentale è che queste attività siano però autentiche, non basta in questo caso una passeggiata nel parco cittadino (utile invece in molti altri casi) ma è necessario fare del trekking, nella sua accezione più anglosassone, ovvero passare del tempo immersi nella natura selvaggia senza distrazioni tecnologiche.

Ecco i benefici del cammino per l’ansia e la depressione

14512728630_8a00ec0e8a_k

I risultati hanno stupito gli stessi ricercatori che non si aspettavano un tale incremento nella capacità di pensiero creativo. Probabilmente gli stessi ricercatori avevano sottostimato il numero di stimoli a cui il nostro cervello è sottoposto quotidianamente.

Il progresso delle tecnologie e il moltiplicarsi dei device ci tiene sempre più connessi, oggi non basta tenere il telefono in tasca per stare tranquilli, ma vediamo messaggi e mail anche dal nostro smart-watch.

Queste continue stimolazioni sono un fattore che riduce drasticamente la nostra capacità di concentrazione e, di conseguenza, la nostra attitudine al pensiero creativo.

L’altro fattore essenziale è costituito dall’esposizione all’ambiente naturale e dal suo impatto sulla corteccia cerebrale pre-frontale, la cui attività è associata proprio alle nostre doti di pensiero creativo.

Il team di ricercatori, nell’abstract della relazione dei loro studi, hanno scritto che:

L’ambiente gioca un ruolo fondamentale nel nostro modo di pensare e di comportarci. Ma l’ambiente moderno, urbano o suburbano, può essere caratterizzato da una drastica riduzione della nostra esposizione a ambienti naturali e da un aumento dell’esposizione a un ambiente tecnologico intenso. I nostri risultati dimostrano che esiste un vantaggio cognitivo se si trascorrere del tempo immersi in un ambiente naturale

Per questo

distaccarsi dagli oggetti tecnologici di ogni giorno permette al cervello di riposare e instaurare di nuovo i processi di pensiero creativo

conclude l’autore principale David Strayer.

Insomma questa ricerca non fa altro che confermare le sensazioni e le intuizioni di moltissimi camminatori e appassionati di outdoor, ovvero che non esista miglior modo per ricaricare le batterie mentali che passare una giornata in mezzo alla natura, ascoltando solo i suoni della montagna o del bosco.

Questi risultati sono confermati anche da una ricerca dell’università di Stanford

Un altro team di ricercatori dell’università di Stanford ha approfondito il legame tra il cammino e la capacità di pensiero creativo.

La Dottoressa Marily Oppezzo e il Dott. Daniel Schwartz della Stanford University hanno pubblicato il loro studio dal titolo Learning, Memory and Cognition sul Journal of Experimental Psychology.

I risultati di questa ricerca hanno mostrato una migliore capacità di pensiero creativo nelle persone che camminavano rispetto a quelle più sedentarie.

Per misurare i diversi livelli di capacità cognitive e creative i ricercatori hanno usato un noto compito chiamato Test degli Usi Alternativi, sviluppato anni fa per misurare il pensiero laterale e divergente stimolando idee che escano dall’ordinario.

Il test funziona così: si prende in considerazione un oggetto, per esempio una scarpa, e si chiede alle persone di elencare i possibili utilizzi della scarpa all’infuori di quello canonico di calzatura.

Una scarpa per esempio si potrebbe utilizzare come vaso, come arma di difesa, come giocattolo per un cane oppure fermaporta. In base al numero di usi fattibili menzionati, la loro diversità e originalità i ricercatori possono rispettivamente valutare la fluidità, flessibilità e originalità del pensiero.

I ricercatori hanno sottoposto a questo test un gruppo di persone in diversi momenti.

Il primo dopo un periodo di inattività, magari dopo una mattinata seduti alla scrivania, un secondo momento invece dopo una camminata.

I risultati hanno mostrato come dopo una passeggiata, anche solo di qualche decina di minuti, le persone incrementassero notevolmente le loro capacità di formulare pensieri creativi.

 

Il tipo di camminare può influire sul pensiero creativo

Un altro team di ricerca ha condotto uno studio molto interessante sul legame tra il pensiero creativo e il camminare, ponendo particolare attenzione sulla tipologia di cammino.

Lo studio dei ricercatori Chun-Yu Kuo e Yei-Yu Yeh in una prima fase ha coinvolto alcuni studenti National Taiwan University ai quali è stato sottoposto un test sui possibili usi alternativi delle bacchette per mangiare.

Un gruppo ha svolto il test percorrendo degli itinerari regolari e predeterminati dai ricercatori, un altro gruppo invece ha svolto il test mentre si muoveva liberamente nelle aree verdi del campus.

Il risultato è stato sbalorditivo, infatti il gruppo lasciato libero di passeggiare per il campus ha ottenuto risultati decisamente superiori rispetto ai colleghi che hanno svolto il medesimo compito seguendo un percorso definito.

Questo studio, e i suoi successivi sviluppi, hanno messo per la prima volta in relazione la tipologia di percorso con la capacità di svolgere pensiero creativo, come se la libertà di muoversi liberi da vincoli sia direttamente collegata alla creatività del pensiero.

Il team dell’università ha svolto successivamente un altro test per comprendere a fondo il meccanismo.

Un’attività fisica settimanale, anche nelle vie del proprio quartiere, ha grandi benefici

In pratica, questa volta, un gruppo di studenti ha seguito un percorso casuale segnato solo da un puntatore laser che indicava la direzione, un altro gruppo ha continuato a camminare liberamente senza vincoli.

Anche questa volta i camminatori liberi hanno ottenuto risultati migliori rispetto ai colleghi che hanno seguito il puntatore laser.

Il risultato della ricerca pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology ha proposto un legame tra la libertà del movimento, senza vincoli e predeterminazioni e la libertà del pensiero di essere creativo è fuori dagli schemi.

In conclusione l’esperienza senso-motoria di spostarsi liberamente senza seguire alcun tracciato è necessaria per favorire il pensiero divergente.

Quindi se siete alla ricerca di una nuova idea per il vostro lavoro o, in generale, per la vostra vita lasciate stare il divano o la scrivania, alzatevi e iniziate a camminare senza una meta o un percorso preciso, probabilmente un passo dopo l’altro riuscirete a trovare proprio quell’idea che stavate cercando.

 

Articolo di:
Massimo Clementi

Potrebbe interessarti anche:

A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento