Pillole fotografiche: come fare buone foto sulla neve | Trekking.it

Pillole fotografiche: come fare buone foto sulla neve

Categorie: I nostri consigli
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Tornare a casa dalle nostre gite sulla neve con qualche buona foto ricordo non è sempre scontato. La luminosità del manto bianco e la luce invernale radente spesso “bruciano” le nostre fotografie. Ecco qualche piccolo trucchetto per chi è alle prime armi e vuole rendere migliori le proprie foto invernali.

Quante volte siamo tornati a casa da una piacevole escursione e, una volta riguardati sullo schermo, i nostri scatti non ha soddisfatto appieno le aspettative? Neve di un bianco accesissimo, “sparato” a mille, che offusca i particolari della foto, o al contrario grandi zone d’ombra che oscurano i volti e le nostre foto ricordo.

Come fare dunque per ottenere scatti soddisfacenti, di ritorno dalle gite sulla neve? Ecco qualche piccolo trucchetto per migliorare le nostre fotografie.

  1. Tenersi sempre – o quasi – il sole alle spalle

Sulle piste da sci, così come sui sentieri da percorrere con le racchette da neve, prima di scattare la classica foto di gruppo, cerchiamo sempre qualche area priva di alberi e ombre, che potrebbero oscurare alcune aree della foto.

Può sembrare scontato, ma ricordiamoci sempre di inquadrare i nostri soggetti tenendoci il sole alle spalle: in questo modo i raggi colpiranno i soggetti illuminandoli in maniera adeguata, ed eviteremo così di avere i soggetti in ombra.

Come NON scattare: in questa foto le persone posizionate in una zona oscurata dalle ombre degli alberi e dagli stessi colori dei tronchi non risaltano per niente. Al contrario, se fossero stati sulla destra, sul manto bianco, l’effetto sarebbe stato decisamente più incisivo. Parco Naturale del Mont Avic, foto Marco Carlone.

Allo stesso modo, se stiamo camminando in mezzo al bosco, aspettiamo di trovare uno spiazzo aperto in cui le ombre degli alberi non si estendano sui nostri soggetti, illuminandone solo una porzione.

  1. Fare una corretta esposizione

La neve è un elemento che riflette fortemente la luce e i raggi solari, di conseguenza nelle nostre macchine fotografiche entrerà una grande quantità di luce. Sia che scattiamo con il cellulare che con una macchina fotografica, sarà allora opportuno esporre la nostra foto selezionando il punto di esposizione sulla neve: in questo modo, se scattiamo in modalità automatica, il sensore baserà il tempo di scatto e l’apertura del diaframma in automatico sulla luminosità della neve, evitando così di fare entrare troppa luce con un conseguente effetto fastidioso in cui il bianco rimane troppo luminoso e senza dettagli.

Come NON scattare: Questa foto è stata scattata esponendo correttamente il camoscio e le rocce circostanti. Di conseguenza, le lingue di neve risultano sovraesposte e senza alcun dettaglio. Per una corretta esposizione sarebbe stata da esporre la neve. Parco Nazionale del Gran Paradiso, foto Marco Carlone.

Per chi invece scatta in modalità manuale, regolando da sé diaframma e tempo di scatto, il consiglio è sempre di esporre l’inquadratura prendendo come punto di riferimento il punto più luminoso e sottoesponendo sempre un po’ la neve.

  1. Includere un particolare nel paesaggio

Sveglia antelucana, rapida colazione e via, in salita, verso la vetta. Lungo il percorso, soprattutto se stiamo camminando tra le vallate alpine o appenniniche, sarà molto facile trovare degli scorci scenografici e dei punti panoramici con vista mozzafiato.

Purtroppo però, spesso un punto panoramico non è sufficiente per portare a casa uno scatto soddisfacente: l’impressione è quella che il nostro panorama sia troppo “dispersivo” e l’effetto di chi guarda la foto è di non riuscire a trovare nessun elemento che attiri l’attenzione.

Come NON scattare: questa foto non rispecchia per niente la maestosità del paesaggio alpino. In primo piano il Lago di Muffé, completamente ghiacciato in inverno. Non essendoci un soggetto, la foto risulta dispersiva. Foto Marco Carlone

Trovate dunque un elemento che funga da soggetto per attirare l’attenzione: un gruppo di alberi, una roccia particolarmente sinuosa, delle orme di animale, un ruscello, i nostri compagni di escursione… Questo espediente attirerà subito l’attenzione dell’occhio impreziosendo l’inquadratura. Non basta però nemmeno questo: il nostro soggetto andrà posizionato correttamente. Come? Lo vediamo nel prossimo punto!

Al contrario in questa foto le orme in primo piano conducono lo sguardo verso la cima sulla destra, rendendo lo scatto più “dinamico”. Gruppo del Bernina, foto Marco Carlone.
  1. Posizionare bene i nostri soggetti

L’occhio umano è attirato dalle geometrie, dalle forme simmetriche e da un certo equilibrio nella composizione. Tutto ciò porterebbe a pensare che il punto ideale per collocare il nostro soggetto principale sia il centro della foto. E invece no.

L’esperimento è molto semplice: proviamo ad inquadrare un bell’albero e a porlo al centro dell’inquadratura. Dopodiché facciamo lo stesso esperimento decentrando leggermente il nostro albero su un lato a nostra scelta, l’effetto sarà subito differente.

La foto risulterà subito più “armonica” e l’equilibrio generale della foto ne gioverà. Può sembrare contro intuitivo ma… provare per credere.

In questa foto le linee della strada e del muro guidano lo sguardo verso il punto di fuga. Se il punto fosse stato posto al centro dello scatto, la foto sarebbe stata molto più “piatta” e meno equilibrata, nonostante in questa foto non ci sia un soggetto percepibile immediatamente. Parco naturale La Mandria, foto Marco Carlone.

Stesso discorso per l’orizzonte: cercate sempre di non tenerlo nella metà esatta dell’inquadratura, ma a circa un terzo della foto, a seconda che abbiate delle belle nuvole da inquadrare o qualche elemento interessante nella parte bassa della foto.

Queste sono solo alcune piccole indicazioni, non sono di certo regole ferree. Molto dipende dal livello di esperienza, dai soggetti delle foto e dal tipo di macchina fotografica utilizzata.

La regola principale rimane solo una: divertirsi, sperimentare, provare e riprovare… E non demordere se non riusciamo ad ottenere il risultato sperato dalla prima fotografia!

Testo e foto di Marco Carlone. In apertura, Parco Naturale del Mont Avic. Altre foto cliccando su questo link.

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