Pedalare nei parchi: norme di comportamento | Trekking.it

Pedalare nei parchi: norme di comportamento

Categorie: I nostri consigli
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È piacevole pedalare nei Parchi nazionali e regionali per scoprirne le bellezze naturali, però bisogna essere a conoscenza delle norme che ne disciplinano la fruibilità con la bicicletta.

Grazie alla mountain bike e alla recente diffusione delle e-bike, biciclette con pedalata assistita, un pubblico più vasto rispetto al passato ha iniziato ad effettuare escursioni pedalando nelle aree protette, dove però è bene sapere che esistono regole legate alla fruizione di sentieri, strade campestri e tracciati su strada ricompresi nel perimetro dei confini amministrativi dei Parchi.

Ne siamo consapevoli, l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto in città rappresenta uno stile di vita attivo, piacevole e salutare per tutti, dai più piccoli ai più adulti, dai rider più esperti ai ciclisti occasionali.

Per chi ha voglia di pedalare e di assaporare il grande senso di libertà che si prova nelle aree protette, anche i Parchi regionali e nazionali hanno provveduto negli anni a redigere norme comportamentali e a fornire nuove opportunità di visita dei loro comprensori.

Attrezzati di adeguate infrastrutture per i ciclo-amatori e con una rete sentieristica specifica che segue il profilo morfologico ed altimetrico del territorio adatto alla fruibilità per le due ruote.

Questo perché il turismo in bicicletta è sempre più associato al turismo sostenibile e come per l’escursionismo a piedi anche le due ruote ecologiche possono valorizzare l’intero sistema nazionale delle aree protette, con Enti parco che possono strutturare, gestire e coordinare azioni che favoriscono questa forma di mobilità lenta destinata a tutti gli appassionati della bicicletta, anche ai meno esperti.

Pedalando nei Parchi è possibile scoprire le bellezze non solo naturalistiche e ambientali, ma anche storiche e architettoniche.

 

Parchi a tutto raggio

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C’è ne per tutti i gusti e con diversi gradi di difficoltà, sentieri e piste fruibili con la mountain bike, talvolta anche con biciclette elettriche e a pedalata assistita (soprattutto nei Parchi fluviali dove non si registrano dislivelli importanti).

Prima di salire in sella e inforcare i pedali i cicloamatori devono sempre documentarsi – azione agevolata dai Parchi stessi che sui loro siti mettono a disposizione descrizioni degli itinerari, tracce gpx e cartografia dedicata – per verificare la lunghezza dei percorsi, il dislivello, il grado di difficoltà, i tempi di percorrenza, le mete culturali e ambientali, i recapiti utili.

Il top si raggiunge quando la rete sentieristica delle aree protette è raggiungibile con il treno: possono esserci percorsi “fuori parco”, indicati con una segnaletica specifica che iniziano dalla stazione ferroviaria più vicina e permettono di raggiungere le porte di accesso delle aree protette e da qui di visitarle soffermandosi presso i Centri Parco, i Centri Visita e i luoghi più significativi da un punto di vista naturalistico, storico e culturale.

I Parchi regionali e nazionali risultano piuttosto eterogenei, ciascuno dei 159 istituiti (134 regionali, 25 nazionali) ha caratteristiche uniche; si differenziano in base agli ambienti alpestri, collinari, fluviali e lacustri, altri sono prospicienti al mare, insomma, un vero mosaico di ambienti e situazioni diverse, tutti percorribili a piedi e alcuni anche in mountain bike, con la bicicletta elettrica o con una bicicletta da strada.

Come comportarsi per pedalare serenamente

Comacchio, Parco Delta del Po, Emilia Romagna – Foto di Enrico Bottino

I Parchi disciplinano l’utilizzo della loro rete sentieristica a garanzia della sicurezza dei fruitori e della tutela dell’ambiente naturale circostante.

I ciclisti dovranno astenersi dal percorrere tratti ai quali sia stato vietato l’uso della bicicletta, e in ogni caso quando fruibili devono rispettare e privilegiare il transito pedonale.

In generale l’accesso con le biciclette è consentito lungo le strade di uso pubblico, nonché lungo sentieri, mulattiere, strade e piste forestali se non vige specifico divieto, e lungo i percorsi appositamente segnalati. Nella scelta dell’itinerario attenzione anche al senso di marcia: non tutti lo sanno ma alcuni sentieri possono essere percorsi solo a salire e altri solo a scendere.

Altro criterio da considerare è il periodo: ci sono aree protette dove è fatto divieto pedalare in determinati momenti dell’anno e nei giorni festivi e prefestivi, se non opportunamente autorizzati; sono scelte condizionate dalla salvaguardia degli escursionisti nei mesi di maggiore frequentazione dei sentieri, oppure a tutela della fauna selvatica, soprattutto nei mesi di riproduzione.

Persone in bicicletta lungo la pista ciclabile che segue il Naviglio Grande - Foto di Enrico Bottino

Naviglio Grande  – Foto di Enrico Bottino

Per non incorrere in sanzioni amministrative, fa da se che nei Parchi bisogna adottare una velocità moderata – soprattutto nei tratti dove si perde quota – per non rovinare addosso agli escursionisti a piedi che, peraltro, hanno sempre la precedenza sui biker, fatta eccezione per Parchi dove sono individuati specifici percorsi per le due tipologie di utenza.

Per tutti vale la prudenza ed evitate per quanto possibile frenate brusche e rumori molesti, per restare in armonia con il contesto.

Prima di inforcare i pedali documentatevi per tempo sui siti web dei parchi, se ad esempio se scoprite che quel dato giorno c’è una gita di gruppo guidata (i Parchi organizzano anche escursioni accompagnate), meglio dirottare la nostra pedalata su un’altra data.

Può essere utile anche una telefonata agli operatori e alle Guide dei Parchi per accertarvi sulle condizione dei percorsi. Inoltre, ci sono Parchi o società autorizzate che possono fornire biciclette a noleggio per un uso limitato all’interno dell’area protetta che deve avvenire nel rispetto del Regolamento.

Come in città, è buona norma mantenere la destra, restare sempre rigorosamente sui sentieri autorizzati ed evitate di abbandonare i  tracciati, il “fuori pista” non è accettato.

Se durante la vostra gita notate biciclette che non sono sul sentiero ufficiale, considerate che ci sono persone – generalmente volontari che dovrebbero avere appositi contrassegni – autorizzate a farlo per adempiere al loro compito di controllo e monitoraggio dell’Area Parco.

Se poi vi saltasse il grillo in testa di prendere una scorciatoia e tagliare per i campi ricordatevi che è vietato l’accesso ai terreni sottoposti a colture agrarie o a particolari vincoli di salvaguardia e tutela ambientale.

Ovviamente i percorsi ciclabili nei Parchi non sono in grado di garantire un livello di sicurezza assimilabile ai percorsi ciclabili e pedonali in ambiente urbano.

Di questo bisogna esserne coscienti: prati, fossi, alberi, corsi d’acqua, attraversamento di tratti urbani sono potenzialmente pericolosi per la nostra sicurezza e incolumità fisica.

Mountain bike speed zoom motion blur. Fast downhill biking.

Una curiosità: è vietato posizionare segnali, locandine o cartelli non autorizzati dai Parchi, quindi, in caso di manifestazioni di carattere agonistico e amatoriale, organizzati da Associazioni o Enti, è sempre necessario relazionarsi con l’Ente Parco.

Spetta a questa autorità autorizzare l’evento e la sistemazione di eventuali fettucce e indicazioni dei percorsi da seguire durante la manifestazione (quando si chiede l’autorizzazione bisogna presentare al Parco, in tempi compatibili per le necessarie verifiche, la dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte degli organizzatori della manifestazione, data, ora e durata della manifestazione, indicazione del percorso, numero dei partecipanti previsti, ecc).

Testo e foto di Enrico Bottino

 

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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