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Voglio iniziare a camminare, come faccio?

Categorie: I nostri consigli
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Le vacanze estive si avvicinato, molte persone sono davanti ad un dilemma? Com riuscire a sfruttare questi giorni di lontananza per recuperare forse fisiche e mentali?

La necessità di recuperare le forze dopo un lungo anno di lavoro che, per molti, è sempre particolarmente stressante e faticoso, la voglia di provare esperienze nuove che aiutino a ritrovare se stessi, ci portano a cercare un modo nuovo per passare qualche giorno outdoor in pace e serenità.

Il trekking sta diventando una delle risposte più frequenti a questi bisogni, un’esperienza che va oltre l’attività sportiva, che permette di ritrovare un equilibrio interiore andando alla scoperta di ambienti naturali nuovi e incontaminati. Un modo di viaggiare e scoprire nuovi territori che non impone costi particolarmente elevati, più che altro perché una volta raggiunta la nostra destinazione per scoprirne gli ati sufficienti alcune attrezzature tecniche fondamentali. Anche sotto il profilo atletico si percepisce come un’attività meno intensa e traumatica di una discesa dalla montagna sopra un paio di sci.

Diciamo subito che queste impressioni sono condivisibili solo in linea di massima. Fare trekking può, infatti, significare tante cose; lo stiamo facendo su un sentiero pianeggiante che si percorrerà in 3 ore e lo stiamo praticando anche al decimo giorno di cammino sull’Appalachian Trail. È chiaro come queste due esperienze siano molto diverse e non siano entrambe alla portata di chi, per la prima volta, decide di fare un pò di trekking in montagna.

Camminare è un'esperienza che coinvolge tutti i sensi

Camminare è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi

Non a caso, nel mondo anglosassone, si usano due termini diversi per definire queste pratiche. Il primo è Hiking, che è il corrispettivo fedele di escursione ed escursionismo, ovvero di camminate giornaliere fatte in contesti non particolarmente difficili. La seconda è trekking, con la quale gli americani e gli inglesi intendono esclusivamente i viaggi a piedi di più giorni, i cammini o long trail.

Questa premessa ci è servita per fare un pò di chiarezza su alcuni aspetti importanti. Ovviamente ciascuno di noi percepisce la fatica in modo diverso, ci sono molteplici fattori che entrano in gioco, a partire dall’età, passando per lo stile di vita fino ad arrivare all’allenamento. Ecco, proprio quest’ultimo è l’aspetto più importante anche per il trekking, infatti la sua natura meno aggressiva non rende l’allenamento inutile, anzi.

Togliamoci un altro dubbio, il trekking è un’attività ad alto consumo energetico, perché ad una minore intensità dello sforzo corrisponde una durata prolungata. Un impiego particolare del nostro corpo, diverso da quelli di molte altre pratiche, che ha necessità di un percorso di graduale adattamento a questi ritmi, proprio attraverso l’allenamento.

La particolarità atletica del trekking spiega perché su un sentiero si possa trovare in difficoltà un ragazzo abituato a correre e a fare palestra e, invece, si possano incontrare persone più in la con gli anni che, in salita, riescono a staccare colleghi escursionisti ben più giovani. Quindi prima di programmare un weekend in montagna è importante fare un percorso di allenamento che porti il nostro fisico ad abituarsi a questi sforzi prolungati nel tempo.

Hiker in Himalaya mountains

Veniamo ora ai consigli più pratici, ecco alcune cose da sapere per iniziare a camminare senza rimpianti

  1. Iniziamo piano:

    Le prime escursioni non devono essere ardite, proprio per la sua particolarità e per la necessità di abituare il fisico, iniziamo a camminare con gradualità. In particolare modo se il nostro stile di vita è sedentario, si potrebbe iniziare con un’escursione con un dislivello massimo di 400 metri, senza tratti troppo ripidi, da fare per le prime quattro o cinque volte. Dopo aver superato questo primo step senza troppa difficoltà si potrà iniziare ad aumentare il dislivello e la durata delle escursioni, sempre con gradualità e senza esagerare.

  2. Cerchiamo di essere regolari:

    Come abbiamo detto bisogna iniziare con un’escursione leggera per le prime quattro uscite, così da poter gradualmente aumentare la difficoltà. È chiaro però che queste escursioni non potranno avere cadenza bimestrale o mensile, non ha alcun senso fare una lunga escursione una volta al mese e poi rimanere per settimane in uno stato di inattività. Per poter passare ad un livello successivo è necessario essere costanti. In primo luogo cerchiamo di fare un’escursione abbastanza lunga ogni weekend, ma parte del lavoro va fatto anche in settimana. Non dimentichiamoci delle nostre gambe e iniziamo a fare qualche spostamento in più a piedi anche in città, ne guadagneremo in salute fisica, mentale e nel portafoglio.

  3. Regola il passo:

    Iniziamo a camminare piano, con passo lento e cadenzato, ascoltiamo la nostra respirazione. Dopo un pò iniziamo ad accelerare gradualmente il passo, tenendo un andamento più sostenuto, non appena sentiremo il battito cardiaco aumentare e il fiato scarseggiare rallentiamo di nuovo. Imparare ad adattare il proprio passo al nostro allenamento, alla lunghezza e alla difficoltà del percorso è una delle competenze principali del buon trekker. Proprio perchè si tratta di attività con uno sforzo prolungato nel tempo è bene dosare le forze e regolarsi costantemente.

  4. Camminare è una musica:

    Si cammina per conoscere, per gustare panorami e il silenzio di ambienti naturali incontaminati. Fare qualche pausa per contemplare quello che ci circonda e bere un pò d’acqua è una pratica sacrosanta, ma è meglio non eccedere con i pit stop. Perché il buon trekker, grazie all’allenamento e alla capacità di regolare il passo, dopo qualche minuto di cammino riesce a trovare un proprio ritmo nel passo, il proprio tempo, quasi stesse suonando una melodia con le gambe. Troppe pause rischierebbero di interrompere questo spartito.

  5. I bastoncini telescopici servono:

    Sentirete molti dire che non sono essenziali, che si può camminare benissimo anche senza. Ma non è così, i bastoncini hanno numerosi benefici per la camminata, non solo per aiutare il nostro equilibrio ma, soprattutto, per aiutarci a scaricare il peso dello zaino non solo sulla nostra colonna vertebrale.

Il trekking deve emozionare e coinvolgere, è un’esperienza che dona equilibrio e pace interiore, ecco perché è così importante essere preparati quando si inizia. Perché talvolta gli imprevisti dovuti alla scarsa preparazione potrebbero rovinare quella che dovrebbe essere un’esperienza ricca di suggestioni.

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A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

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