Alberobello: passeggiando alla scoperta dei trulli | Trekking.it

Alberobello: passeggiando alla scoperta dei trulli

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REGIONE
Puglia
COME ARRIVARE
In auto: da Bari, autostrada A14 uscita Acquaviva delle Fonti, dopodichè SP125 fino a Sammichele di Bari, poi SP58 per Putignano e infine SS172 in direzione Alberobello.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Piazza Lippolis, Alberobello
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
trascurabile
LUNGHEZZA DEL PERSCORSO
3,2 chilometri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Piazza Lippolis, Alberobello
TEMPO DI PERCORRENZA
mezza giornata con le visite
DIFFICOLTÀ
T

Alla sommità del Rione Monti, uno dei due principali nuclei a trullo di Alberobello, si trova la Chiesa di Sant’Antonio, costruita negli anni Venti del secolo scorso dal sacerdote Antonio Lippolis, grazie alle rimesse dei cittadini.

La Chiesa di Sant’Antonio è un’opera tipicamente alberobellese, sia per i materiali che per la tecnica costruttiva; presenta, infatti, la peculiarità di essere edificata in forma di trullo, non solo la cupola maggiore, che raggiunge l’altezza di oltre 20 metri, ma anche i due trulli minori e il campanile.

Da qui, da Piazza Lippolis, può avere inizio il percorso cittadino; nella vicina Via Isonzo c’è un’area picnic e un parcheggio dove si può lasciare l’auto. Superata Via Monte Pertica, dove ci sono dei bagni pubblici, ci si immerge subito nella magica atmosfera dei trulli, che fanno da corona festosa all’escursionista, già all’imbocco di Piazza D’Annunzio e poi, in discesa, per la gradinata Via Monte San Michele, con numerosi negozietti dove è possibile acquistare prodotti della gastronomia e dell’artigianato locale.

Si scende, così, al fondo di quello che doveva essere un antico alveo torrentizio, le cui alte ripe sono costituite dai trulli del Rione Monti, e da quelli della dirimpettaia Aia Piccola. Di qui, da Largo Martellotta, piegando a destra, si raggiunge, all’inizio di Via Indipendenza, un’altra area a parcheggio; attraversato il basolato, di fianco ai bagni si imbocca un vialetto dei giardini pubblici che risale a tornanti fino alla sommità della salita, dove, attraverso uno stretto passaggio, si sbocca in Via Duca degli Abruzzi, prendendo a destra.

Si è già nel Rione Aia Piccola, quello forse più caratteristico di Alberobello, che deve il nome a un’aia pubblica, sulla quale si svolgeva la trebbiatura. Lo si attraversa, così, in quello che sembra un allestimento di quinte scenografiche per una rappresentazione fiabesca; i trulli di Aia Piccola, del resto, sono stati scelti più volte come set cinematografico.

Acquedotto Pugliese

Quinte non prive di vita, anzi. Qui quasi tutti i trulli, uniti a gruppi e affacciati sulle viuzze del rione, sono abitati: lo provano, sia il via vai delle persone che gli odori della cucina – il ragù, soprattutto – che si colgono all’ora di pranzo. Percorsa la strada in tutta la sua lunghezza si imbocca a sinistra in Via Cristoforo Colombo, lungo la quale s’incontra l’azienda Vinicola Masciulli; si torna così indietro fino a incontrare, ancora a sinistra, Via Galileo Galilei e poi a destra Via Verdi, completando in tal modo la conoscenza di questo singolare rione.

Giunti in Piazza Mario Pagano ci si trova di fronte al Museo del Territorio, costituito da numerosi trulli comunicanti tra loro, che ospita varie mostre temporanee. Di qui, attraverso Piazza XXVII Maggio e la contigua Piazza del Popolo, si raggiunge Piazza Ferdinando IV, dove c’è Casa D’Amore, dal nome dell’antico proprietario, Francesco, che la eresse all’indomani dell’affrancamento di Alberobello, nel 1797, utilizzando per la prima volta la malta, fino ad allora bandita dalle disposizioni feudatarie.

Ritornati in Piazza del Popolo si può raggiungere, in fondo alla vicina Piazza Gian Girolamo e di fianco alla Chiesa di Santa Lucia, già del SS. Sacramento, il Belvedere: una terrazza dalla quale si ha una vista d’assieme della zona monumentale.

Tornati indietro, s’imbocca Corso Vittorio Emanuele e lo si percorre per quasi tutta la sua lunghezza. Prima di giungere alla Basilica dei Santi Medici, si prende a destra Via Trento e Trieste e la si segue fino a intersecare, al successivo incrocio, Via Monte Grappa, che si imbocca a sinistra.

Ci si trova, ora, in un’altra area a trulli, che si sviluppano sia lungo la strada principale, che nelle vie circostanti. Si superano varie traverse, procedendo in leggera ascesa, fino a incontrare sulla sinistra, dove c’è una fontanella, Via Monte Calvario che si percorre sino al termine, giungendo, finalmente, di fronte alla Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano, in Piazza Curri, dal nome dell’architetto alberobellese, Antonio, che ne progettò il rifacimento in forme neo-classiche nel 1885, sulla precedente chiesa seicentesca.

Alla sinistra della facciata della basilica si apre Via del Gesù che conduce in Piazza Sacramento, sulla quale si alza il Trullo Sovrano, a due piani, della seconda metà del Settecento, il più alto e ampio manufatto edificato con questa tecnica costruttiva. Eretto anch’esso da un sacerdote: Cataldo Perta, è aperto al pubblico e ospita attività culturali.

Ritornati indietro, all’imbocco della strada, si piega a destra per Via Olmo, che si abbandona subito a sinistra per Via Armando Diaz. Si scende, così, a intersecare Via Cesare Battisti; la si attraversa e si risale per un tratto Via Parini, fino a incontrare, sulla destra, Via Giosuè Carducci, che si segue in tutta la sua lunghezza, fino a giungere in Piazza Matteotti, prospiciente il Corso Vittorio Emanuele già percorso all’andata.

Di qui si scende, per Via Tenente Cucci e la sua prosecuzione, Via Umberto, nuovamente in Largo Martellotta, dove, tra i numerosi negozi, ci si può affacciare alla ricerca di tipicità nella Panetteria dei Trulli. Di fronte si apre Via Sabotino, un’altra strada a gradini, che riconduce a Piazza D’Annunzio, prima della quale s’incontra il punto vendita dell’Azienda Olearia Intini. Poi, per Via Monte Pertica, si ritorna a Piazza Lippolis, concludendo così, il tracciato cittadino.

Il colore scuro della copertura in pietra locale contrasta con il candore della parte inferiore cilindrica. La cittadina rievoca nell’insieme l’atmosfera dell’antico insediamento che si sviluppò tra il XVI ed il XVII secolo ad opera dei conti di Conversano (Ph Enrico Bottino)

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
La redazione

Alberobello: passeggiando alla scoperta dei trulli

70011 Alberobello, Metropolitan City of Bari, Italy

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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