Al Grignone attraverso il rifugio Bogani | Trekking.it

Al Grignone attraverso il rifugio Bogani

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REGIONE
LOMBARDIA
COME ARRIVARE
Da Milano e Lecco, SS36 dello Spluga, direzione Sondrio, uscita Abbadia Lariana (Lago SP 72) o Bellano, raggiunta Varenna si prosegue sulla SP65. Giunti a Esino Lario proseguire per la localià Cainallo e oltrepassata questa si supera un tratto sterrato fino ad arrivare al parcheggio del Vo di Moncodeno.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Vò di Moncodeno (1460 m)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
1000 metri a salire
LOCALITÀ DI ARRIVO
Grignone (2410 m)
TEMPO DI PERCORRENZA
4.30 ore
DIFFICOLTÀ
E

Dal parcheggio della località Vò di Moncodeno, nell’alta Val d’Esino, seguire le indicazioni del sentiero CAI segnalato come Bogani-Brioschi nr 25 che parte nel bosco di faggio in salita. Dopo vari saliscendi si raggiunge il bivio che indica, a destra, la via per il rifugio Bietti e la cresta di Piancaformia, a sinistra quella per il rifugio Bogani.

Seguendo quest’ultima pista, dapprima pianeggiante e poi in discesa, si raggiunge la parte più bassa della Valle delle Lavine (1500 m); sulla sinistra spiccano due “torri” di roccia denominate “Monaca” e “Frate”. Da qui si guadagna quota lungo la ripida dorsale fino ad un bivio: a sinistra il sentiero scende in Valsassina attraverso la Valle dei Mulini, a destra, oltrepassando un rado bosco di larici, si arriva all’alpeggio di Moncodeno.

Proseguendo la salita si raggiunge il rifugio Bogani (1816 m) ai piedi dell’interessante bacino carsico del Bregai, sul versante nord della Grigna Settentrionale. Il rifugio è del CAI di Monza, che l’edificò nel 1905-06 nominandolo Capanna Monza, poco distante dal luogo dove sorgeva la storica capanna di Moncodeno, costruita dalla sezione di Milano del CAI nel 1881 (primo rifugio delle Grigne, distrutto da una valanga nell’inverno del 1897).

La capanna Monza, che durante la guerra di Liberazione ospitava un distaccamento di partigiani dell’ 89esima Brigata Garibaldi, venne distrutta per rappresaglia dai fascisti nel 1944, ricostruita l’anno successivo prese il nome attuale. Superato il rifugio Bogani, si prosegue lungo il sentiero nr 25 seguendo l’indicazione per la Valle della Ganda e rifugio Brioschi: si superano diversi salti di roccia (non pericolosi), un vasto vallone detritico, si avanza lungo il ripido costone del Bregai, rasentando le rocce basali della cresta di Piancaformia, fino ad arrivare ad un’ultima fascia rocciosa, attrezzata da catene fisse, per poi giungere in vetta al Grignone (2410 m), da dove si può ammirare, nelle giornate terse, tutto il lago di Como, la Brianza, l’alto Lario e parte della Valtellina, ed in primo piano la cima della Grignetta.

Il sottostante rifugio Brioschi, costruito nel 1895-96, fu uno dei primi rifugi in Italia. A tutt’oggi appartiene al CAI di Milano ed è aperto tutto l’anno.

 

  • Rifugio Brioschi (2403 m) / Vetta della Grigna / Tel. 328.8647386 (gestore) 0341.910498 (rifugio) / rifugiobrioschi.com
  • Rifugio Bogani (1816 m) / Moncodeno / Tel. 0341.901163 (gestore) 348.2831436 (gestore) 368.3527021 (rifugio) / www.rifugiobogani.com
  • Rifugio Bietti e Buzzi (1719 m) / Pialeral / Releccio / Tel. 0341.733569 (gestore) 339.5342617 (gestore) Tel. 0341.735741 (rifugio) 338.1309920 (rifugio) / www.rifugiobiettibuzzi.it
AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Enrico Bottino

Al Grignone attraverso il rifugio Bogani

Vò di Moncodeno, 23825 Esino Lario LC, Italy


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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