sorgenti del secchia

Appennino Tosco-Emiliano: alle sorgenti del Secchia

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REGIONE
Emilia Romagna
COME ARRIVARE
Il Passo del Cerreto si trova lungo la SS63 che sul versante toscano si imbocca da Aulla e passa da Fivizzano e Sassalbo, sul versante emiliano si prende a Reggio Emilia, seguono i comuni di Rivalta, Puianello, Casina, Castelnovo ne’ Monti, Busana e Collagna.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Passo del Cerreto (m 1253)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
370 metri a salire, 370 metri a scendere
LOCALITÀ DI ARRIVO
Passo del Cerreto (m 1253)
TEMPO DI PERCORRENZA
3 ore
DIFFICOLTÀ
T

Alle sorgenti del Secchia il luogo si presenta come un anfiteatro naturale delimitato da aspre montagne arenariche fra le quali si trova una piccola piana ricoperta di un folto manto erboso ed è attraversato da numerosi ruscelli che formano il primo tratto del fiume.

Il progetto "Le porte del Parco" si propone di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale del Parco nazionale, per dare la possibilità ai visitatori di conoscere e scoprire le risorse naturali e culturali del territorio. In questo caso il panorama sull'Alpe di Succiso è offerta dalla Porta Euromediterranea, presso il Passo del Cerreto

Il progetto “Le porte del Parco” si propone di valorizzare il patrimonio culturale e ambientale del Parco nazionale, per dare la possibilità ai visitatori di conoscere e scoprire le risorse naturali e culturali del territorio. In questo caso il panorama sull’Alpe di Succiso è offerta dalla Porta Euromediterranea, presso il Passo del Cerreto

Il sentiero, contrassegnato dal segnavia 00, inizia presso il valico del Cerreto (parcheggio) e si dipana sul versante settentrionale del Colle Ospedalaccio, incontrando doline con affioramenti gessosi, ma anche opere belliche realizzate dai tedeschi per rinforzare le retrovie della linea gotica. Attraversato il colle si raggiunge il crinale presso il Passo dell’Ospedalaccio (m 1280), nome che fa riferimento all’ospizio medievale di S. Lorenzo delle Cento Croci (oggi ne restano solo i ruderi). Lungo la strada forestale si incontra un cippo di epoca napoleonica, divelto dopo la caduta dell’imperatore francese e restaurato in epoca più recente; ora il sentiero nr 00 e nr 671 guadagnano quota, si esce dal bosco risalendo le pendici del Monte Alto. Al successivo bivio si segue il sentiero meglio marcato sulla destra (segnavia nr 671), superata la costa della Marinella (m 1533) si arriva nella bella conca di Prataccio, anfiteatro di origine glaciale dove scrosciano le acque del neonato fiume Secchia.

 

Il faggio, Fagus sylvatica L. diffuso sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri (faggete) o misti

Il faggio, Fagus sylvatica L. diffuso sulle Alpi e sugli Appennini, dove forma boschi puri (faggete) o misti

Dopo aver attraversato tutta la piana si risale il pendio fra i faggi fino alla sorgente del Secchia (m 1536), dove varie polle sgorgano dagli strati di arenaria ai piedi del Monte Alto. Tornando brevemente sui propri passi si individua, al limite del bosco da cui eravamo sbucati sulla conca di Prataccio, il sentiero nr 675, che si segue in discesa fra faggi, radure e carbonaie, fino a sbucare su una strada forestale presso la sorgente del Riolo (m 1278). Seguendo la strada verso destra si torna presso il cippo napoleonico, da dove è possibile tornare al valico del Cerreto seguendo il percorso dell’andata, oppure rimanendo sulla stradina che aggira il Colle Ospedalaccio sul versante toscano, con vaste aperture panoramiche, si sbuca sulla SS63. Oltre il tornante si incontra un’altra stradina, contrassegnata dal segnavia nr 98, che sbuca a un centinaio di metri dal Passo del Cerreto.

Punti di appoggio:

Albergo Passo del Cerreto Tel. 0522.898214 – 0585.949666

Albergo Alpino – Tel. 0522.898151 Cell. 328.7638622

albergoalpino@libero.it

 

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AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Testo di Enrico Bottino / Foto di Enrico Bottino e Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-emiliano

Appennino Tosco-Emiliano: alle sorgenti del Secchia

Passo Del Cerreto, Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, 54013 Fivizzano MS, Italia


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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