In aereo con lo zaino: come gestire il carico in stiva | Trekking.it

In aereo con lo zaino: come gestire il carico in stiva

Categorie: I nostri consigli
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Riuscire a far stare nello zaino tutto il necessario per una vacanza in stile backpacker o per un trekking di più giorni è già un’impresa epica, quando poi, fra la partenza da casa e il momento in cui ci si carica lo zaino in spalla e si parte, c’è di mezzo un volo in aereo, le cose diventano ancora più problematiche!

È un problema caricare lo zaino in stiva senza dover sborsare un capitale.

È un problema organizzare il carico in modo che gli oggetti più delicati non vengano danneggiati dagli sballottamenti che i bagagli subiscono nelle fasi di imbarco e sbarco.

È un problema evitare che lo zaino stesso venga danneggiato, con tutti i suoi laccetti e gancetti, tanto utili durante il trasporto, ma che sembrano fatti apposta per rimanere impigliati e schiacciati nel caos di una stiva.

È un problema anche “lucchettare” lo zaino, che, a differenza delle normali valige, non è pensato per avere un sistema di chiusura a prova di visitatori indesiderati…

Vediamo un po’ quali soluzioni si possono trovare per questi rompicapo.

La tecnica del panino imbottito…

Bigstockphoto / Voy_ager

Partiamo dal problema numero uno: limitare il carico dello zaino e di conseguenza i chili da pagare nella stiva.

Per un “normale” turista la soluzione non è tanto complessa: basta portarsi poco o niente e comprare sul posto le quattro cose che servono.

Per chi viaggia con lo zaino però le cose sono un po’ più complicate: l’abbigliamento e le attrezzature indispensabili per la vacanza che si vuole fare non sono certo poche e si tratta per lo più oggetti troppo costosi per essere riacquistati sul posto ad ogni viaggio. La soluzione è tenere più materiale possibile con sé in cabina.

Per raggiungere un risultato efficace è sicuramente utile portarsi come bagaglio a mano uno zainetto ultraleggero ma discretamente capiente. Sul mercato ci sono alcuni modelli interessanti nella categoria 25/30 litri. Qui si possono mettere le attrezzature più delicate e tutto quanto può risultare indispensabile a una dignitosa sopravvivenza nel malaugurato ma non poi così remoto caso che il bagaglio in stiva si perdesse in qualche scalo intermedio…

La soluzione definitiva però è quella di trasformarsi in un panino imbottito vivente, indossando uno sopra l’altro più strati possibile dei vostri abiti più ingombranti: pile, piumino, pantaloni, sovrapantaloni, scarponi da trekking, ecc…

Il vostro comfort durante il viaggio ne risulterà un po’ danneggiato (come pure la vostra dignità agli occhi degli altri passeggeri), ma di sicuro le vostre tasche ne gioveranno discretamente!

In stiva solo quello che non si può rompere

Bigstockphoto / Leolintang

Il punto di partenza è la certezza che, una volta che i bagagli vengono inghiottiti dal nastro trasportatore dell’aeroporto, non abbiamo più notizia di loro fino al momento in cui vengono risputati fuori. Per quel che ne sappiamo potrebbero anche accadergli le peggio cose!

La regola aurea, dunque, è quella di evitare di tenere in stiva oggetti a rischio di rottura. Visto che difficilmente chi viaggia con lo zaino in spalla si porta a presso i piatti del servizio buono, in questa categoria per noi rientrano prima di tutto i vari device elettrici ed elettronici (tablet, batterie tampone, pannelli solari portatili, Gps, ecc). Se proprio non potete fare a meno di caricarli nello zaino, cercate almeno di proteggerli, mettendoli in una posizione centrale, avvolti e protetti dagli strati morbidi dei vestiti.

Un altro comparto delicato sono gli oggetti a rischio esplosione. Non parliamo ovviamente delle bombole di combustibile per il fornelletto da campeggio, il cui trasporto in aereo è assolutamente vietato, tanto in stiva quanto in cabina. Ci riferiamo piuttosto ai barattoli, buste e bustine contenenti i classici reintegratori salini o gli alimenti liofilizzati (zuppe, minestre, risotti, ecc.) che giocano spesso un ruolo importante nella dieta del backpacker, e che sovente si portano da casa, nel dubbio di riuscire a trovare sul posto, le buste della marca e del gusto che più ci piacciono.

Anche queste scorte vanno adeguatamente protette, perché, se venissero schiacciate, potrebbero esplodere e disperdere il loro contenuto in giro per lo zaino. Avere addosso un pile che sa di crema agli asparagi e funghi porcini di sicuro non gioverebbe alle vostre relazioni sociali durante la vacanza…

#imbustalozaino

Veniamo all’ultimo consiglio: come evitare che lo zaino stesso si danneggi durante il trasporto in stiva?

Una soluzione ruspante e casalinga può essere il nastro da pacchi, col quale si possono bloccare e coprire i vari ganci e cinghie impedendo che si possano impigliare da qualche parte.

Volendo è anche possibile utilizzare le macchine che si trovano in molti aeroporti, che consentono di “impacchettare” il bagaglio con la pellicola trasparente. Certo che si tratta di una scelta poco sostenibile, visto che si sprecano per un solo utilizzo decine di metri di plastica…

Forse la soluzione più razionale è dotarsi di una sacca da aereo nella quale lo zaino può essere comodamene infilato e poi sigillato con lucchetto, così da tenere anche il suo contenuto al sicuro dalle intromissioni di qualche improvvida mano…

 

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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