L'incanto delle Dolomiti: l'anello delle Tre Cime di Lavaredo | Trekking.it

L’incanto delle Dolomiti: l’anello delle Tre Cime di Lavaredo

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REGIONE
Veneto e Trentino Alto Adige
COME ARRIVARE
In auto: autostrada del Brennero, uscita Bressanone, seguire le indicazioni per la Val Pusteria lungo la SS49 e poi per Dobbiaco (Toblach). Successivamente SS48bis in direzione Auronzo, continuare poi sulla SP49. Per entrare nel Parco in auto si paga un pedaggio di 18 euro.
In treno: stazione di Dobbiaco da dove ogni mezz’ora le corriere salgono verso il rifugio Auronzo.
PERIODO CONSIGLIATO
Primavera, estate, autunno
LOCALITÀ DI PARTENZA
Rifugio Auronzo (2.320 m)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+ - 550 metri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Rifugio Auronzo (2.320 m)
TEMPO DI PERCORRENZA
6 ore circa
DIFFICOLTÀ
EE

Grazie alla varietà di percorsi e sentieri, nessuno deve rinunciare allo spettacolo memorabile del complesso più famoso delle Dolomiti di Sesto

Nonni e nipotini, giovani equipaggiati di zaino e di entusiasmo, esperti e neofiti: sono tanti e diversi i passeggeri della corriera che dal delizioso borgo di Dobbiaco, conduce nei pressi del rifugio Auronzo (a 2320 metri). Davanti alle Tre Cime, la meraviglia rocciosa più famosa delle Dolomiti di Sesto, è normale restare senza fiato: che si voglia soltanto fare una breve passeggiata, affrontare una via ferrata o semplicemente fare pochi passi presso il rifugio, lo scenario è memorabile, pari a quello che si guadagna dopo percorsi ben più ardui.

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Nonostante il viaggio non sia breve, in pochi approfittano della corriera per concedersi un ultimo sonnellino: appena lasciati i verdissimi campi intorno a Dobbiaco comincia una salita fatta di tornanti mozzafiato che alternano il grigio della roccia al blu del cielo terso d’alta quota, fino ad aprirsi per un attimo al profondo azzurro del lago di Misurina (1751 metri). Questo incantevole specchio d’acqua si dice sia nato dalle lacrime di un re trasformato in montagna che, vedendo precipitare dalla sua stessa sommità la piccola figlia Misurina, fece sgorgare ruscelli di lacrime che si raccolsero poi a valle.

Il lago di Misurina con le Tre Cime alle spalle

Il lago di Misurina 

Giunti al rifugio si scorgono le Cime e se ne intuisce la magnificenza: pochi riescono a mettersi immediatamente in marcia, senza restare, almeno per un attimo, in contemplazione della maestosa Cima Grande (m 2999) o delle eleganti Cima Piccola e Cima Ovest. Non è raro che le basse nubi del mattino indugino a giocare tra i picchi più alti, regalando allo scenario un tocco di magia e mistero.

La prima parte del sentiero è molto agevole e ampia, permette a tutti di soffermarsi per fotografare uno degli intrepidi fiorellini che crescono fra le rocce o per stupirsi del ghiaccio che, in alcuni punti, non si arrende nemmeno al sole d’agosto.

Vacanza attiva significa anche fermarsi e volgere lo sguardo verso il magnifico panorama montuoso delle Tre Cime.

Vacanza attiva significa anche fermarsi e volgere lo sguardo verso il magnifico panorama montuoso delle Tre Cime.

Non è solo la loro bellezza, però, ad attirare i viaggiatori alle pendici delle Drei Zinnen o, come le chiamano i cadorini, le Trè Thìme: il fascino storico di questo sito è innegabile. Nella Prima Guerra Mondiale il fronte, dove combatterono principalmente gli Alpini, era costituito proprio da queste vette e dal vicino Monte Paterno. Sono ancora visibili gallerie, tratti di vie attrezzate e punti di osservazione strategici (un affascinante tratto della via ferrata degli Alpini è visibile sul sentiero 101, fra i rifugi Pian di Cengia e Comici).

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Per chi ama flora e fauna, invece, le attrattive sono senz’altro innumerevoli: il rododendro nano, l’achillea e l’aquilegia non sono difficili da scorgere sulle pendici di questi giganti delle Alpi, mentre gli osservatori più attenti (e fortunati) potranno incontrare il picchio muraiolo, l’aquila reale o una simpatica famiglia di marmotte.

Un paesaggio così affascinante era comprensibilmente ambito, non sorprende quindi la storica rivalità tra Dobbiaco e Auronzo di Cadore nel rivendicare l’appartenenza di questo colosso roccioso: per dirimere la contesa si decise che al canto del gallo due fanciulle sarebbero partite dai rispettivi villaggi e la prima ad arrivare alle pendici delle Cime si sarebbe assicurata la vittoria. La ragazza del Cadore non resistette, strappò una piuma al suo gallo perché cantasse prima e vinse. Fortunatamente, oggi quel prezioso territorio è un patrimonio che appartiene a tutti.

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L’anello delle Tre Cime

Dopo il primo tratto molto semplice, che conduce al rifugio Lavaredo in meno di mezz’ora, si sale per la via intermedia verso il rifugio Locatelli seguendo il sentiero nr.101: questo tratto offre senza dubbio la migliore visuale sulle Tre Cime. È però necessario, se non è piena estate, fare attenzione ai possibili residui di neve e ghiaccio che potrebbero risultare pericolosi. Oltrepassato il rifugio Locatelli, ci si dirige verso il rifugio Pian di Cengia, particolarmente suggestivo, sempre tenendosi sul sentiero nr.101. Solo una salita, posta appena prima del rifugio, può dirsi molto impegnativa e particolarmente ripida: una gustosa merenda tipica ripagherà senz’altro delle fatiche.

Il rifugio Locatelli

Il rifugio Locatelli

Proseguendo sul sentiero nr.101 si arriva al rifugio Comici, che sembra nascondersi fra i mille anfratti della roccia: il percorso, in forte discesa, sembra sempre sul punto di aprirsi in un paesaggio più ampio, ma sarà così solo all’arrivo. Tornando sui nostri passi fino al rifugio precedente, il Pian di Cengia, si può raggiungere il rifugio Lavaredo seguendo il sentiero nr.104 che offre panorami mozzafiato e dà la possibilità di vedere piante e animali tipici del Parco. Da lì si raggiunge poi facilmente il punto di partenza dell’anello.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Testo di Elisa Patrone, foto di Michele Dalla Palma ed Elisa Patrone

L’incanto delle Dolomiti: l’anello delle Tre Cime di Lavaredo

Tre Cime di Lavaredo, 32041 Auronzo di Cadore, Province of Belluno, Italy


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La Redazione

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4 comments

  1. I 5 migliori posti italiani dove fare trekking – Italian Traditions 27 Febbraio, 2017 at 12:37 Rispondi

    […] È una delle tre cime più famose delle Dolomiti, nelle Dolomiti di Sesto, considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell’alpinismo. Siamo tra Veneto e Trentino. Da qui si può godere della vista panoramica del parco Naturale Tre Cime. Appena lasciati i campi intorno a Dobbiaco, comincia una salita fatta di tornanti mozzafiato che alternano il grigio della roccia al blu del cielo terso d’alta quota, fino ad aprirsi all’azzurro del lago di Misurina. Questo incantevole specchio d’acqua si dice sia nato dalle lacrime di un re trasformato in montagna che, vedendo precipitare dalla sua stessa sommità la piccola figlia Misurina, fece sgorgare ruscelli di lacrime che si raccolsero poi a valle. Fra il 1915 e il 1917 le vette di Lavaredo costituirono il fronte di guerra. Di questo periodo, infatti, rimangono ancora evidenti resti sul massiccio e sul vicino monte Paterno. (Per saperne di più, clicca qui) […]

  2. The 5 Best Hiking Places in Italy – Italian Traditions 27 Febbraio, 2017 at 12:40 Rispondi

    […] It is one of the three most famous peaks of the Dolomites, in the Sesto Dolomites, considered among the best-known natural wonders in the world of mountaineering. Located between Veneto and Trentino. From here you can enjoy the panoramic views of the Tre Cime Natural Park. Just as you leave the fields around Dobbiaco, you can begin a hike made up of breathtaking curves that alternate from gray rock to the blue of the high altitude clear sky, then opening up to the blue of Misurina Lake. This lovely stretch of water is said to be born from the tears of a king who was transformed into a mountain, who by seeing his own little daughter Misurina precipitate from its top,  gushed out streams of tears, which then gathered in the valley. Between 1915 and 1917 the peaks of Lavaredo formed the war front. From this period, in fact, there are still apparent remains by the massif and the nearby Mount Paterno. (For more info, click here). […]

  3. elisabetta martin 31 Maggio, 2018 at 20:58 Rispondi

    Le tre Cime di Lavaredo sono Dolomiti di Sesto per quanto riguarda il versante nord, ma il versante sud è dolomite di Auronzo.

    • La Redazione 5 Giugno, 2018 at 09:59 Rispondi

      Ciao Elisabetta, la classificazione Dolomiti di Sesto non si riferisce alla geografia politica (per la quale è corretto dire che il versante sud delle Tre Cime è nel comune di Auronzo e quello nord nel comune di Sesto), ma alla Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino (SOIUSA), che non prevede il sottogruppo delle Dolomiti di Auronzo, ma solo quello delle Dolomiti di Sesto, in cui rientrano le Tre Cime.

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