Il peso dello zaino, non è una metafora! | Trekking.it

Il peso dello zaino, non è una metafora!

Categorie: I nostri consigli
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Lo zaino è un po come la nostra testa

Per vivere meglio bisogna tenerlo leggero, imparando a distinguere quello che è essenziale da ciò che invece è superfluo.

Preparare lo zaino comodamente seduti sul letto di casa ci porta spesso a commettere errori di stima.

Un po’ come quando si va a fare la spesa al supermercato affamati, sicuramente si tornerà a casa con borse cariche di scorte alimentari esagerate.

La prima volta che si va a fare un’escursione, e quindi si è a corto di esperienza, l’unico limite percepito per il carico dello zaino è la sua capienza.

Tutto quello che c’è in casa si pensa sia utile, maglioni di ricambio, pile di scorta, un paio di borracce e, magari, anche un piccolo fornelletto per scaldare la razione quotidiana di cibo per pranzo.

Dopo aver chiuso lo zaino, quasi sicuramente, ci verrà in mente ancora qualcosa di assolutamente utile come un asciugamano sui cui sedersi per riposare un po’ e, perché no, un cavatappi in più.

Una volta che il nostro fedele compagno di viaggio è bello pieno e carico, si esce di casa tranquilli, certi di non aver dimenticato nulla di importante.

Le certezze inizieranno però a dissolversi esattamente dopo quel primo passo in salita che si fatica a fare quando, improvvisamente, la forza di gravità sembra più forte.

Oppure quando ci si troverà a superare un piccolo ruscello, correndo il serio rischio di finire nell’acqua, perché la nostra capacità di salto è più limitata del solito.

 

Lo zaino è il compagno di viaggio migliore per il trekking
Lo zaino è il compagno di viaggio migliore per il trekking

In quei precisi istanti ci ricorderemo di avere in spalla un peso massimo, uno zaino colmo di oggetti per ogni evenienza che, però, inizia a far sentire con insistenza la sua ingombrante presenza.

Da quel momento in poi tutto è in salita, ogni passo fatto è li per ricordarci di aver sbagliato qualcosa nella panificazione del nostro trekking.

Adoro i piani ben riusciti

Lo diceva un personaggio di una nota serie TV anni ’80 molto nota. E aveva ragione perché, come in ogni attività, la preparazione e la strategia sono ingredienti fondamentali per evitare di lanciare maledizioni verso se stessi nella fase “operativa”.

Ma il momento peggiore della vostra giornata di trekking non sarà il tempo passato sul sentiero perché la soddisfazione di raggiungere la vetta e godendosi il panorama, le sensazioni che madre natura sa donarci quando la attraversiamo con rispetto, riescono ad alleviare ogni dolore.

Il culmine della nostra disfatta emotiva arriverà la sera quando, seduti sul letto, inizieremo a svuotare lo zaino un pezzo dopo l’altro. Ecco, in questo istante, ci renderemo conto che una buona metà di quelle cose sono ancora intonse ed inutilizzate.

Riprendendo la metafora della spesa, ci rendiamo conto di aver esagerato a fare acquisti solo a fine cena, ormai sazi, ma con un frigo pieno di pacchetti del supermercato.

La sensazione sarà proprio quella, guardando il bel fornelletto posato sul letto, circondato da una schiera di maglie e maglioni ancora perfettamente piegati.

Probabilmente, la prossima volta che prepareremo lo zaino, ogni singola cosa che inseriremo al suo interno dovrà passare delle dure selezioni.

Più è lungo il percorso, più delicate saranno le scelte
Più è lungo il percorso, più delicate saranno le scelte

Ecco un piccolo decalogo (+ 1) con i consigli essenziali per preparare lo zaino in modo corretto, eliminando il superfluo e tenendo solo l’essenziale.

Non si sa mai, imparando a fare lo zaino, si potrebbe arrivare perfino a riordinare la propria vita:

  1. Iniziamo a prendere tutto quello che ci sembra essenziale e a metterlo steso per terra o sul letto, tutto insieme, per farsi un’idea di quante cose ci sembrano importanti davvero. Ci vuole strategia, bisogna capire cosa è più o meno ingombrante, e avere tutti i pezzi del puzzle sott’occhio.
  2. Iniziamo subito dalle cose più voluminose e pesanti. Un piccolo segreto per un migliore comfort è quello di tenere il peso nella parte bassa e centrale dello zaino, vicino alla struttura portante e al supporto che si stringerà (con i lacci) intornao all nostra vita. Sotto tutto eventuale materiale combustibile, in modo che non impregni tutto in caso di perdita.
  3. Il jolly ci vuole sempre e, nel nostro caso, è una corda sottile e resistente che può avere più usi di quelli che immaginate.
  4. Sono tutti stesi sul letto gli indumenti che vogliamo portare.
    Li guardiamo è già ci appaiono tanti. A questo punto avviciniamoci al letto ed eliminiamone almeno il 30/40%.
    Non bisogna avere remore o dubbi, ne va la vostra salute. Un buon metro di selezione potrebbe essere quello di prediligere l’abbigliamento più tecnico e performante, i capi più modaioli lasciamoli a casa.
  5. La prima volta avete piegato bene e riposto bene nello zaino ogni cosa, giusto? no, sbagliato! Meglio arrotolare i vostri capi, risparmierete molto spazio, perché così ci saranno meno vuoti.
  6. La pioggia è un nemico solo se non si è attrezzati, meglio avere sempre un sacco da pioggia e una cerata d’emergenza. Dando per scontato che l’abbigliamento da outdoor è già in membrana idrorepellente.
  7. Un buon investimento dovrebbe essere quello di un sacco a pelo poco ingombrante ma molto performante, meglio mandare in pensione i voluminosi sacchi di qualche anno fa.
  8. Il kit di primo soccorso non può mai mancare. Quando ne avrete, malauguratamente, bisogno avrete bisogno di prenderlo subito, non nascondetelo in fondo allo zaino ma deve essere in un punto facile da raggiungere. Vicino l’apertura o ad una tasca laterale.
  9. L’asciugamano può essere sempre utile, però evitate quello da spiaggia fatto per prendere il sole, prediligete quello in micro fibra. Occupa poco spazio, asciuga bene e si asciuga in fretta.
  10. Importante utilizzare anche la parte anteriore ed esterna dello zaino. Usate i moschettoni per attaccare le cose più leggere, tenendo sempre presente un corretto bilanciamento dei pesi per non sbilanciarvi.
  11. Ogni spazio è importante e ha una finalità precisa. Ecco perché non dovete dimenticarvi delle tasche frontali e laterali che possono contenere materiale di pronto uso.

Nota per i fotografi e videomaker, leggete questo articolo perché avere l’obbiettivo giusto per uno scatto è importante, ma mantenere la schiena in salute forse lo è anche di più.

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A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

1 comment

  1. Edoardo Cortese 3 Dicembre, 2018 at 22:53 Rispondi

    Bell’articolo Massimo, come darti torto.
    L’altro lato della medaglia è quello di partire senza l’indispensabile.
    Il tempo cambia rapidamente in Montagna, anche a Ferragosto.
    Quando ad esempio rientri ghiacciato in piena estate…non ti fai più fregare! 🙂
    Personalmente non tolgo mai dal mio zaino un leggero passamontagna, ed un paio di guanti.
    Non ci rinuncerei mai.
    Ovviamente, come dici tu, ci vuole buon senso.
    Ma spesso lo apprendi solo con l’esperienza.

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