L'altopiano dei Sette Comuni: da cima Manderiolo a cima Larici | Trekking.it

L’altopiano dei Sette Comuni: da cima Manderiolo a cima Larici

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REGIONE
Veneto
COME ARRIVARE
Dall'autostrada A4 Serenissima, all’altezza di Vicenza Est si imbocca la autostrada Valdastico A31 fino all'uscita di Piovene Rocchette; da qui si imbocca la Strada Statale del Costo nr 249 e, in soli 24 chilometri si arriva ad Asiago. Da Bassano del Grappa si sale a Conco, oppure a Foza passando da Valstagna o a Enego, passando per Primolano.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Rifugio Larici (m 1658)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+ - 450 metri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Rifugio Larici (m 1658)
TEMPO DI PERCORRENZA
4 ore
DIFFICOLTÀ
E

In auto dal centro di Asiago prendiamo la provinciale per Trento che dopo una decina di chilometri lasciamo per imboccare una strada con un cartello che indica Rifugio Larici; da li in pochi minuti arriviamo al piazzale del rifugio.

Il tracciato si snoda in un ambiente tipicamente alpino tra malghe, rifugi e boschi misti di larici e abeti. Fino a pochi anni questo era un centro sciistico, ormai in disuso, e la natura ha ripreso pieno possesso del territorio diventando un piccolo paradiso per escursionisti e scialpinisti.

Descrizione: dal piazzale di Rifugio Larici (m 1658) torniamo sui nostri passi per cento metri fino ad arrivare all’ultimo tornante da dove messe le ciaspole cominciamo la nostra escursione seguendo una mulattiera che leggermente in salita e attraversando boschi e pascoli coperti dalla neve ci conduce a Malga Porta Manazzo (m 1755), che lasciamo alla nostra sinistra proseguendo per la stessa mulattiera.

Da qui dopo pochi minuti troviamo sulla destra una stradina, la quale in poco tempo ci porta ai piedi di un candido ed esteso pendio innevato punteggiato qua e là di larici e abeti; dalla punta degli stessi saremmo osservati da qualche gallo forcello che si scalda al sole.

Arrivati a Cima Manderiolo (m 2049) godiamo di un panorama mozzafiato, a nord-ovest sotto i nostri piedi la Valsugana con i laghi di Levico e Caldonazzo, sullo sfondo le Dolomiti di Brenta, e scendendo con lo sguardo a sud la piana di Vezzena e il monte Verena, a est Cima Larici e Cima Portule.

Dalla vetta scendiamo tenendo la sinistra del pendio costeggiando lo spartiacque della montagna fino ad arrivare ad un bosco che attraversiamo seguendo la segnaletica CAI nr 205 per uscirne a Porta Manazzo; poco sotto di noi troviamo l’omonima malga – già vista durante la salita – e dunque si può decidere di raggiungerla per tornare all’auto per la stessa strada oppure continuare la nostra escursione verso est sempre costeggiando il crinale.

Attraverseremo dei boschi di larici regno incontrastato degli urogalli (gallo cedrone), in poco tempo ci troveremo in un avvallamento dove un cartello ci indicherà il sentiero per Cima Larici (m2033). Dalla cima scendiamo per una ex pista di sci alpino ben riconoscibile per la mancanza di alberi e per i vecchi e purtroppo ancora esistenti piloni della sciovia; in breve tempo arriviamo al rifugio Larici da dove è partita la nostra escursione.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Denis Lunardi – www.lunardidenis.com

L’altopiano dei Sette Comuni: da cima Manderiolo a cima Larici

36012 Asiago, Province of Vicenza, Italy


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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