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Come passo le vacanze? Con uno zaino in cammino!

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Ci sono turisti e poi ci sono i viaggiatori, tra questi due termini c’è tutto un mondo

Molte persone si avvicinano alle vacanze estive con un’unica idea in testa, quella di poter finalmente riposare, magari sdraiate su un lettino e sotto l’ombrellone con la musica nelle orecchie, tra un bagno refrigerante e un gelato al bar

Non siamo certo ipocriti, è una prospettiva che ha i suoi lati affascinanti.

Infatti ogni anno coinvolge migliaia di persone che si danno appuntamento nei lidi di Rimini, Riccione, sulle spiagge di Formentera o, magari quelli più tosti, su una chilometrica spiaggia con vista sull’oceano della California o di Miami.

Sono i turisti, in questi luoghi cercano il riposo totale, per loro vacanza significa letteralmente assenza di qual si voglia stimolo fisico e mentale, con l’unico obiettivo di avere un po’ di meritato riposo.

Poi ci sono i viaggiatori…

Ci sono i turisti si, ma ci sono anche i viaggiatori. O meglio, quelli che conosciamo meglio noi, i viaggiatori lenti.

Quando all’orizzonte si intravede qualche giorno di ferie, la prima cosa che fanno è informarsi per cercare nuovi luoghi e territori da scoprire, possibilmente fuori dalle grandi rotte turistiche.

Il viaggiatore ha necessità di riposo, certo, ma principalmente dalla frenesia della vita quotidiana, da un mondo iper connesso che non lascia più pause e spazi.

Per questo è alla continua ricerca di lentezza, per ritrovare una connessione con se stesso.

Al vero viaggiatore non piace saltare da un punto ad un altro prendendo un aereo, non piace la “toccata e fuga”, ama  attraversare i territori, ha bisogno di assaporare il gusto della scoperta inaspettata, quella che si fa durante il viaggio, non tanto raggiungendo la destinazione.

Il suo mezzo di trasporto preferito sono le proprie gambe, magari con uno zaino in spalla, con l’ausilio di una bicicletta o un treno, magari di una di quelle linee che attraversano aree incontaminate in Italia ed Europa. 

Cammino di Santiago


Uno scatto che ritrae dei viandanti intenti a camminare lungo il tracciato del Cammino di Santiago

I SEI comandamenti del viaggiatore lento

1) Eliminare il rumore di fondo:

Nel nostro quotidiano siamo costantemente bombardati da migliaia di messaggi e stimoli, che provengono dai diversi canali con cui relazioniamo.

I social network, la TV, la Radio, le mail, i continui messaggi su what’s app, telegram e messanger trasformano i nostri device in fastidiosi mostri che trillano e suonano ogni secondo, tanto che ormai li teniamo costantemente silenziosi.

Ecco il primo passo è proprio quello di riuscire a staccarsi da tutto questo, magari perché il nostro viaggio attraverserà aree in cui il famoso 4G non prenderà e di Wi-Fi nemmeno a parlarne, anzi queste zone di internet free diventano un irresistibile richiamo per il viaggiatore lento.

Il cammino pè impegnativo, si percorrono sentieri stretti e talvolta impervi.

Il cammino pè impegnativo, si percorrono sentieri stretti e talvolta impervi.

2) Riscoprire il piacere dell’incontro:

Siamo sempre connessi con ogni parte del mondo, tanto che non abbiamo più il piacere di parlare con le persone che incontriamo per strada o nelle scale.

L’incontro invece rappresenta una delle componenti principali del viaggio lento, fermarsi un’ora in più a cena in una locanda frequentata dagli abitanti della zona, ascoltarne le storie e le esperienze di vita, magari scoprendo che ci sono altri mondi, vicini sulla carta ma lontani e sconosciuti nei fatti.

La possibilità di imparare qualcosa o di prendere ispirazione da chi ha fatto scelte di vita diverse dalla nostra è così importante da meritare un piccolo aiuto, l’incontro va propiziato e cercato.

Cerchiamo la locanda, fermiamoci un’ora di più a parlare con le persone, ascoltiamo quello che hanno da dire e spogliamoci di ogni spirito di prevaricazione, impariamo ad ascoltare.

Articolo Dolomiti Friulane

3) L’imprevisto è un occasione:

Il turista maledice la coincidenza persa, il volo in ritardo, il giorno di sciopero di Trenitalia.

Il viaggiatore lento no, perché ogni passo fatto in un borgo, in un paesino o attraverso le colline fa parte del bagaglio di esperienze che si riporterà a casa.

Se, arrivato in stazione, si accorge che il treno è stato cancellato probabilmente reagirà con un sorriso pensando di avere il tempo di visitare quella chiesetta, quel borgo o di percorrere quel sentiero che non era riuscito a fare proprio per la partenza ravvicinata.

Questa è una regola aurea, l’imprevisto fa parte del viaggio ed è uno dei fattori principali di ogni nuova scoperta.

 

4) Rendersi conto che il superfluo non è necessario:

Questo tipo di viaggio, durante il quale si diventa un po’ viandanti, avrà bisogno di un bagaglio abbastanza leggero che, nella maggioranza dei casi, si tradurrà in uno zaino da tenere in spalla.

I limiti di spazio e di peso imporranno delle rinunce in fase di preparazione, un ragionamento su cosa davvero sarà utile e cosa no.

 

Questa è una fase delicata, e rappresenta uno spartiacque rispetto al turista che, probabilmente, per tre giorni di vacanza non potrà fare a meno di una valigia piena di cambi d’abito degna della più esigente della pop star.

Il viaggiatore no, ha bisogno di qualcosa di un po’ più tecnico per gli spostamenti, un paio di scarpe adatte, e di qualcosa di più confortevole per le serate passate in compagnia.

Le camicie e le scarpe eleganti saranno solo un ricordo da lasciare a casa, nell’armadio, proprio a fianco alla valigetta del lavoro.

 

5) Il viaggio è un’esperienza essenzialmente interiore:

Oggi il viaggio è uno strumento per affermare se stessi sugli altri, si fa un viaggio come si acquisterebbe un prodotto esclusivo, per far vedere che si può.

Ci sono turisti che visitano città, territori e località con il solo scopo di scattare la foto nel luogo simbolo, riconoscibile da tutti, per mostrare il prezioso scatto agli amici per”fare vedere di essere stato”.

Degna rappresentazione di un mondo in cui l’apparenza la fa da padrona.

Il viaggiatore vuole conoscere l’anima autentica di ogni luogo visitato, vuole entrare in connessione con i territori e l’ambiente che lo circonda, per comprendere meglio realtà diverse e tornare arricchito di storie nuove.

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6) Imparare ad ascoltare il silenzio:

Certo, il viaggiatore si troverà ad immergersi in centri storici, mercati tradizionali e feste di paese, dove la gioia, i suoni e i colori faranno bella mostra di se coinvolgendo l’osservatore.

Ma chi viaggia lentamente si troverà spesso a camminare nella natura, in scenari dominati da un silenzio “parlante”, nel quale ascoltare il rumore del bosco, del vento che muove le fronde del bosco, degli scoiattoli che corrono sui rami oppure di qualche animale selvatico che cammina nel sottobosco.

Un catalogo di suoni al quale non siamo abituati e che un po’ ci spaventa, perché la natura non ci giudica.

Ci lascia il compito di rimanere soli con noi stessi per fare i conti con i giorni passati e quelli futuri. Questa è una delle esperienze più significative di questi viaggi.

Dopo aver ascoltato i (propri) silenzi si può tornare davvero cambiati e più consapevoli.

Non importa dove, può essere il cammino di Santiago, le montagne del Perù oppure magari a un paio d’ore di treno da casa, conta solo il come.

 

Articolo di:
Massimo Clementi

 

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A proposito dell'autore

Massimo Clementi

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