Soccorso in montagna: chiama il 118 | Trekking.it

Soccorso in montagna: chiama il 118

Categorie: I nostri consigli
0

Il numero unico del Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza Medica (S.S.U.E.M.), attivo su tutto il territorio nazionale, è il 118.

Il 118 è quindi il numero telefonico da contattare per tutte le emergenze di tipo sanitario, comprese quelle legate agli incidenti in montagna.

In alcune aree del paese (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Provincia di Roma, province autonome di Trento e Bolzano) è attivo da qualche tempo anche il 112, ovvero il NUE, Numero Unico di Emergenza.

Questo servizio, allineandosi a quanto avviene in molti altri paesi europei (Austria, Bulgaria, Francia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna e Svizzera), fa confluire tutte le telefonate effettuate ai numeri di emergenza (113, 115 e 118) presso un’unica Centrale Operativa, che ha il compito di localizzare le chiamate, classificarne la tipologia d’urgenza e smistarle alla centrale operativa di competenza (emergenza sanitaria, carabinieri, polizia o vigili del fuoco).

Anche quando si incorre in un emergenza sanitaria in ambiente montano (un malore, un infortunio o un incidente di qualsiasi genere che mette a rischio la nostra salute) il numero da chiamare è dunque il 118 (e/o il 112 nelle aree dove il servizio è attivo).

Ora che sappiamo qual è il numero da comporre per richiedere soccorso e, una volta che abbiamo richiesto all’operatore l’attivazione dell’intervento del CNSAS (Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico), è utile fare chiarezza sulle riposte da dare all’operatore che avvia l’intervento di soccorso e raccoglie dati fondamentali per l’ottimizzazione dell’intervento stesso.

Riportiamo qui di seguito le domande che vi saranno poste, perché al CNSAS dobbiamo dare informazioni precise per rendere il l’intervento mirato e veloce:

  • Da dove si sta chiamando (specificando all’operatore che ci si trova in montagna o in grotta).
  • Il numero di telefono da cui si sta chiamando – il telefono non deve mai essere abbandonato (se la chiamata dovesse interrompersi è importante che il telefono venga lasciato libero per consentire alla Centrale operativa di richiamare).
  • L’esatta località dove è ubicata l’area da cui si sta chiamando (Comune, Provincia o sicuramente un riferimento importante di ricerca rilevabile sulla cartina).
  • La propria posizione se in possesso di  altimetro (opportunamente tarato) o GPS;
  • Indicazioni in merito a cosa è visibile dall’alto (pendio, bosco, cima, rifugio, ecc.).
  • Cosa è successo;
  • Quando è successo;
  • Quante persone sono state coinvolte nell’incidente.
  • Le proprie generalità (fondamentali).
  • Le condizioni evidenti della/e persona/e coinvolta/e: difficoltà respiratorie, coscienza, perdita di sangue, traumi visibili, ecc; .
  • L’esatta posizione del ferito (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, ecc).

Inoltre è importante riportare all’operatore le condizioni meteorologiche e di visibilità della località dove è avvenuto l’incidente. Questo perché l’intervento dei soccorritori del CNSAS potrebbe avvenire dall’alto, grazie all’elicottero, una valutazione che viene fatta in base alla gravità dell’incidente e all’accessibilità del luogo dove si è verificato.

Poiché l’intervento di soccorso in montagna può essere effettuato con o senza l’utilizzo dell’elicottero, vi verranno poste dall’operatore anche le seguenti domande:

  • Tempo impiegato a piedi dall’automezzo al luogo dell’evento;
  • Condizioni meteo sul posto;
  • Condizioni del terreno;
  • Presenza di vento;
  • Visibilità sul posto;
  • Presenza nell’area dell’evento di fili a sbalzo, funivie, linee elettriche ecc.

Ovviamente non bisogna abbandonare il posto e restare a disposizione della squadra di soccorso.

Ricordiamo inoltre che è fatto obbligo a chiunque intercetti una chiamata di soccorso avvisare tempestivamente la Centrale operativa del Soccorso alpino e speleologico.

Per informazioni più complete e dettagliate consulta il sito del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Potrebbe interessarti anche:

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento