Cercatori di funghi: gli strumenti del mestiere | Trekking.it

Cercatori di funghi: gli strumenti del mestiere

Categorie: I nostri consigli
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Di solito il loro momento arriva a settembre e ottobre, ma, per la gioia dei più impazienti, qualcuno di loro non manca di fare capolino anche nei mesi primaverili… Ma in autunno è tutta un’altra storia

I funghi sono fra i più apprezzati prodotti del bosco e devono essere raccolti con cura, a mano, senza distruggere l’ecosistema. Un tempo simboli di una vita di stenti e povertà, oggi sono amati e ricercati dalla gente più per passione che necessità.

Ricordatevi che i funghi fanno la loro comparsa nei boschi, camuffati tra le foglie a terra, dopo una decina di giorni di pioggia abbondante, caduta quietamente senza vento, con una temperatura che si mantenga attorno ai 20 gradi senza eccessivi sbalzi termici tra il giorno e la notte.

Un raccolto mica male (Ph Enrico Bottino)

Se siete alle prime armi sarete curiosi di sapere l’occorrente necessario per diventare provetti cercatori di funghi…

Gli scarponi da trekking, comodi e sicuri. Evitiamo gli stivali di gomma, soprattutto su terreni resi scivolosi dalla rugiada o dalla pioggia.

Una mantellina per l’acqua, non si sa mai.

Il bastone, altrimenti come fate a spostare (e non rastrellare!) le foglie per trovarvi sotto la gradita sorpresa? Un ramo della giusta misura può essere adattato alle vostre esigenze, meglio ancora il classico bastoncino da trekking. Una raccomandazione: non rompete o calpestate i funghi non commestibili o velenosi perché ciascuno di loro contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema bosco.

Il cesto di vimini che consente la libera circolazione dell’aria e alle spore di cadere sul terreno: deve essere capiente ma anche comodo da portare, soprattutto quando inizia ad appesantirsi per la gioia del fungaiolo.

Il coltellino per ripulire il fungo prima di riporlo nella cavagna.

La macchina fotografica: nel bosco non si trova solo la preda più ambita, il Boletus, ma anche altri funghi, soggetti imperdibili per gli appassionati di fotografia.

I fungaioli moderni si sono attrezzati anche di Gps per fare ritorno alla macchina… e per tracciare le fungaie!

L'habitat del Boletus edulisi è rappresentato dai boschi di conifere e di latifoglie, preferibilmente querce, castagni e faggi. Sull'Appennino Tosco-emiliano ii funghi porcini fanno la loro prima comparsa in primavera e, dopo un periodo di arresto che coincide con l'estate, ricompaiono solitamente in concomitanza con le prime piogge autunnali nei mesi di settembre e ottobre.

L’habitat del Boletus edulisi è rappresentato dai boschi di conifere e di latifoglie, preferibilmente querce, castagni e faggi. Sull’Appennino Tosco-emiliano ii funghi porcini fanno la loro prima comparsa in primavera e, dopo un periodo di arresto che coincide con l’estate, ricompaiono solitamente in concomitanza con le prime piogge autunnali nei mesi di settembre e ottobre.

Seppure non tutti i fungaioli siano anche buoni cuochi, il destino delle nostre preziose muffe una volta raccolte è già segnato. Quindi attrezzatevi anche in cucina per preparare al meglio i boleti, ingredienti fondamentali di superbi sughi e protagonisti di ricette tipiche.

Comunque la prima regola è consumare il porcino appena raccolto,  oppure, una volta ripulito dalla terra, tagliato in porzioni sottili ed essiccato esponendolo al sole sopra asticelle di legno.

Le soste di piacere nei ristoranti, trattorie e aziende agrituristiche rappresentano solo uno dei motivi per mettersi in marcia nei nostri boschi che, diciamolo pure, andrebbero preservati e curati meglio.

Testo e foto di Enrico Bottino

 

i funghi sono utilissimi per l’ecosistema e inoltre essi sono la culla, la prima casa e la risorsa alimentare per molte specie di insetti e piccoli animali

i funghi sono utilissimi per l’ecosistema e inoltre essi sono la culla, la prima casa e la risorsa alimentare per molte specie di insetti e piccoli animali

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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