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Vademecum del pernottamento in rifugio

Categorie: I nostri consigli
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Per gli escursionisti il primo pernottamento in un rifugio alpino è un po’ come un rito di iniziazione

Un conto è una gita giornaliera, un conto è dormirci in montagna. È come trasformare in “quotidiano” quell’universo così straordinario e lontano dalla nostra normalità.

Poi è lì, attorno a quei tavoli di legno, che si diventa parte della “tribù camminante”, fra vecchie camice a quadri (qualcuna, per fortuna, c’è ancora…) e pile high-tec. Si mangia, si beve, si ciancia e, se per grazia di dio e volontà di rifugista, il telefono non prende e il WiFi è spento, si racconta e ci si racconta. Più o meno come gli antenati attorno ai falò del neolitico…

Ovviamente la magia funziona solo se il rifugio è veramente alpino, cioè se per arrivarci non ti basta sbarcare fresco fresco dall’auto o dalla funivia, ma ti ci vuole almeno un’ora di cammino, quanto basta per capire dove sei e chi sei, quanto puoi parlare e quanto ti conviene ascoltare…

In posti così, difficilmente si trovano camere singole o lenzuola fresche di bucato. Persino le docce non sono esattamente una dotazione di serie.

Con un po’ di fortuna però troverete cose ben più preziose: una tazza di minestrone fumante quando avevate proprio fame (ma fame fame, non “appetito”!), un bicchiere di misterioso rosso sfuso che, chissà come mai, pare più buono del Chianti Riserva, e tre amici con cui giocare a carte fino a quando il generatore continua a masticare gasolio e sputacchiare luce. Poi una stellata da restare lì tutta la notte col naso all’insù, invece via, in branda a sghignazzare nel buio del camerone come non si faceva più dai tempi delle medie, anche se domani ci si alza presto che il sentiero è lungo, ma leggeri, che la vita è bella!

Questa è l’elegia del rifugio perfetto. Nelle vostre escursioni qualcuno ne incontrerete di sicuro, altri saranno un po’ più alberghi e un po’ meno rifugi, altri ancora… meglio non pensarci…

Comunque sia, se state cominciando ora la vostra “carriera” di camminatori e frequentatori di rifugi forse vi potrà essere utile qualcuno dei nostri consigli.

Cosa portare

SACCO LENZUOLO – Tutti i rifugi gestiti (quelli dove c’è un rifugista e del personale) mettono a disposizione l’essenziale per il pernottamento: posto letto (spesso in camerone), materasso, cuscino e coperte in abbondanza. Inutile quindi portare da casa sacco a pelo e materassino, per l’igiene propria e degli altri è meglio però dotarsi di un sacco lenzuolo (minimo peso e minimo ingombro), meglio se di quelli con l’alloggiamento incorporato per il cuscino.

LAMPADA FRONTALE – Fondamentale è anche la lampada frontale, visto che in molti rifugi dopo le 22 anche il generatore di corrente se ne va a dormire. NB: visto che il costo non è proibitivo, procuratevi una lampada di nuova generazione, di quelle dotate anche di led rosso (o blu o verde) a bassa luminosità, ideale per andare a fare la pipì senza svegliare tutta la camerata.

CIABATTE – Dotazione facoltativa (ma consigliata!) sono le ciabatte: un paio di quelle sottili e leggere che di solito si rubano negli alberghi di lusso vanno benissimo! Nel rifugio, infatti, è giustamente proibito aggirarsi con scarpe e scarponi e, solitamente, c’è una dotazione di ciabatte messe a disposizione dalla struttura, ma solitamente, il vostro numero è esaurito…

SPAZZOLINO E ASCIUGAMANO – Come dicevamo sopra, non in tutti i rifugi è possibile fare la doccia, ma l’acqua non manca e i lavelli dei bagni consentono di lavarsi e rinfrescarsi. Quindi è bene avere l’indispensabile per la toilette: spazzlino, dentifricio, saponetta e un asciugamano in microfibra (ideale per l’ingombro e il peso ridotti).

UNA BOTTIGLIA DI QUELLO BUONO – Per quanto riguarda il cibo c’è solo da sedersi al tavolo e lasciarsi servire, non serve quindi portare da casa gavette e posate, ma, se nello zaino vi ci sta una bottiglia di quello buono, farete di sicuro la felicità della compagnia!

Come comportarsi

La cosa si potrebbe liquidare facilmente: con attenzione e rispetto verso gli altri, come da qualsiasi altra parte! Però forse vale la pena di mettere l’accento su qualche “usanza” il cui mancato rispetto potrebbe essere causa di attriti e fraintendimenti.

SCARPE ALL’INGRESSO – Abbiamo già detto che, quando si entra in rifugio, scarpe, scarponi (e ramponi!) vanno lasciati nel deposisto all’ingresso. Anche sistemarsi nelle camerate richiede una certa discrezione: gli spazi del rifugio sono quello che sono e, se ognuno sparpaglia le proprie cose senza ritegno, ne viene fuori una Babele senza fine!

LASCIATEVI INTRUPPARE – A tavola ci sono orari e a volte turni da rispettare: cucinare per decine di persone in alta quota non è esattamente una passeggiata… quindi è cosa buona e giusta agevolare il lavoro del rifugista e del suo team lasciandosi benevolmente intruppare quando è necessario. A proposito: se avete qualche salametto per integrare la cena o i vostri biscotti preferiti per addolcirvi la colazione, nessuno avrà nulla da ridire, però pagare solo il pernottamento e poi sedersi al tavolo tirando fuori le vettovaglie portate da casa non vale!

SILENZIO IN CAMERA – Al momento di andare in branda e di alzarvi ricordate che con voi nella camerata ci sono altri, con orari e mete differenti dai vostri: massimo silenzio e massimo rispetto! Anche perché in rifugio non mancano gli strumenti di dissuasione degli schiamazzatori notturni (scarponi, piccozze, ramponi, ecc.) e, nella massa, sicuramente non mancano neppure quelli che sono disposti ad utilizzarli…

DIMMI DOVE VAI – Prima di lasciare il rifugio lasciate detto quale è la meta della vostra escursione, meglio ancora, scrivetelo sul libro del rifugio… non si sa mai…

RIFIUTI A VALLE – Ultimissima raccomandazione: smaltire i rifiuti in luoghi impervi è difficile, costoso e inquinante (gli elicotteri ancora non vanno a idrogeno…), quindi cercate di lasciare in rifugio meno tracce possibili del vostro passaggio, riportando a valle i vostri rifiuti: se sete riusciti a portare mezzo chilo di biscotti in salita, di sicuro riuscirete a riportarvi a casa 10 grammi di sacchetto vuoto in discesa!

Informazioni utili

La mappa dei rifugi CAI

Il sito “Rifugi e bivacchi”

 

Rifugi: ospitalità allo stato puro. 25 itinerari dove camminare

Emozioni in quota: una rete infinita di sentieri sale verso i rifugi. Dalle Dolomiti alle Alpi Marittime, il fascino, le atmosfere e le suggestioni dei rifugi alpini idealizzano le aspirazioni di ogni escursionista.

Rifugi: l’ultimo avamposto umano nell’universo delle Alpi

I rifugi sono punto di riferimento imprescindibile per gli amanti delle lunghe passeggiate. La maggior parte delle strutture riapre i battenti in estate accogliendo i tanti escursionisti che raggiungono i rifugi anche solo per il piacere di gustare un piatto caldo con gli amici e condividere la passione per la natura.

Chi trova un rifugio trova un amico

Alcuni accessibili ai soli alpinisti, altri alla portata di tutti, i rifugi sono il primo presidio della montagna. C’è rifugio e rifugio: quelli più simili a degli alberghi, che normalmente si trovano presso gli impianti di risalita, i valichi e i fondovalle attraversati dalla viabilità ordinaria, e i rifugi che quasi si confondono con le rocce circostanti, isolati e in quota, raggiungibili solo a piedi.

 

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A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

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