Abruzzo, Majella: Il sentiero della libertà | Trekking.it

Abruzzo, Majella: Il sentiero della libertà

0
REGIONE
Abruzzo
COME ARRIVARE
In auto. A14, direzione Roma, prendere A25, uscire a Bussi/Popoli, seguire le indicazioni per L’Aquila (A24), continuare sulla SS17, attraversare Popoli e svoltare sulla SP13 in direzione di Sulmona. Da L’Aquila Da L’Aquila percorrere la SS17 direzione Pescara, proseguire sulla SS153 direzione Navelli, continuare sulla SS17, attraversare Popoli. In treno. Stazione a Sulmona, linea Roma-Pescara, linea Sulmona-Napoli, linea Sulmona-Terni.
PERIODO CONSIGLIATO
Da Marzo ad Ottobre, nei mesi invernali la neve rende difficoltoso l'itinerario
LOCALITÀ DI PARTENZA
Sulmona
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+ 1300 m, - 1400 m
LUNGHEZZA DEL PERSCORSO
60 chilometri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Casoli
TEMPO DI PERCORRENZA
1° giorno: 6 ore, 2° giorno: 7 ore, 3° giorno: 6 ore
DIFFICOLTÀ
EE

Il Sentiero della Libertà è un trekking di circa 60 chilometri, di livello escursionistico, suddiviso in 3 tappe e 3 giorni, sui sentieri che attraversano la Majella.

Ogni anno partecipano al Sentiero della Libertà circa 700 persone, in prevalenza studenti degli ultimi anni delle scuole superiori.

Come spesso accade, la memoria di eventi tragici diventa, con il tempo, motore per affermare valori positivi e concreti. Dalla passione di un gruppo di affezionati (locali ma anche stranieri) alla storia della città, nel 2001 viene organizzata la prima edizione della “Marcia Internazionale Sentiero della Libertà”, che ripercorre gli oltre 60 chilometri che separano Sulmona da Casoli, attraverso gli affascinanti scenari della Majella.

Da allora, ogni anno questa marcia escursionistica rievocativa ha raccolto un numero sempre maggiore di appassionati, che in tre giorni hanno la possibilità di ripercorrere il tracciato, fedele nei suoi punti principali, affrontato dai prigionieri angloamericani del Campo 78 insieme ad amici abruzzesi che facevano da guide.

Il Sentiero della Libertà consente, oltre al mantenimento della memoria di un capitolo importante della nostra storia, di avvicinare anche un territorio straordinario per caratteristiche ambientali e culturali.

Nei mesi della guerra, la traversata da Sulmona a Casoli veniva effettuata di notte, rifugiandosi durante il giorno in ripari di fortuna; si costeggiavano, con la protezione dei boschi, gli abitati di Pacentro e Casanova, per arrivare a Campo di Giove. Da qui, il percorso diventava più impegnativo, a causa della quota e del dislivello, soprattutto considerando la misera dotazione degli “escursionisti” improvvisati.

Durante i lunghi mesi del terribile e gelido inverno del 1943, il tracciato era quasi totalmente su neve. Unico punto di riferimento nella salita era il Guado di Coccia, sempre battuto dal vento e spesso dalla bufera, e presidiato dall’esercito tedesco. Se si riusciva a svalicare, iniziava una lunga discesa verso la libertà che finiva al Comando Alleato di Casoli. Oggi è un itinerario in tre tappe, che seguendo abbastanza fedelmente il percorso compiuto dai fuggitivi permette di vivere, nel suo insieme, l’ambiente e la natura della montagna più “selvaggia” dell’Appennino: la Majella.

– La prima tappa:

La prima tappa del Sentiero della Libertà va da Sulmona a Campo di Giove, ripercorrendo strade sterrate e facili mulattiere che furono utilizzate sul finire della Seconda Guerra Mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, dai reclusi in fuga dal campo di prigionia di Fonte d’Amore che cercavano la salvezza. Sale l’evidente costa boschiva fino a quota 1064, dove si apre il piccolo altipiano su cui sorge l’antico paese.

Pernottamento in tenda o nelle strutture ricettive del borgo.

Articolo Abruzzo

Pacentro, arroccato sul versante ovest della Majella

– La seconda tappa:

Il tratto Campo di Giove – Palena rappresenta il cuore del Sentiero della Libertà, uno dei tre trekking del Parco Nazionale della Majella. Da Campo di Giove, con un bel sentiero che sale le diverse fasce vegetazionali della montagna, con affascinanti sguardi sul territorio circostante sottolineato dall’ardita e storica linea ferroviaria definita la “Transiberiana d’Italia”, si raggiunge il Guado di Coccia (1674 m), valico naturale tra il massiccio della Majella e il Monte Porrara.

Salendo da Campo di Giove, sullo sfondo, verso Guado di Coccia

Salendo da Campo di Giove, sullo sfondo, verso Guado di Coccia

 

Durante la II Guerra Mondiale, il Guado di Coccia fu il punto di attraversamento della Linea Gustav attraverso la quale i prigionieri anglo-americani, ma anche sudafricani e neozelandesi, fuggiti dal campo di prigionia di Fonte d’amore (Sulmona), cercavano la salvezza, guidati dai partigiani verso i territori già liberati dagli Alleati. Da qui una lunga discesa consente di arrivare a Palena, secondo posto tappa. Pernottamento in tenda o nelle strutture ricettive del borgo.

– La Terza Tappa:

La terza tappa, tutta pianeggiante, conduce a Casoli attraversando suggestivi territori coltivati e dopo aver costeggiato l’omonimo lago.

 

 

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Michele Dalla Palma

Abruzzo, Majella: Il sentiero della libertà

Ente Parco Nazionale della Majella, Via Occidentale, 6, 66016 Guardiagrele CH, Italy


A proposito dell'autore

Michele Dalla Palma

Giornalista e fotografo, esploratore e grande viaggiatore, ho realizzato molte spedizioni e centinaia di reportages, in ogni continente, per la stampa italiana e internazionale; sono Direttore Responsabile della rivista TREKKING&Outdoor, una delle testate più qualificate sul mercato italiano nell’ambito del turismo responsabile.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento