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Vita da cani: regole per il vostro amico a 4 zampe

Categorie: I nostri consigli
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La nostra passione è camminare, la nostra condizione sociale e culturale sempre più evoluta di riflesso fa nascere in noi il desiderio di tornare allo stato di natura.

Non sono però tutte rose e fiori: bisogna essere preparati per affrontare la transizione da sopra-civilizzati ad uno stato di benessere dettato dalla semplicità e dal buonsenso, per vivere anche solo per un giorno in simbiosi con la natura.

In Italia però non è semplice “ascoltare” i silenzi incontrastati della natura e osservare l’immensità e l’armonia degli spazi aperti, anche in questo caso ci sono delle regole che vanno rispettate per il buon vivere di tutti.

Del campeggio libero abbiamo già detto, cercando di comprendere dove e quando è possibile accamparsi con la tenda per avvicinarsi al vero significato della parola wilderness!

Sorge ora un altro dubbio, legato ai nostri amici a quattro zampe.

In quanti di noi nasce il desiderio di condividere la passione all’aria aperta con il nostro cane di città, per farlo entrare a contatto con elementi per lui dimenticati o mai conosciuti?

Un senso di libertà che per tanti va assaporato alla massima indipendenza, senza la costrizione della museruola e del guinzaglio, strumenti apparentemente riprovevoli se usati lontani dalle vie cittadine e dai luoghi pubblici.

Valle Trebbia; Liguria; Italy; Europe

Eppure non può e non deve essere sempre così: ci sono anche tempi e luoghi sbagliati per lasciare il migliore amico dell’uomo libero di correre nella natura.

Gli animalisti e convinti fautori della libertà dei cani nei boschi devono essere prima di tutto paladini dei diritti di tutti gli animali, anche quelli selvatici.

Noi dobbiamo amare il nostro cane, però non possiamo infischiarcene del resto del mondo animale: le specie selvatiche, contrariamente al pensiero comune, sono delicate, vulnerabili e facilmente attaccabili da malattie trasmesse dall’uomo e dai suoi cani.

Scopriamo così che il migliore amico dell’uomo può diventare uno dei più terribili nemici degli animali selvatici.

Purtroppo, nonostante i cartelli di avviso e le sanzioni alle quali si può andare incontro, tante persone lasciano liberi i loro cani nel bosco, sugli alpeggi, in cima ai monti.

Così facendo mettiamo a repentaglio la vita di lepri, caprioli, camosci, marmotte, cervi e daini che, se rincorsi, seppure per gioco dai nostri cani domestici, possono ferirsi gravemente, disperdere energie e quindi indebolirsi, andare incontro a forti stress fisici e nervosi, divenendo più vulnerabili nei confronti dei veri predatori.

Cani_Ph Enrico Bottino Monte Saccarello

Il problema si evidenzia soprattutto con femmine gravide prossime al parto (l’inseguimento può portare all’aborto spontaneo), o nel periodo dell’allattamento dei loro piccoli; soprattutto il capriolo, uno degli ungulati più comuni nei nostri boschi, non essendo un buon corridore è più soggetto di altri a queste problematiche. .

Bisogna inoltre far presente che il periodo primaverile/estivo, la stagione che richiama la maggior parte dei turisti ed escursionisti in montagna, è importante per gli animali selvatici che si preparano ad affrontare l’inverno, quindi continue interruzioni dei ritmi del pascolo portano il mammifero a non accumulare le necessarie riserve energetiche per affrontare al meglio la stagione fredda.

Perché non basta il guinzaglio

Un altro aspetto che passa inosservato, visto che non siamo in città e tanto meno in giardini e parchi urbani, sono le fatte dei cani: le deiezioni vanno comunque raccolte perché diventano veicolo di parassiti pericolosi per gli animali selvatici che, per inciso, non possono curarsi a forza di antibiotici, punture, vitamine e cortisone.

Un cane di appartamento può essere veicolo d’infezioni, soprattutto per mustelidi e canidi, provocare gravi mortalità in faine, volpi, tassi, donnole, lupi e orsi (quest’ultimi possono ammalarsi di cimurro, parvovirosi, leptospirosi, epatite infettiva).

Questo accade anche se i cani sono vaccinati, quindi i proprietari dovrebbero essere tenuti sempre alla raccolta delle feci emesse dai loro animali, non tanto per l’insudiciamento dell’ambiente quanto per ragioni prettamente sanitarie.

Quindi nello zaino non scordatevi la paletta ecologica o altra attrezzatura idonea alla raccolta delle feci del vostro cane, azione che peraltro fate abitualmente in città.

Ricordatevi anche di evitare il contatto diretto con animali selvatici perché a loro volta possono trasmettere pericolose malattie al vostro cane, come la “rabbia” veicolata dal morso delle volpi e dei pipistrelli, e la pseudorabbia, o morbo di Aujeszky, trasmesso dal cinghiale.

Anche le carcasse degli erbivori, il capriolo in primis, possono attentare alla vita del vostro amico attraverso il  Mycobatterium bovis, responsabile della tubercolosi bovina, a sua volta trasmissibile all’uomo per via alimentare.

Il cimurro (Morva canina), una delle malattie più pericolose, è diffusa nei cani domestici ma anche causa di estinzione di lupi e altre specie di carnivori in molte aree del mondo. Ormai lo abbiamo capito: il cane è il miglior amico dell’uomo ma non della fauna selvatica!

Monte Gottero, outdoor, Liguria, Europa

Monte Gottero, Liguria (Ph Enrico Bottion)

 

Basta “guardare” la natura per stare meglio!

A questo punto speriamo di avervi responsabilizzato su un’azione apparentemente ingiustificata e inspiegabile: l’uso del guinzaglio e della museruola in un ambiente libero e sicuro qual è il bosco.

Ora però vale la pena mettere insieme i nostri consigli e scegliere un sentiero in mezzo al bosco, sulle rive di un lago, oppure più in alto, lungo i pascoli in quota, per liberare la mente e al tempo stesso far giocare il nostro amico a quattro zampe.

L’importante è che ci sia del verde che ci tenga lontani dallo stress della città. Se poi è un verde “protetto” ancora meglio: i nostri incontaminati e suggestivi parchi naturali offrono il meglio per passeggiare in compagnia del nostro cane.

L’unica ma fondamentale raccomandazione è informarsi bene perché non tutte le aree protette danno libero accesso ai cani e nel migliore dei casi indicano sentieri percorribili perché meno intensamente frequentati dalla fauna selvatica.

Ricordatevi che il disturbo della fauna è considerato un vero e proprio reato ed è sanzionato penalmente, inoltre il guinzaglio è sempre obbligatorio, ma noi lo adopereremmo a prescindere dopo le buone norme presentate a inizio articolo, vero?

Il divieto d’introdurre cani nell’area protetta che vige nei parchi francesi è applicato anche da noi.

Ad esempio, se volete visitare il Parco Regionale “La Mandria” a Venaria Reale, rinunciate a farlo in compagnia del vostro amico a quattro zampe: nessun animale domestico può entrare in questo parco meraviglioso, probabilmente perché all’interno sono presenti cascine e allevamenti.

Anche nel Parco regionale della Maremma il cane non è accettato all’interno dell’area protetta e nel Parco Nazionale dell’Asinara è vietata l’introduzione di specie vegetali o animali estranei alla flora e alla fauna autoctona.

Se invece vi trovate nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, siete certi di non sbagliare nel momento che avrete l’accortezza di tenere il vostro cane sempre al guinzaglio, anche per evitare incontri ravvicinati con i cani pastori della zona.

Idem in Liguria, nel Parco Regionale di Portofino, dove, peraltro, i cinghiali, qui numerosi, seppure evitino l’uomo possono avere reazioni pericolose quando si sentono disturbati da cani non assicurati al guinzaglio.

Nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, invece, i nostri amici a quattro zampe non possono accompagnarci ovunque, soprattutto salendo di quota: dal 15 luglio al 31 agosto l’accesso è consentito solo lungo alcuni sentieri stabiliti dal Regolamento del Parco (consultare la mappa dove sono evidenziate le aree fruibili anche con gli animali domestici).

Insomma, gli unici cani che potremmo incontrare nel Gran Paradiso (salvo nelle aree autorizzate) sono quelli che cooperano con il personale di Sorveglianza nei propri compiti (ad esempio, per i soccorsi a seguito di valanghe e per la ricerca di fauna ferita), quindi animali addestrati per non disturbare la fauna selvatica e controllati dal punto di vista sanitario per evitare la trasmissione di malattie virali.

Cani_PhEnricoBottino_16 copia

Al fine della prevenzione e controllo delle malattie infettive e parassitarie comuni a lupo e orso, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, in conformità del progetto Salviamo l’Orso, si provvede, nel periodo compreso tra primavera ed estate, alla profilassi sanitaria dei cani da lavoro dopo sopralluoghi nelle aziende e in area pascolo.

Ai fini della conservazione della fauna selvatica e della mitigazione del conflitto con le attività di pascolo all’interno dell’area protetta, dove il pastore abruzzese sta a guardia delle greggi, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha programmato l’iscrizione gratuita all’anagrafe canina dei cani di proprietà e da guardiania, con conseguente registrazione nella Banca  Dati della Regione Abruzzo.

Nel Parco Nazionale delle Alpi Marittime i cani possono essere condotti solo nei centri abitati, lungo le strade e alcuni percorsi segnalati, dove devono comunque essere tenuti al guinzaglio (la mappa on line consente di verificare quali sono i percorsi consentiti ai cani al guinzaglio).

Cani_Ph Enrico Bottino

Feci e urine lasciate dal cane domestico possono creare disturbi indiretti sugli animali selvatici che riconoscendo tali tracce olfattive come quelle di un predatore, creando stress e disturbo nelle popolazioni presenti (Ph Enrico Bottino)

Come potete vedere la situazione è variegata, in genere le leggi sono regionali e addirittura a discrezione degli enti dei singoli parchi, quindi non resta che seguire il buonsenso e un consiglio semplice: usate il guinzaglio e prima di mettervi in viaggio con il vostro cane controllate in anticipo i regolamenti dei Parchi, norme che sono in continuo aggiornamento. I divieti specifici vanno rigorosamente osservati e in caso di non rispetto non è il vostro amico a quattro zampe ad essere sanzionato. Siete voi 😉

Testo e foto di Enrico Bottino

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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