Alpi Liguri: il Giro del Marguareis | Trekking.it

Alpi Liguri: il Giro del Marguareis

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REGIONE
Piemonte
COME ARRIVARE
Da Cuneo: seguire la SP Cuneo – Mondovì deviando nei pressi dell’abitato di Beinette e proseguendo per Chiusa Pesio. Da Borgo San Dalmazzo: seguire la SP in direzione Boves, Peveragno fino a Chiusa Pesio. Autostrada A6 (TO – SV), uscita al casello di Mondovì; da qui seguire la SP Cuneo – Mondovì fino a Beinette e poi, seguendo le indicazioni, svoltare per Chiusa Pesio. Raggiunta Chiusa Pesio, si prosegue per la valle Pesio, seguendo le indicazioni per la Certosa di Pesio. Costeggiando la Certosa si prosegue per circa 4 km fino a giungere al Pian delle Gorre.
PERIODO CONSIGLIATO
I mesi ideali per cimentarsi con il Giro del Marguareis sono giugno e settembre
LOCALITÀ DI PARTENZA
Pian delle Gorre
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
3100 metri a salire / 3100 a scendere
LOCALITÀ DI ARRIVO
Pian delle Gorre
TEMPO DI PERCORRENZA
5 giorni (possibilità, per i più allenati, di unire 2a e 3a tappa) Gli escursionisti più preparati possono unire la seconda e la terza tappa, compiendo così il trekking in quattro giorni.
DIFFICOLTÀ
E

Il Giro del Marguareis ha uno sviluppo complessivo di 53 chilometri. Il percorso è interamente segnalato e contrassegnato da una placchetta specifica con il logo del Giro. È un trekking articolato in cinque tappe da rifugio a rifugio, il cui principale punto di forza è la notevole varietà di ambienti attraversati.

Si parte dalla Valle Pesio, addentrandosi nei boschi di abete bianco del Parco del Marguareis, per poi salire gli ampi pascoli erbosi delle alte valli Pesio ed Ellero. Con una variante impegnativa si può passare in Val Corsaglia, dove si trovano due magnifici laghi alpini, della Raschera e Brignola. Quindi si raggiunge l’Alta valle Tanaro, da dove è possibile ammirare la riviera ligure. Un ultimo sforzo e si rientra in valle Pesio, lambendo la valle Roya e attraversando l’altopiano carsico della Conca delle Carsene.

Ecco quindi svilupparsi sotto i vostri piedi un itinerario di ampio respiro che tocca ben quattro valli: Pesio, Ellero, Corsaglia e Tanaro con, al centro, il Marguareis, che con i suoi 2651 metri ne fanno la vetta più alta delle Alpi Liguri.

I due versanti della montagna offrono un ambiente nettamente contrastante, che ricorda sia le Dolomiti sia il Carso. Il versante meridionale, poco inclinato e accogliente, evidenzia caratteristiche prettamente carsiche, con numerose cavità; il versante settentrionale è costituito invece da una grande barriera che chiude la Valle Pesio con un allungato versante dolomitico a linee verticali, inciso profondamente da canaloni innevati per buona parte dell’anno.

Durante l’escursione a tappe si consiglia di portarsi una buona riserva d’acqua, a causa della scarsità d’acqua sul percorso. I mesi ideali per effettuare il giro sono giugno e settembre.

 

1a Tappa / Dal Pian delle Gorre al Rifugio Garelli

 

Località di partenza

Pian delle Gorre (m 1000)

Località di arrivo

Rifugio Garelli (m 1970)

Tempo di percorrenza

3.45 ore

Difficoltà

E

Dislivello

+ 1000 – 100 metri

Punti di appoggio

Rifugio Garelli

Dal Pian delle Gorre si segue la strada a sinistra del rifugio omonimo per 200 metri e si svolta a sinistra per il Pian del Creus. Si sale ripidi nel bosco di abete bianco del Buscaiè e si arriva al Pian del Creus (m 1269) dopo circa un’ora di camminata. Si attraversa il pianoro ed il ruscello e si prosegue nel vallone fino al Gias Madonna (m 1653). Qui si svolta a destra e dopo un lungo traverso ed aver superato il Gias da Costa si giunge al Gias Soprano di Sestrera (m 1842). Dal Gias si procede oltre e in circa mezz’ora si raggiunge il Pian del Lupo e quindi il rifugio Garelli (m 1970). Nei pressi del rifugio è presente la stazione botanica alpina Bicknell – Burnat, creata dal Parco, per preservare gli endemismi botanici delle Alpi Liguri, di cui si consiglia la visita.

2a tappa / Dal rifugio Garelli al Rifugio Mondovì

Località di partenza

Rifugio Garelli (m 1970)

Località di arrivo

Rifugio Mondovì (m 1761)

Tempo di percorrenza

2.30 ore

Difficoltà

E

Dislivello

+ 200 – 500 m

Punti di appoggio

Rifugio Mondovì

Dal Pian del Lupo si sale fino al Colle di Porta Sestrera (m 2225). Da qui si scende fino ad un bivio da prendere a sinistra. Si passa a Porta Biecai dopo aver costeggiato l’omonimo lago (m 1998). Quest’ultimo, nel periodo estivo, si presenta asciutto. Con una ripida discesa si raggiunge il sottostante vallone dove si trova il rifugio Havis de Giorgio – Mondovì, posto nella splendida conca del Pian Marchisa. Nelle vicinanze è visibile il Pis dell’Ellero: in primavera dalla cavità in parete sgorga uno spettacolare getto d’acqua.

3a tappa / Dal rifugio Mondovì al rifugio Mongioie

Località di partenza

Rifugio Mondovì (m 1761)

Località di arrivo

Rifugio Mongioie (m 1555)

Tempo di percorrenza

5 ore

Difficoltà

E

Dislivello

+ 900 – 1100 m

Punti di appoggio

Rifugio Mongioie

Si risale la Valle Ellero, lungo la strada sterrata fino all’alpeggio Gias Gruppetti (m 1890). Da qui si stacca il sentiero sulla destra che porta al Passo delle Saline (m 2174). Si scende nella ripida gola delle Saline e dopo aver superato il rifugio Ciarlo Bossi, al bivio successivo si svolta a sinistra (m 1500). Si riprende a salire fino alla bella Colla di Carnino (m 1597). Da qui si prosegue a mezzacosta e si supera il vallone su un ponte tibetano vicino alla famosa grotta delle Vene. Si procede ancora con alcuni saliscendi fino a pervenire al Pian Rosso, dove si trova il rifugio Mongioie (m 1555).

 

4a tappa / Dal rifugio Mongioie al rifugio Don Barbera

Località di partenza

Rifugio Mongioie (m 1555)

Località di arrivo

Rifugio Don Barbera (m 2079)

Tempo di percorrenza

5 ore

Difficoltà

E

Dislivello

+ 750 – 225 metri

Punti di appoggio

Rifugio Don Barbera

Dal rifugio Mongioie si ripercorre al contrario l’itinerario fino al bivio per il passo delle Saline (m 1500). Qui si svolta a sinistra e si raggiunge il villaggio di Carnino inferiore e poi quello di Carnino superiore (m 1397). Il piccolo paese è caratterizzato dalla presenza del tetto racchiuso: i timpani superano la copertura formando due cordoli in pietra, utili per creare una sponda alla paglia e permettere l’accesso al tetto. Da Carnino si sale nel vallone della Chiesetta fino alla sella di Carnino, dove il vallone diventa più ampio (m 1913). Si continua a salire lungo i pascoli alpini fino al Colle dei Signori e al rifugio Don Barbera (m 2079). Da qui è possibile raggiungere la vetta del Marguareis, che richiede circa due ore tra andata e ritorno.

5a tappa / Dal rifugio Don Barbera al rifugio Pian delle Gorre

Località di partenza

Rifugio Don Barbera (m 2079)

Località di arrivo

Rifugio Pian delle Gorre (m 1000)

Tempo di percorrenza

5.30 ore

Difficoltà

E

Dislivello

+ 300 – 1380 metri

Punti di appoggio

Rifugio Pian delle Gorre

Dal Colle dei Signori si segue la strada militare fino all’alpeggio di Pian Ambrogi, attraversando uno degli altopiani carsici d’alta quota più imponenti che si possano trovare in questa zona. Superato Pian Ambrogi si prende il sentiero sulla destra che porta alla Colla Piana di Malaberga (m 2219) nei pressi del rifugio speleologico Capanna Morgantini. Da qui, utilizzando la vecchia strada militare si scende al Gias dell’Ortica (m 1855), costeggiando la Conca delle Carsene, e si risale a destra verso il Passo del Duca. Raggiunto il Passo del Duca (m 1890) comincia una lunga discesa sulla vecchia via militare che, con ampi tornanti, conduce al Gias degli Arpi (m 1460). Proseguendo, si attraversa il bosco del Prel, con i suoi abeti bianchi, e si giunge al Saut, dove si possono ammirare le vicine cascate omonime. Da qui, in breve, si raggiunge il Pian delle Gorre (m 1000), completando questo magnifico trekking.

Testo di Massimo Civalleri / Foto di Massimo Civalleri, Paolo Bolla, Maurizio Zarpellon, Roberto Audino, Michelangelo Giordano / Illustrazioni di Ezio Robà

 

 

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Massimo Civalleri

Alpi Liguri: il Giro del Marguareis

Località Certosa, 12013 Chiusa di Pesio CN, Italia


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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