Raganello: escursione nel canyon del Parco del Pollino | Trekking.it

Raganello: escursione nel canyon del Parco del Pollino

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Lo spettacolo che offre il Canyon del Raganello è senza pari in Europa.

Se volete farvi coinvolgere e affascinare dall’erosione milionaria del Raganello, seguite le guide qualificate: solo così è possibile scoprire un mondo nuovo, profondamente incassato fra alte e strapiombanti pareti, dove occhi indiscreti e persone sprovvedute non possono arrivare.

Il divertimento è assicurato quando ci si ritrova nell’acqua fino alla cintola per avanzare a passi incerti nel canyon più lungo e profondo della Calabria, attraversando gallerie di sculture naturali millenarie. Bastioni ciclopici contrapposti, tanto vicini che i raggi di luce rimbalzano tra una parete e l’altra senza mai raggiungere il fondo delle gole, muraglie di calcare che sembrano voler dialogare tra loro disinteressandosi di quei piccoli esseri bipedi che avanzano ai loro piedi armati di corde, caschi e mute.

Presso l’uscita del canyon lo stillicidio d’acqua che cade dall’alto crea suggestive formazioni di travertino grazie ai muschi del genere Cratoneuron commutatum, che favoriscono la deposizione del calcare sulle loro piccole foglie: sono delicate formazioni di tipo spugnoso che non stancano di stupire l’osservatore. Insieme alla guida le abbiamo contemplate per un quarto d’ora e per lui non era certo la prima volta.

Dalla parete scendevano gocciolanti i rivoli d’acqua, la parete appariva ricoperta di muschi verde intenso, cosparsi di goccioline splendenti come brillanti – Foto di Enrico Bottino

Se poi volgiamo lo sguardo verso l’alto, verso i ritagli di cielo che si intravedono tra le strapiombanti pareti, potremmo scorgere i grifoni in volo che tra queste gole trovano il loro habitat naturale.

Le sorprese non mancano: a chi scrive è successo di essere “sorpassato” nell’acqua da una natrice dal collare (Natrix natrix Linnaeus).

Facciamoci catturare dal fascino del Raganello, prestando però sempre attenzione agli eventuali pericoli, soprattutto a quelli che piovono dall’alto: è importante “leggere” l’ambiente che ci avvolge.

Ad esempio, procedendo lungo la corrente bisogna accelerare il passo dove si trovano rocce levigate che riportano i segni delle pietre precipitate dalla cornice del canyon. Inutile sottolineare l’importanza del casco, fornito dalle guide.

L’uso della muta invece non è obbligatorio, seppure consigliabile nel tratto basso del Raganello: la lunghezza del canyon e la maggiore portata rispetto al Barile, costringono l’escursionista a restare ad “ammollo” più a lungo.

Gole del Raganello, seguendo la corrente – Foto di Enrico Bottino

Anzi, non separatevi dall’acqua, anche quando è possibile procedere lungo la riva, poiché le rocce levigate, asciutte e polverose sono più scivolose.

Non ci resta che destreggiarci tra le rocce in divertenti discese, seguendo cascatelle, e scivolare lungo i toboga levigati dall’acqua, tra passaggi stretti che si alternano a piccole piscine rischiarate da sottili lame di luce che penetrano dall’alto.

 

Le fantastiche gole tornite dal Raganello

Foto di Enrico Bottino

Il torrentismo è una passione che consente d’avvicinarsi a luoghi accessibili solo se spinti da un pizzico di curiosità e di audacia. Tuffarsi, saltare, scivolare, calarsi aiutandosi con la corda nei punti più critici, sono alcune delle prerogative del canyoning.

Una giornata “en plein air” che regala grandi sensazioni lungo il versante orientale del massiccio del Pollino.

Si sta davvero bene in un ambiente normalmente inaccessibile, ma che diventa un’esperienza alla portata di tutti in presenza di guide professioniste che accompagnano in sicurezza gli escursionisti, assicurando la necessaria assistenza tecnica, illustrando gli aspetti naturalistici, antropici e culturali del territorio.

L’attenzione alla sicurezza dei partecipanti consente a chiunque di affrontare questa piccola avventura, soprattutto nelle gole del Barile, nel comune di San Lorenzo Bellizzi, la parte più alta delle gole del Raganello.

Giornata “en plein air”

Il battesimo dell’acqua: l’ingresso alle Gole del Barile, anno 2012 – Foto di Enrico Bottino

L’acqua scorre per ben 17 chilometri, dalla Sorgente della Lamia fino al caratteristico ponte del Diavolo, scavando alla base della Timpa di San Lorenzo la prima profonda forra, quella del Barile, dove pareti calcaree ciclopiche impediscono l’accesso al sole per quasi tutto il giorno.

Il Grande Diedro, il Masso delle Rudiste, la Sorgente degli Equiseti, l’Anfiteatro del Diavolo: lo spettacolo non termina sotto l’abitato di San Lorenzo Bellizzi; alte pareti, caotici massi, rocce levigate per secoli dalle acque, scivoli e impetuose cascate caratterizzano i successivi 9 chilometri del canyon che dalla zona Pietraponte si apre nei pressi di Civita.

L’erosione nella parte bassa del Raganello ha creato scenari di ispirazione dantesca: il ponte di Pietraponte, la porta del Canyon, la forra d’Ilice, la Tetra Fenditura, la conca degli Oleandri, la Frana Ciclopica, il tunnel dei Colombacci, il ponte del Diavolo.

Soprattutto nella parte centrale delle gole la discesa è ardua per la maggior portata del torrente e per la presenza di punti accidentati, ripidi e difficili da superare. Nell’ambito del torrentismo, questo resta comunque un itinerario semplice; basta avere passo sicuro, acquaticità e un paio di scarpe con un buon grip che faccia presa sulle superfici più scivolose.

Siamo ormai pronti a farci accogliere nel grembo del Raganello, ricordatevi però di portare rispetto all’ambiente, muovetevi in silenzio e con prudenza, senza disturbare la fauna e non lasciate traccia del vostro passaggio. Sempre in compagnia di guide qualificate.

 

Il regolamento per accedere alle Gole del Raganello

Gole del Barile – Foto di Enrico Bottino

Il Consiglio comunale di Civita, nel febbraio 2018, ha approvato il testo “Gole Sicure”. Contiene divieti e obblighi per gli accessi alla zona. Le norme, si legge, sono state “introdotte in fase sperimentale”. Qui sotto le elenchiamo a titolo informativo, potrebbero però variare, pertanto è importante contattare il Comune di Civita per avere informazioni aggiornate e corrette sull’accesso alle gole del Raganello.

  • Accesso consentito solo con guide e solo dal 10 giugno al 30 settembre
  • Accesso vietato a minori di 10 anni
  • Accesso consentito a gruppi guidati di massimo 20 persone
  • Casco obbligatorio, idonee calzature da trekking (scarpe chiuse, no sandali o scalzi) e protezione individuale per le acque gelide.
  • Accesso vietato nelle ore notturne.
  • Divieti già presenti nei Parchi nazionali e regionali (soste nelle zone attrezzate, vietato abbandonare i sentieri, non è consentito asportare campioni di roccia, accendere fuochi, ecc)

Nel documento si precisa che “le presenti norme, introdotte in fase sperimentale dal comune di Civita, sono frutto di un lavoro che ha visto coinvolti a partire dal 2014 i comuni interessati, l’ente Parco, l’organismo gestore della Riserva e il Soccorso alpino (CNSAS)”. Inoltre viene specificato che “la vigilanza sull’osservanza della presente legge e l’accertamento delle relative violazioni sono affidate al corpo dei carabinieri forestali e/o altre forze pubbliche oltre che quelle Comunali”.

Belvedere sul Raganello

Località di partenza e arrivo Belvedere sul Raganello – Civita (m 450) Difficoltà T Dislivello + – 300 metri Lunghezza del percorso 2 chilometri circa Tempo di percorrenza 2 ore circa

Dalla piazza di Civita, paese con una vitale comunità Arbëreshë (da non perdere il Museo Etnico Arbëreshë), si sale verso la parte alta del paese, punto panoramico dove peraltro si trovano diversi bed&breakfast. Il Belvedere si affaccia sul canyon e mostra nella sua interezza il borgo dove ancora oggi si parla la lingua albanese, e dove si pratica il rito religioso ortodosso e per le occasioni speciali si indossano i costumi Arbëreshë con i loro tessuti preziosi. Il sentiero scende lungo il versante destro del canyon fino al ponte del Diavolo, una ricostruzione fedele dell’antico ponte medievale, e quindi al torrente. Al ritorno si segue il sentiero che sale sulla destra per giungere alla piazza del paese.

Testo e foto di Enrico Bottino

Gole del Raganello – Foto di Enrico Bottino

 

 

 

 

 

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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